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Bra | 12 marzo 2024, 15:05

Open day per il passaporto, tra gli sforzi della Questura e la frustrazione dei cittadini

Una giornata campale, ieri, per gli oltre 1.000 cittadini che tra Cuneo, Bra e Ceva si sono messi in coda per poter ottenere il documento. Un problema nazionale, legato anche alla mancanza di personale e destinato, se non si trova una soluzione, ad acuirsi con l'avvicinarsi dell'estate

Open day per il passaporto, tra gli sforzi della Questura e la frustrazione dei cittadini

Open day per i passaporti, ieri, a Cuneo, Bra e Ceva, per dare una risposta all'impossibilità o, comunque, alla grande difficoltà, ad accedere alle prenotazioni attraverso il portale della Questura. 

Un problema nazionale, esploso dopo il Covid, con l'aumento delle richieste, rimaste praticamente ferme per almeno un anno e mezzo per l'impossibilità di viaggiare. Chi ha dovuto fare il rinnovo ha, comprensibilmente, aspettato, per non "bruciarsi" mesi o anni. 

La situazione, nella nostra provincia, è migliore rispetto ai tempi che si registrano in altre aree, ma la rabbia e l'insoddisfazione dell'utenza è comunque tanta, nonostante gli sforzi dell'ufficio preposto, gli straordinari e i numerosi open day effettuati.

Quello di ieri 11 marzo ha visto in coda, tra le tre sedi, un migliaio di persone, di cui 400 sono riuscite a fare le pratiche. Gli altri 600 hanno comunque ottenuto un appuntamento.

La Questura ha voluto sottolineare, già nel tardo pomeriggio di ieri, come lo sforzo e l'attenzione alle esigenze delle persone sia stata massima, con particolare riferimento ai soggetti in condizioni particolari, come le donne in stato di gravidanza. 

Targatocn ha testimoniato il caos e l'ammassamento davanti alla sede della Questura di Cuneo, con centinaia di persone in coda, tra la frustrazione e la rabbia di vedersi scavalcati, in una gestione tutt'altro che facile anche da parte degli operatori. Difficile rispettare l'ordine di arrivo e comprensibile il disappunto di chi, in coda da ore, si è visto superare da chi era arrivato molto dopo. Nulla di nuovo, le code all'italiana, purtroppo. Ma la Questura ha davvero fatto i salti mortali per poter dare il servizio a tutti, sicuramente incolpevole della maleducazione delle persone.

E' andata meglio a Ceva, pare, con molte meno persone in coda, anche se non sono mancate le proteste. Un utente ci ha infatti segnalato di essersi recato all'open day assieme ai genitori e di essere stato negli uffici dalle 8.30 alle 11.30, anche perché i server, da quanto ha asserito, ad un certo punto sono andati in tilt.

Una mattinata di passione, dunque, per i 1.066 richiedenti. E per il personale addetto. Perché il disagio è di tutti. E rimane la situazione, non risolvibile in modo straordinario con gli open day, che al momento non saranno comunque ripetuti, dell'impossibilità di poter richiedere un documento di identità indispensabile per viaggiare o per prenotare un volo all'estero.

Il Ministero sta predisponendo alcuni upgrade dell'Agenda online, per le prenotazioni. Nel frattempo si spera, si attende, si fanno code, qualcuno prova a fare richiesta di urgenza, magari con le prenotazioni alla mano. E la situazione, con il passare dei mesi e con la prospettiva delle vacanze estive, non può che peggiorare, a meno che non si adottino davvero soluzioni drastiche, che difficilmente possono prescindere da un piano di assunzioni e un rinforzo dell'organico.

Barbara Simonelli

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