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Cronaca | 18 aprile 2024, 11:17

I residenti: "In Cuneo Centro non si dorme". La Procura chiede l'assoluzione delle imputate: "Nessun reato"

Ad essere state querelate da alcuni residenti di piazzale della Libertà e di via Silvio Pellico per "disturbo del riposo e della quiete" sono le titolari del Bar da Mirela e del Chicken King Latino's. A maggio, la decisione del giudice

Piazzale della Libertà, Cuneo

Piazzale della Libertà, Cuneo

“Le imputate si sono adoperate. Una di loro, la titolare del Bar da Mirela (in piazza della Libertà), ha chiesto lo scomputo dall’affitto dei lavori straordinari per le vetrate. Dalla documentazione emerge che l’attività musicale era compatibile con i decibel consentiti. Le deroghe chieste al Comune sono pervenute all’ufficio tecnico e le verifiche effettuate hanno ottenuto risultati in linea. Quanto alla titolare del Chicken King Latino’s, ha fatto eliminare le panchine davanti al tabaccaio. L’attività di porre rimedio agli schiamazzi da parte delle imputate c’è stata”. Sono queste le parole con cui la Procura di Cuneo ha rassegnato le proprie conclusioni al tribunale chiedendo l’assoluzione, perché il fatto non costituisce reato, per le due donne che gestiscono i locali di di piazza della Libertà e di via Silvio Pellico, accusate di disturbo della quiete e del riposo.  

Sono stati numerosi i residenti del quartiere che hanno sfilato in aula, patrocinati dall’avvocato Claudi Massa, salito alle cronache per dar voce ai cittadini nelle battaglie legali contro la movida, spiegando come gli “schiamazzi e i rumori”, tra il 2020 e il 2021, sarebbero diventati così insostenibili e insopportabili al punto da convincerli ad avviare una causa penale contro i due locali.  

Per la titolare del bar da Mirela, che ha respinto ogni addebito, le lamentele sarebbero state una doccia fredda, in quanto nessuno dei residenti si sarebbe mai rivolto a lei e se qualcuno lo avesse fatto, come ha dichiarato, lei avrebbe cercato in tutti i modi di andare incontro alle loro esigenze. Al centro delle polemiche, la serata karaoke che avrebbe sfiorato volumi "altissimi". La titolare ha sostenuto di aver avuto tutte le autorizzazioni del caso per poterla organizzare una o due volte al mese. “Mi raccomandavo con tutti i miei clienti di non fare chiasso – ha ribadito in udienza la donna – e quando sono arrivata in questa piazza con il mio locale ho ripulito la zona dalla gentaglia. Mi sono adeguata a tenere volumi più bassi”.

A rigettare le accuse dei residenti, anche la proprietaria del Chicken King Latino’s: “Gli schiamazzi notturni non dipendevano dagli avventori del mio locale – aveva spiegato - Davanti a noi c’erano anche le panchine e le persone che vi sedevano non c’entravano nulla coi miei clienti abituali”.

Al contrario, l’avvocato Claudio Massa ha chiesto al giudice la condanna di entrambe le titolari e la corresponsione del risarcimento: “I miei assistiti hanno avuto la vita compromessa per molti anni – ha sottolineato – e hanno aspettato molto tempo prima di fare querela, quando ormai la loro vita era pregiudicata. L’unico tipo di tutela viene dalla magistratura perché, di norma, gli enti pubblici hanno ritrosia a intervenire attivamente”.

Ad associarsi alla richiesta assolutoria della Procura, anche l’avvocato delle imputate, il legale Aldo Serale, che ha precisato una totale assenza di problematiche e rumori: “L’area dei due locali è costantemente monitorata dalle forze dell’ordine. A qualche centinaio di metri c’è il presidio della Polizia Locale che non ha mai rilevato problemi e non ci sono valutazione di Arpa”.

Il 14 maggio sono attese le repliche della Procura e la sentenza.

CharB.

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