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Taglia 14-19 | 16 luglio 2023, 20:27

TAGLIA 14-19: RACCONTI DALL’ETA’ DEI SOGNI/Osvaldo

Aveva sempre attorno uno sciame di ragazzette, ma tra tutte lui aveva scelto proprio me, quindicenne timida e impacciata

TAGLIA 14-19: RACCONTI DALL’ETA’ DEI SOGNI/Osvaldo

“Taglia 14-19” è una raccolta di storie vere, riproposte sotto pseudonimo. Un progetto che nasce dopo tre anni di ricerca, tra fonti orali e scritte, tra studenti e studentesse delle superiori in età compresa, appunto, tra i 14 e i 19 anni. Amarezza, gioia ed emozioni palpabili riproposti attraverso i loro occhi, i temi scritti, i “pizzini” lasciati nell’agenda dell’insegnante, i messaggi durante i periodi di vacanza e i dialoghi sospesi tra un intervallo e l’altro. Ragazzi e ragazze che hanno una loro visione del mondo e della vita, anche se coglierle non è sempre così immediato.

L’autrice. Francesca Gerbi è un’insegnante di lettere e sostegno nelle scuole superiori, giornalista e scrittrice. Con l'editrice "La collina dei libri" ha appena dato alle stampe "La memoria di Viola", romanzo col quale affronta con delicatezza lo spinoso tema dell’Alzheimer.***

 

Sono nata in una grande città dell’Abruzzo.

Mia mamma lavorava in una panetteria e mio papà in uno zuccherificio.

La mia vita e quella dei miei fratelli scorreva serena ed in modo semplice.

Nostro cugino Lino riuniva sempre tanti amici. Era bello come il sole, cantava e suonava la chitarra, tutti lo adoravano, per noi ragazzi era un mito!

Tra i numerosi suoi amici c’era Osvaldo, un ragazzo un po' più grande di me, biondo con due magnifici occhi color smeraldo. Aveva sempre attorno uno sciame di ragazzette, ma tra tutte lui aveva scelto proprio me, quindicenne timida e impacciata.

Veniva a prendermi all’uscita di scuola e, teneramente abbracciati, andavamo in giro per le vie della città e il mio cuore batteva all’impazzata. Adoravo il suo modo di parlare e rimanevo incantata ad ascoltarlo, persa nei suoi occhi.

Passavamo interi pomeriggi a chiacchierare camminando mano nella mano.

Ma questo amore acerbo era destinato a scontrarsi con la rigidità della mia famiglia.

Un giorno mio padre ci sorprese abbracciati e da quel giorno mi fu impedito di rivederlo.

Piansi per giorni, non riuscivo ad accettare l’idea di non poterlo più frequentare e cercai in ogni modo di rivederlo, di tanto in tanto, di nascosto dai miei genitori.

Il futuro, però, aveva altri progetti per me, infatti mio padre aveva trovato un buon lavoro in Piemonte, dove vivo tuttora, e nel giro di poco tempo ci trasferimmo.

Il mio bel biondino non lo vidi più, ma custodisco ancora nel cuore il bellissimo ricordo di un tempo spensierato e di un dolce ragazzo che mi ha regalato, anche se per poco, un sogno.

 

 

 

Francesca Gerbi

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