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Cronaca | 25 gennaio 2023, 10:44

Anziani soli nel mirino di una banda di ladri e truffatori: colpi in tutta la Granda, in quattro finiscono agli arresti [VIDEO]

Operazione dei Carabinieri ha portato alle misure cautelari nei confronti di due cittadini di origine Sinti residenti tra Carmagnola e Villafranca Piemonte. Una trentina i furti in abitazione e le truffe commesse in diversi centri tra il Cuneese e il Basso Torinese

Da sinistra il comandante provinciale dell'Arma dei Carabinieri, colonnello Giuseppe Carubia, e il comandante del Reparto Operativo, tenente colonnello Angelo Gerardi

Da sinistra il comandante provinciale dell'Arma dei Carabinieri, colonnello Giuseppe Carubia, e il comandante del Reparto Operativo, tenente colonnello Angelo Gerardi

Ventinove colpi messi a segno in tre mesi, da settembre a dicembre dello scorso anno. Furti in abitazione e truffe ai danni degli anziani.

Un'articolata operazione messa a segno dai carabinieri della provincia Granda ha portato all'arresto, ieri, di quattro uomini: in manette, reclusi in carcere ad Asti, sono finiti Daniel Decolombi, classe 89, pluripregiudicato residente a Carmagnola, nel Torinese, e Gabriele Barbero, classe 85, di Villafranca Piemonte (Torino), entrambi facenti parte delle comunità Sinti dei due centri.

Ai domiciliari Massimo Zara, classe '72, non appartentene alla comunità sinti, sempre presente durante i furti ma estraneo alle venti truffe contestate al sodalizio. Il quarto uomo, Gilberto Appendino, pensionato del '56, è il ricettatore. Residente a Carmagnola, è anche lui ai domiciliari.

Nove furti e venti truffe, ma si sospetta che i colpi messi a segno siano molti di più. Un'area vasta quella in cui operavano, tutta la Granda, da Revello a Borgo San Dalmazzo per arrivare ad Envie, Magliano Alpi, Caraglio, Fossano, Saluzzo o Piasco, oltre a tutta la fascia sud della provincia di Torino. 

Il primo colpo a Pralormo, con lo scooter. Da qui il nome dato all'operazione, "Centauro". 

Il modus operandi era sempre lo stesso: definito nei minimi dettagli, preceduto da sopralluoghi ed appostamenti, finalizzato ad agire in tempi brevi, al massimo dieci minuti. Preparatissimi, sempre con il volto coperto in caso di furti, che avvenivano con vetture con targa contraffatta. Dotati di scanner in grado di decodificare i codici dei cancelli elettrici o quelli delle chiavi delle vetture, agivano quando in casa non c'era nessuno, arraffavano tutto quello che potevano infilandolo in federe di cuscini ribate anch'esse nelle case e poi si allontanavano.

 

Venti le truffe attribuite al sodalizio, tutte in danno agli anziani. Di volta in volta si fingevano tecnici del gas o della luce, carpivano la fiducia della persona, muniti sempre di un tesserino con foto. Con le scuse più assurde, come la necessità di sanificare i soldi o i gioielli nel frigo o nel freezer, riuscivano a far radunare i beni e poi, approfittando di un attimo di distrazione delle vittime, li portavano via. 

Senza mai usare violenza. La refurtiva poteva andare dai 2 agli 8 mila euro al massimo. Cifre non significative quanto il danno psicologico e sociale creato nelle persone colpite.

 

L'operazione è stata ampiamente illustrata dal colonnello comandante provinciale Giuseppe Carubia assieme al comandante del Reparto operativo tenente colonnello Angelo Gerardi.

"I colpi sono sicuramente più numerosi, le indagini, coordinate dalla Procura di Asti, sono ancora in corso. E' stato necessario intervenire tempestivamente per bloccare l'attività criminale della banda. Se non fossimo intervenuti avrebbero continuato. Andavano fermati", ha spiegato Gerardi. 

Essendo inutilizzabili i lettori di targhe o le telecamere, essendo sempre travisati e con targhe false, sono stati preziosi, ai fini delle indagini, i dettagli forniti dalle vittime, sia sui soggetti che sul tipo di vettura. "E' stato svolto un lavoro molto accurato di analisi delle foto e di ricostruzione dei percorsi delle vetture. Dopo aver individuato i soggetti, abbiamo proceduto con le intercettazioni telefoniche e ambientali. Ieri l'esecuzione delle misure", ha spiegato ancora il tenente colonnello.

Parte della refurtiva è stata recuperata: in particolare tre anelli con diamante e una collezione di monete d’argento. Trovata anche la chiave elettronica usata per aprire le vetture, oltre allo scanner che decodificava e consentiva di aprire i cancelli delle abitazioni e alla penna che verificava l'autenticità delle pietre preziose. Anche questo rende la misura del professionismo della banda. 

"Il coinquilino di uno degli arrestati è stato trovato in possesso di 300 grammi di marijuana. Così abbiamo arrestato anche lui - ha specificato ancora Gerardi. Evidenziando poi la perfetta conoscenza del territorio dei malviventi, in grado di muoversi agevolmente anche in zone isolate o in aree molto distanti dal loro luogo di residenza. "Dei professionisti a tutti gli effetti, ciascuno con un compito preciso. Capaci di muoversi velocemente e sempre a colpo sicuro", ha concluso Gerardi.

Il colonnello Carubia ha invece voluto porre l'accento su uno dei reati più diffusi nella provincia di Cuneo. "Da parte dell'Arma c'è molta attenzione al fenomeno delle truffe agli anziani. Agiamo sia in modo preventivo, incontrando gli anziani e facendo decine e decine di incontri su tutto il territorio, sia in modo repressivo, come in questo caso. Sono reati odiosi perché fanno leva sulla fragilità e sulla solitudine. Stiamo mettendo in campo ulteriori iniziative e campagne finalizzate proprio a sensibilizzare gli anziani sui comportamenti da adottare. Il più importante è uno solo: se a casa si presenta qualcuno di non atteso, sul quale si nutre anche un sospetto minimo, si deve chiamare il 112. Noi ci siamo".

Simonelli-Mazzariello

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