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Cronaca | 21 gennaio 2023, 18:23

Allevatore preso a bastonate: le sue mucche sconfinarono su un altro terreno

La presunta aggressione avvenne sui pascoli di Paesana nel 2020. Ad essere rinviato a giudizio con l’accusa di lesioni aggravate ai danni dell’allevatore il dipendente del proprietario del fondo su cui sconfinarono i bovini

Immagine di repertorio

Immagine di repertorio

Le sue mucche avevano sconfinato sul terreno di un altro allevatore e per questo M.P., un dipendente del proprietario del fondo, lo avrebbe preso a bastonate. Questo l’episodio alla base della querela presentata da un allevatore, il signor C., costituito parte civile, nei confronti del lavoratore accusato di lesioni aggravate davanti al tribunale di Cuneo.

“Quel giorno, era giugno del 2020, mi trovavo con il bestiame su un pascolo sopra la frazione di Paesana -ha spiegato al giudice l’aggredito-. Stavo spostando le mucche da un terreno ad un altro e lungo la strada avevo messo i fili di recinzione per farle passare, ma alcune di loro li avevano rotti ed erano sconfinate nel terreno di un altro allevatore. Quando ho finito di spostarle sono tornato indietro per togliere i pali e i fili della recinzione ma sono stato bloccato da due auto”.

Dai due veicoli sarebbero scese quattro persone, tra cui M.P. Stando a quanto riferito da C., prima avrebbero iniziato a prenderlo a parole, poi, dopo averlo accerchiato e strattonato M.P. lo avrebbe colpito: “Ero insieme a mio fratello di quindici anni e a mio cugino -ha proseguito- Loro erano in quattro. Lamentavano dell’invasione delle mie mucche sul loro terreno. Prima mi hanno insultato e poi, mentre gli altri tre mi tenevano per la maglietta ho visto M.P. prendere uno dei pali della recinzione e colpirmi alle spalle. Ancora adesso ho frequenti mal di testa e in alcuni momenti anche episodi di perdita di memoria”.

Ad assistere alla presunta aggressione erano stati i parenti della persona offesa che si erano rifugiati in macchina: “Quando la discussione si è accesa sono corso in auto con mio cugino -ha spiegato il fratello di C., all’epoca tredicenne-. I tre lo hanno circondato e M.P. ha preso uno dei pali e lo ha colpito quattro o cinque volte alla testa. Mio fratello urlava e io gridavo di lasciarlo stare, ma quello ha smesso solo quando il bastone si è rotto. Ero molto spaventato. Per un mese non sono più salito in montagna”.

Alla prossima udienza, calendarizzata il 19 giugno, si ascolteranno i testimoni della difesa

CharB.

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