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Economia | 05 giugno 2023, 17:03

Inflazione e prezzi oscillanti non spaventano l'industria piemontese: nel primo trimestre 2023 la crescita torna a livelli pre-pandemici

A dirlo, i dati della 206^ indagicione congiunturale di Unioncamere, realizzata su 1.827 imprese. Gola: "Spero si possa tornare quanto prima a condizioni di sviluppo più equilibrate"

Mauro Gola - foto di repertorio

Mauro Gola - foto di repertorio

La produzione industriale in provincia di Cuneo nel I trimestre 2023 ha realizzato una variazione del +0,3% rispetto all’analogo periodo del 2022, più bassa rispetto al dato regionale (+1,4%), riportandosi ai valori medi del 2019 (+0,8%). Risultato, quello cuneese, che mostra come le imprese del territorio abbiano una buona capacità di resistenza e reazione a fronte degli shock degli ultimi anni, caratterizzati da inflazione e prezzi oscillanti conseguenze derivanti dalla più recente invasione russo-ucraina.

Il risultato emerge dalla 206^ “Indagine congiunturale sull’industria manifatturiera” realizzata da Unioncamere Piemonte in collaborazione con gli Uffici studi delle Camere di commercio provinciali nei mesi di aprile e maggio 2023 con riferimento ai dati del periodo gennaio-marzo 2023. La ricerca ha coinvolto 1.827 imprese industriali piemontesi, di cui 261 cuneesi che hanno 12.408 addetti e un valore di oltre 4,3 miliardi di euro di fatturato.

Nel I trimestre 2023 il rilancio dell’output si associa ai risultati positivi di alcuni degli indicatori congiunturali analizzati. A fronte di un fatturato totale del +1,9%, gli ordinativi interni risultano stabili, ma la dinamica sui mercati stranieri risulta in sofferenza con un fatturato estero del -0,5% accompagnato da ordinativi esteri del -1,4%. Il grado di utilizzo degli impianti si attesta al 64,51%.

Pur in presenza di un quadro nazionale e internazionale caratterizzato da luci e ombre le imprese manifatturiere dimostrano un'ottima capacità di resistenza - sottolinea il presidente camerale Mauro Gola - . Scendono i prezzi degli input produttivi ma l'inflazione è ancora alta, stagnano i consumi interni e la debolezza dell'Eurozona non aiuta le nostre esportazioni. È auspicabile che si possa tornare quanto prima a condizioni strutturali di sviluppo più equilibrate.

Nel I primo trimestre 2023 tutti i comparti mostrano segno positivo eccezion fatta per le altre industrie manifatturiere (-1,2%). Discreta la performance del tessile-abbigliamento-calzature che registra un +2,6%, seguito dalle industrie metalmeccaniche con il +1,3% e dalle alimentari con il +0,6%.

Scendendo nel dettaglio dimensionale d’impresa emerge come in termini di output prodotto solo alcune imprese abbiano riportato risultati positivi. La variazione tendenziale della produzione industriale registra +1,9% per le micro imprese (0-9 addetti) e +1,8% per le piccole imprese (10-49 addetti); mentre riporta -1,0% per le medie imprese (50-249 addetti) e -3,8% per le realtà di maggiori dimensioni (oltre 250 addetti).

Al campione costituito da 261 imprese manifatturiere cuneesi, è stato chiesto di rispondere a una serie di domande relative al tema della sostenibilità ambientale e dell’economia circolare. Più della metà afferma di applicare, laddove possibile, i principi della sostenibilità/economia circolare all’interno della propria filiera in particolare nella produzione e nella gestione dei rifiuti dove un’impresa su quattro dice di aver condotto o di prevedere azioni di economia circolare.

La maggior parte delle aziende oggetto del campione afferma di aver adottato misure che rispondono a principi di sostenibilità finalizzate a un risparmio energetico e al rispetto delle normative previste. Sono altresì d’accordo nel sostenere che gli ostacoli incontrati nel loro percorso di transizione ecologica sono principalmente legati all’aspetto economico/finanziario e burocratico/normativo. E così per una transizione verso un’economia circolare e per una migliore sostenibilità i loro principali bisogni si concretizzano in agevolazioni e incentivi e semplificazioni normative e burocratiche; nelle associazioni di categoria e in altre imprese operanti sul territorio trovano gli stakeholder più significativi con cui instaurare collaborazioni in materia.

comunicato stampa

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