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Attualità | 26 maggio 2023, 18:24

Adolescenza, tra patologie e percorsi d’aiuto: "Serve un tavolo tra attori del privato e no profit"

A Cuneo il partecipato convegno promosso dalla cooperativa albese Coesioni Sociali. Il direttore Porcheddu: “Occorre investire su prevenzione, attività di territorio, strutture diurne e residenziali, per evitare di far giungere i giovani all’ospedalizzazione, inevitabile quando la malattia si aggrava”

Alcuni momenti del seminario tenuto ieri nei locali della Fondazione Crc di Cuneo

Alcuni momenti del seminario tenuto ieri nei locali della Fondazione Crc di Cuneo

Un’affollata sala dello Spazio Incontri della Fondazione Crc ha ospitato ieri, giovedì 25 maggio, un interessante convegno sulle problematiche giovanili dal titolo “Adolescenza: Quali percorsi d'aiuto? Ricerche ed esperienze sul territorio piemontese”.

Dopo l’introduzione di Claudio Alberto, vicepresidente della Cooperativa Coesioni Sociali (entità nella quale nelle settimane scorse sono confluite quattro cooperative storiche attive nel mondo del sociale albese), e i saluti istituzionali del sindaco di Cuneo, onorevole Patrizia Manassero, del presidente di Confcooperative Cuneo Sandro Durando, del presidente della Provincia Luca Robaldo, della consigliera della Fondazione Crc Giuliana Turco e del sindaco di Neive Annalisa Ghella, il primo intervento è stato quello della dottoressa Lucia Zanetta, che ha presentato i dati salienti della ricerca sui giovani della Fondazione Crc “Essere adolescenti a Cuneo oggi”.



Sono poi seguiti i contributi di Franco Fioretto, direttore della Neuropsichiatria Infantile (Npi) dell’Asl Cn1, di Elisa Colombi, responsabile dell’omologa struttura complessa dell’Asl Cn2, di Orazio Pirro, direttore Npi Asl Città di Torino e di Andrea Barbieri, dirigente medico Psichiatra DSM dell’Asl Cn1, che hanno relazionato sui modelli organizzativi e gestionali della rete costruita in provincia di Cuneo e del Piemonte, soffermandosi sulla collaborazione tra pubblico e privato sociale.



Nei lavori della mattinata sono anche state illustrate le esperienze dell’area metropolitana svolte dalle realtà sociali di Cooperativa Mirafiori, CasaOZ e Cooperativa Altramente.



“Da questi interventi abbiamo inteso come sia importante investire sulle azioni di prevenzione, sulle attività di territorio, sulle strutture diurne, sulle strutture residenziali, per evitare di far giungere i giovani all’ospedalizzazione, inevitabile quando la malattia si aggrava”,
afferma Giampiero Porcheddu, direttore della Cooperativa Coesioni Sociali, che ha coordinato i lavori. “Ma anche come sia importante lavorare in rete, dove siano chiari i ruoli e dove ci sia un’ampia fluidità dei servizi in grado di dare risposte tempestive ed efficaci alle problematiche giovanili, che sono in continua evoluzione”.




Argomenti questi che sono emersi anche nella tavola rotonda del pomeriggio, condotta dal professor Francesco Belletti, direttore del Centro Internazionale Studi Famiglia.

“Dobbiamo puntare a una pluralità di interventi: dalla famiglia alla scuola, dallo sport alla cultura, per far comprendere ai giovani che intendere il tempo libero non è noia. E’ importante che tutti i soggetti che gravitano sul minore svolgano un ruolo e abbiano chiaro il messaggio da trasmettere”, ha affermato Elena Broccardo, responsabile Dipartimento Minori della Cooperativa Coesioni Sociali.

Un contributo chiaro quello che è emerso dal convegno, ovvero che tutti siamo interessati dal problema degli adolescenti: uno stato psico-fisico del quale siamo tutti stati colpiti, nel quale ciascuno di noi si è sentito trattato e ne è uscito in modo diverso, dal quale ognuno ha avuto reazioni e ricordi che ci portiamo dietro nella vita adulta.



Strategico il punto proposto dalla Cooperativa Coesioni Sociali e dalla Fondazione Crc di mettere in dialogo intorno a un tavolo attori privati e non profit per parlare di questo problema e cercare insieme le soluzioni, perché è solo facendo rete che si condividono le strategie migliori.

Redazione

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