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Economia | 14 giugno 2023, 13:11

Riciclo o riutilizzo? Europa al bivio sulla riforma imballaggi che impensierisce gli imprenditori italiani [VIDEO]

Convegno in Confindustria Cuneo questa mattina, mercoledì 14 giugno: "La posizione del nostro sistema è che il riutilizzo sia importante ma una misura complementare rispetto al riciclo dove in Italia oggi siamo leader”

Riciclo o riutilizzo? Europa al bivio sulla riforma imballaggi che impensierisce gli imprenditori italiani [VIDEO]

La riforma degli imballaggi in atto in Europa porta con sé potenziali gravi impatti negativi su molte filiere industriali, a fronte di discutibili ritorni in termini di sostenibilità e minor impatto ambientale, e di fatto rischiando di congelare investimenti in ricerca e sviluppo.

Su questi temi si è ragionato questa mattina, mercoledì 14 giugno, nella sede di Confindustria Cuneo.

Dopo i saluti istituzionali del presidente di Confindustra Cuneo Mariano Costamagna, Stefano Ramero dell'Ufficio Sicurezza, Ambiente, Energia e Alimenti ha presentato la genesi della proposta di riforma: “Secondo uno studio dell'Unione Europea, ognuno di noi produce ogni anno 177 kg di rifiuti. Circa il 40% della plastica e il 50 % carta sono destinati agli imballaggi che provocano un'emissione di CO2 pari a un piccolo paese europeo. Non solo. La metà dell'inquinamento marittimo è proprio dovuta agli imballaggi che negli ultimi 10 anni hanno subito un incremento del 20%. Ecco che, considerata questa situazione di emergenza, il 30 novembre 2022, viene formulata dall'Europa questa proposta di regolamento che riforma la disciplina degli imballaggi e dei rifiuti ed è inserita all'interno del Green Deal. Parliamo di 65 articoli e 13 allegati spesso ridondanti che vanno a favorire maggiormente il riutilizzo degli imballaggi al posto del riciclo”.

I benefici del riutilizzo devono essere dimostrati – spiega Giorgio Bosso, Chief Executive Officer presso Nissha Metallizing Solutions e presidente della sezione Cartai di Confindustria Cuneo –. In Italia sono stati fatti grandi passi sul riciclo da parte di tutte le aziende coinvolte. Abbiamo raggiunto livelli altissimi. Non vorremmo che, dato che alcuni Paesi non hanno raggiunto alti livelli, allora si debba buttare via tutto. Sarebbe davvero un errore. Il mercato deve evolvere. È giusto che le Istituzioni diano obiettivi e tempi di massima ma poi tocca al mercato scegliere le strade da perseguire. E riciclo e riutilizzo possono convivere. L'uno non esclude l'altro”.


Stessa posizione di Alberto Frache, docente di Scienze e Tecnologie del materiali al Politecnico di Torino: “Ritengo che il riciclo sia una via da seguire e non da abbandonare anche perchè in Italia sono stati fatti diversi sforzi dal punto di vista industriale, accademico e scientifico. Sarebbe un peccato mollare tutto per tornare indietro. Inoltre il riutilizzo non è così facile da attuare per davvero e servono dati scientifici, che al momento non ci sono ancora, per dimostrare che il riutilizzo sia migliore del riciclo. Tante aziende hanno investito in impianti di riciclo con livelli di bontà del prodotto confrontabili con quelli vergini. Dunque il riutilizzo farebbe decadere questa possibilità”.


La posizione del nostro sistema è che il riutilizzo sia importante ma una misura complementare rispetto al riciclo dove in Italia oggi siamo leader - gli fa eco Andrea Corniolo, responsabile dell'Ufficio Sicurezza, Ambiente, Energia e Alimenti di Confindustria Cuneo che ha coordinato il dibattito -. L'UE con questa nuova proposta va verso il riutilizzo che ha con sè vantaggi ambientali ma dipende tutto dalla filiera che si considera”.

Tra gli interventi era previsto anche quello dell'eurodeputata Gianna Gancia, assente per partecipare alle esequie di Silvio Berlusconi. Ha inviato la sua posizione in uno scritto: “L'Italia, con la sua eccellenza riconosciuta nella gestione dei rifiuti di imballaggi, rappresenta un modello di successo. Tuttavia, la proposta di regolamento attuale potrebbe mettere a rischio le nostre filiere produttive. La nostra posizione al Parlamento europeo riflette un approccio più flessibile, che bilanci le esigenze ecologiche e l'impatto economico. Crediamo nella possibilità di coniugare innovazione, sostenibilità e rispetto dell'economia. La strada della sostenibilità ambientale può e deve essere percorsa senza mettere a rischio la sostenibilità economica e il lavoro delle nostre imprese. L'Europa deve rimanere un luogo dove l'innovazione e la sostenibilità sono al servizio del benessere dei suoi cittadini e del successo delle sue imprese”.

Cristina Mazzariello

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