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Agricoltura | 24 gennaio 2023, 14:22

La Psa ora minaccia Astigiano e Cuneese. Marello: "Sarebbe un disastro economico, occorrono misure urgenti"

Il commissario per l'emergenza annuncia che servirà una seconda rete per contenere il virus, che si sta velocemente spostando verso il territorio della Granda. Il consigliere regionale albese chiede un cambio di passo da parte della Giunta regionale

La Psa ora minaccia Astigiano e Cuneese. Marello: "Sarebbe un disastro economico, occorrono misure urgenti"

La peste suina africana rischia pericolosamente di estendersi anche nell’Astigiano e nel Cuneese. Lo ha affermato ieri il Commissario per l'“emergenza peste suina africana”, annunciando che servirà una seconda rete per contenere il virus che si sta velocemente spostando verso il territorio cuneese. Una seconda barriera dovrebbe interessare anche l'Astigiano e la Granda.

«Mi pare – dichiara il consigliere regionale Maurizio Marello - che in questi mesi la Regione Piemonte non abbia affrontato nel modo adeguato questa emergenza. La soluzione della rete protettiva, che è costata parecchi milioni di euro, si è rivelata sostanzialmente inefficace al contenimento della peste suina. Se dovesse estendersi anche nell’Astigiano e Cuneese, tenuto conto dell’elevata presenza di allevamento di suini, sarebbe un disastro economico di enormi proporzioni tale da mettere in ginocchio un intero settore. La Giunta regionale dovrebbe invece aumentare le risorse, verificare la possibilità di anticipare i fondi europei e prevedere una massiccia campagna di abbattimento dei cinghiali».

«E' allarmante - sottolinea ancora il consigliere - che gli atti della Giunta si limitino a tavoli di lavoro e a riunioni e che gli esponenti al governo del Piemonte, invece di assumersi le proprie responsabilità, tentino di scaricare le colpe sull'Europa o sul Commissario. Per gli abbattimenti nei mesi scorsi ho invocato l’intervento dell’Esercito: mi fa piacere che nelle scorse settimane lo abbiano fatto anche talune organizzazioni agricole. Come opposizione continueremo in tutti i modi a offrire la nostra collaborazione, ma di fronte ad una simile emergenza occorre cambiare marcia a Torino come a Roma».

C. S.

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