Cosa può insegnarci una gara di atletica sull’economia? Secondo Roberto Cavallo, scrittore, divulgatore scientifico e assessore all’Ambiente del Comune di Alba, molto. Il suo nuovo libro “Economia della staffetta”, pubblicato da Lu::Ce Edizioni, parte da una suggestione nata durante le Olimpiadi di Tokyo per restituire al lettore un modello alternativo all’ipercompetizione del nostro tempo. Al centro, la metafora della staffetta 4x100, letta attraverso dieci indicatori di efficienza, che diventano altrettante chiavi per raccontare storie italiane di economia collaborativa, imprese sostenibili e reti capaci di generare valore condiviso. Non è un saggio tecnico, né un trattato accademico: è una narrazione viva, costruita attraverso storie vere, reinterpretate in chiave romanzata, che esplorano un futuro possibile e necessario.

Come nasce “Economia della staffetta”?
"Da anni lavoro sul tema dell’economia ambientale, e ho attraversato tutte le tappe delle sue definizioni: green economy, bioeconomia, economia circolare. Ma spesso dietro questi nomi si nascondono semplificazioni: il riciclo non basta, non risolve tutto. Serve ripensare il sistema, aumentare la durata di vita dei prodotti, valorizzare l’efficienza e la collaborazione. L’idea del libro nasce nel 2021, durante le Olimpiadi di Tokyo, quando l’Italia vinse l’oro nei 100 metri e poco dopo nella 4x100. Mi colpì profondamente la forza della squadra rispetto al singolo. Da lì, ho cominciato ad analizzare a fondo la staffetta, scoprendo che è molto più di una gara: è una metafora economica potentissima".
In che senso la staffetta diventa un modello economico?
"Perché dimostra con i fatti che la collaborazione è più efficiente della prestazione individuale. Se prendi il tempo della 4x100 e lo confronti con quello dei 400 metri corsi da un singolo atleta, la staffetta risulta più veloce del 15%. Ma c’è di più: se sommi i migliori tempi personali dei quattro atleti, la staffetta riesce a fare meglio del 6%. Il guadagno totale è del 21%. E questo succede perché ognuno fa un pezzo, ma insieme fanno di più. È il contrario della logica dell’“ognuno per sé”. E c’è un altro dato bellissimo: nessuno nella 4x100 corre esattamente 100 metri. C’è chi ne fa 108, chi anche 130. E nessuno si lamenta. Perché si vince insieme".
Nel libro ci sono dieci indicatori tratti dalla staffetta. Ce ne racconta qualcuno in più?
"Uno dei più emblematici è il passaggio del testimone, che si fa alla cieca. Il corridore che parte non guarda chi arriva. Lo riconosce da un segnale: un “hop!”, in mezzo al frastuono dello stadio, tra otto squadre che corrono vicine. Serve fiducia, ascolto, intesa. È un esercizio di ascolto silenzioso e sincronizzazione: oggi più che mai utile. Un altro aspetto sorprendente è che ogni atleta ha una posizione in cui rende meglio. Per esempio, Fausto Desalu, terzo frazionista dell’Italia oro a Tokyo, aveva il 1.751° tempo mondiale nei 100 metri. Eppure, è stato decisivo perché sapeva correre in curva meglio di chiunque altro. È la dimostrazione che non devi essere il migliore in tutto, ma il più adatto nel posto giusto. La staffetta premia la diversità come risorsa”.
Dalla teoria alla pratica: quali storie racconta il libro?
"Racconto dieci storie vere, romanzate ma documentate, in cui la logica della staffetta diventa concreta. C’è la filiera del pane ed Langa, costruita sulla cooperazione tra agricoltori, Mulino Sobrino e panificatori. O quella del riciclo del PET, partita da Beinasco e passata per Sant’Albano Stura e Saluzzo, con la filatura di Miroglio: un esempio perfetto di economia circolare evoluta, in cui il PET torna anche bottiglia. C’è la storia di Greenhas, nata a Canale d’Alba grazie a un’intuizione di Beppe Gonella, diventata leader mondiale nel comparto dei biostimolanti. E poi la rete d’impresa 100% Campania, nata dopo l’emergenza rifiuti a Napoli del 2008, che oggi crea packaging sostenibile da carta riciclata. Tutte dimostrazioni che cambiare è possibile, se si cambia approccio".
A chi si rivolge il libro?
"A tutti. Non solo agli addetti ai lavori. Ho provato a usare un linguaggio accessibile, perché queste idee devono uscire dal tecnicismo e diventare patrimonio comune. Tre delle dieci storie sono disponibili su Spotify lette da Oliviero Corbetta: le loro storie diventano racconti immersivi, quasi teatrali. E poi ho chiesto a due economisti di grande esperienza di contribuire con le loro visioni: Lorenzo Fioramonti, che ha scritto la prefazione, e Mercedes Bresso, autrice della postfazione. Fioramonti propone da anni di superare il PIL come unico indicatore economico, introducendo criteri di benessere. Bresso è stata una delle prime economiste ambientali in Italia. Le loro parole incorniciano il libro, dandogli profondità e prospettiva".
Se dovesse sintetizzare il messaggio centrale in una sola frase?
"Che la vera efficienza non sta nel correre da soli, ma nel trovare il proprio posto nella squadra. Come nella staffetta: se vuoi andare veloce, vai da solo. Se vuoi andare lontano, vai con qualcuno. Ma se vuoi andare lontano, veloce, e portare un messaggio… organizza una staffetta".















