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lavocedialba.it | 23 gennaio 2023, 07:53

Bra, festa di Sant’Antonio con la tradizionale benedizione degli animali (FOTO)

Massiccia partecipazione per l’appuntamento di domenica 22 gennaio in piazzetta Grande Torino

Le immagini della Festa di Sant'Antonio 2023 a Bra

Le immagini della Festa di Sant'Antonio 2023 a Bra

Una bellissima parata di cavalli, ma anche gatti e cani al guinzaglio dalle code scodinzolanti. Sono stati loro i protagonisti indiscussi della benedizione degli animali in memoria di Sant’Antonio Abate, il grande asceta del deserto e padre dei monaci.

Questa bella consuetudine è stata riproposta domenica 22 gennaio a Bra, dove si sono dati convegno amazzoni e cavalieri, in sella ai propri destrieri e alla guida delle carrozze che sono poi partiti per una passeggiata al trotto nel Roero.

Dopo la Santa Messa delle ore 10.30 nel Santuario nuovo della Madonna dei Fiori, il rettore don Enzo Torchio ha introdotto la cerimonia della benedizione, sottolineando il segno di civiltà rappresentato dall’amicizia con gli animali. E come gli animali facciano parte della vita quotidiana di tante persone è apparso chiaro dalla varietà delle specie che sono state condotte nel piazzale Grande Torino.

Una festa collettiva, che ci ricorda l’impegno di custodire tutta la bellezza del Creato, avendo a cuore ogni creatura di Dio e l’ambiente in cui viviamo.

È una pratica antica, quella della benedizione degli animali. Un rito semplice che appartiene alla tradizione della nostra cultura contadina, quando gli animali erano fonte di sopravvivenza, patrimonio della famiglia: per il lavoro e per l’alimentazione, oltre che di compagnia.

L’iniziativa è stata promossa dalla scuderia dei Cavalieri del Bandito, capitanata da Giorgio Revelli, che ha ringraziato i volontari e le volontarie per aver lavorato al successo dell’evento.

Quella di rendere omaggio per un giorno agli animali, fedeli compagni di vita dell’uomo, non è superstizione, ma ci ricorda come essi vadano difesi e non sfruttati o maltrattati e come Dio ce li abbia donati per custodirli.

Chi era Sant’Antonio

Da non confondere con Sant’Antonio da Padova, Sant’Antonio Abate è conosciuto anche come Sant’Antonio d’Egitto per le sue origini. Nell’iconografia cristiana l’abate Antonio (Coma, in Egitto, 251 circa - deserto della Tebaide, 17 gennaio 357) è raffigurato con una lunga barba bianca, con lingue di fuoco ai piedi e con a fianco un maialino. Sul suo abito spiccava il tau (19ª lettera dell’alfabeto greco), croce a forma di “T”, simbolo della vita e della vittoria contro le epidemie. A ciò allude, secondo il simbolismo, anche il campanello appeso all’estremità del bastone.

Sant’Antonio e la leggenda del fuoco

Libri alla mano ci raccontano come Sant’Antonio si recò all’inferno per rubare del fuoco e portò con sé il suo amico maialino. Mentre quest’ultimo creava scompiglio all’inferno, Sant’Antonio con il suo bastone riuscì a portare con sé un po’ di fuoco per aiutare il suo popolo. Motivo per cui viene chiamato anche Santo del fuoco, infatti il 17 gennaio, memoria liturgica di Sant’Antonio abate, in molte città viene acceso anche un focolare. Simbolicamente il falò ha lo scopo magico di riscaldare la terra e invogliare il ritorno della primavera.

Sant’Antonio protettore gli animali

Al Santo si ricorreva, soprattutto, come intercessore per chiedere la protezione delle stalle, degli armenti, degli animali domestici; era una devozione popolare, umile e sperimentata, che andava al centro della relazione che lega le creature al Creatore.

Perché la benedizione degli animali

La tradizione di benedire gli animali nasce nel Medioevo, in terra teutonica, quand’era consuetudine che ogni villaggio allevasse un maiale da destinare all’ospedale, dove prestavano servizio i monaci. Il grasso era molto utile per preparare emollienti da spalmare sulle piaghe e per curare il fuoco di Sant’Antonio.

Ma non è tutto, secondo una leggenda emiliana e veneta la notte del 17 gennaio gli animali acquisiscono la facoltà di parlare e i contadini in questa notte si devono tenere lontani dalle stalle per non ascoltare le conversazioni che avrebbero portato sventura. Inoltre, nella tradizione ladina, la festa di Sant’Antonio segna l’inizio del Carnevale.

Sant’Antonio e la cucina: piatti tipici

Per omaggiare il patrono degli animali, dei salumieri, degli allevatori e dei contadini, in Italia non può che esserci una tradizione culinaria atta a festeggiare Sant’Antonio: salumi, formaggi, carni e cotiche; tutti quei piatti che ricordano la produzione rurale. Una buona idea è mangiare la polenta con salsiccia.

Sant’Antonio e la neve: detti popolari e previsioni meteo

Attingendo a piene mani dalle tradizioni contadine, si è soliti dire che sia Sant’Antonio che San Sebastiano siano i mercanti della neve: se infatti nel loro giorno splende il sole e fa buon tempo ne approfittano e vanno al mercato a comperare la neve da spargere sulla terra nei giorni successivi.

Silvia Gullino

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