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Attualità | 21 gennaio 2023, 20:02

Dal comitato Razom e dalla città di Alba un aiuto concreto per la ricostruzione in Ucraina [FOTOGALLERY]

Raccolti oltre 11 mila euro per la riedificazione di un asilo nido bombardato lo scorso marzo

Fotogallery Barbara Guazzone - Foto in Ucraina di Bogdana Ruda

Fotogallery Barbara Guazzone - Foto in Ucraina di Bogdana Ruda

Sabato 21 gennaio l’amministrazione comunale albese e i vertici del comitato Razom hanno incontrato nella sala del consiglio comunale, Iryna Yarmolenko, consigliera del comune della città ucraina di Bucha, alle porte della capitale Kiev, teatro di massacro di civili da parte delle truppe militari russe e poi liberata all’inizio dello scorso aprile. Motivo dell’incontro la raccolta fondi lanciata nei mesi scorsi dal comitato Razom, con l’intento di contribuire alla ricostruzione di un asilo bombardato il 16 marzo del 2022.

Iryna Yarmolenko, 32 anni, è membro del CEMR, il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d'Europa, comitato che collabora con le istituzioni europee per promuovere il sostegno di azioni nel campo dell'uguaglianza di genere, a livello locale e regionale. Impegnata anche sul fronte dell’emergenza dovuta ai cambiamenti climatici, ha partecipando come moderatore e relatore a numerosi eventi internazionali sul tema come: COP25 Climate Forum a Madrid, il Global Youth Summit a Washington e l’Eastern European Partnership Forum a Vilnius. Ha fondato nel 2014 il Centro per la comunicazione sociale, con lo scopo di sviluppare la consapevolezza della democrazia nella comunità giovanile locale. Obiettivo è generare il confronto tra le diverse organizzazioni internazionali con la finalità di sviluppare delle attività comuni durante gli scambi giovanili legati alla sostenibilità, all'ambiente, al sociale, alla cultura, allo sport, all'imprenditorialità e la creazione di eventi pubblici legati a diverse tematiche come l’ambiente, le problematiche di genere, nonché la promozione del senso del volontariato tra i giovani. Grazie alle sue competenze, legate soprattutto alla comunicazione e alle relazioni pubbliche, dopo lo scoppio della guerra e trovandosi fuori del suo Paese, Iryna Yarmolenko, si è fatta promotrice di un progetto per la raccolta di fondi, ma anche idee progettuali, per la ricostruzione delle città di Irpin e Bucha, nel distretto di Kiev.

All’incontro hanno partecipato Edoardo Bosio, presidente del Comitato Razom, l’assessore al Comune di Alba, Emanuele Bolla, sua Eccellenza il Vescovo di Alba, Marco Brunetti e Domenico Boeri, presidente del Consiglio Comunale.

“Il comitato Razom – spiega Edorado Bosio, presidente - che in ucraino significa “insieme”, nasce nell’albese dal desiderio di un gruppo di giovani di impegnarsi concretamente per la ricostruzione delle città ucraine colpite dalla guerra, in particolare a sostegno della città di Bucha. La scelta di Bucha non è soltanto legata alle immagini drammatiche che tutti noi abbiamo visto, della tragica strage di civili: donne, anziani, bambini, ma anche per alcune similitudini con la nostra città. Entrambe contano circa 30 mila abitanti e quello che è successo a Bucha, ricorda i tragici eccidi che avvennero nel nostro territorio durante la lotta di liberazione dal nazifascismo. Abbiamo deciso di concentrare gli sforzi e aiutare una città simile alla nostra”.

L’intervento di apertura dell’incontro è stato quello dell’Assessore Emanuele Bolla, che dopo aver salutato e ringraziato gli intervenuti e l’ospite a nome del Sindaco, riferendosi alla raccolta promossa dal comitato Razom, ha detto: “Sono questi i momenti che uniscono una comunità come quella della nostra città, che di fronte alle sfide più importanti, si sa mettere insieme e lavorare insieme. Anche perché noi conosciamo il valore della libertà, ma soprattutto conosciamo, purtroppo, il valore del sacrificio umano e della vita delle persone, che ogni tanto viene sacrificato per la difesa dei paesi e della libertà, che rimane un tema di cui non si deve mai perdere la consapevolezza”.

Dopo un breve intervento di Edoardo Bosio, è intervenuto sua Eccellenza il Vescovo di Alba, Monsignor Marco Brunetti. “Ho apprezzato, accolto e appoggiato immediatamente questa iniziativa – ha detto il Vescovo di Alba – perché mi sembrava assolutamente importante incoraggiare dei giovani che escono dall’isolamento e dall’indifferenza e si mettono in gioco soprattutto per valori così importanti come quelli della pace. Mi è sembrato quindi giusto incoraggiare e dare il nostro piccolo contributo sia come Caritas che come diocesi all’iniziativa. La mia preoccupazione però è che rispetto la guerra, in un certo qual senso ci si faccia l’abitudine, nel senso che nel tempo ci nasca quel pensiero che ci faccia dire, ormai c’è la guerra e non gli venga data la giusta importanza. Invece dobbiamo continuare a tenere alta l’attenzione, dobbiamo continuare a mobilitare la gente, perché la pace deve tornare a regnare nella nostra Europa e nella terra ucraina. Tutte le iniziative sono importanti, sono necessarie, perché la guerra abbia fine e non abbia più diritto di cittadinanza nella nostra società e nel nostro mondo”.

Al momento la raccolta fondi sta andando avanti, l’obiettivo era quello di raccogliere almeno 30.000 euro, simbolicamente un euro per ogni cittadino di Alba. Oggi il raccolto è arrivato a 11.000 euro, grazie ai diversi contributi, ma le iniziative di Razom proseguiranno fino al raggiungimento dell’obiettivo, che si spera sia a breve scadenza. La somma finale della raccolta sarà destinata alla ricostruzione della scuola per l’infanzia di Vorzel, distrutta nel bombardamento del 16 marzo scorso, lasciando senza una scuola i 167 bambini che vi erano iscritti.

“In un anno è successo di tutto e le cose sono sempre peggiorate”, ci ha raccontato Iryna Yarmolenko, “Nella mia città il 75 percento delle infrastrutture, pubbliche e private, sono state distrutte e oltre 500 persone sono morte. Quando sono dovuta andare via con mia mamma e mio figlio, sono arrivata in Polonia, a Varsavia e vedevo le persone che da lì cercavano di aiutare in tutti i modi. Vedendo questo ho pensato che, come lo erano quelle persone, sensibili al dare aiuto, potevano esserlo anche altre, da fuori in tutto il resto del Mondo.  Allo stesso tempo mi sono resa conto che era difficile far arrivare fuori dell’Ucraina le informazioni, far capire cosa stesse succedendo, perché iniziava a mancare l’elettricità, la connessione internet. Così ho capito che potevo essere anche io di aiuto al mio Paese, pur stando fuori, sfruttando la mia esperienza nel campo delle relazioni pubbliche, cercando di sensibilizzare e coinvolgere delle istituzioni internazionali”.

Da qui nasce un vero e proprio progetto, che cerca di coinvolgere nel dare aiuto, non soltanto in forma economica o di generi di prima necessità, ma anche con professionisti che possano portare idee e contributi per la ricostruzione, rendendosi conto che c’era una risposta molto positiva.
“Oggi mi sento un’esiliata, il mio obiettivo è quello di poter tornare nel mio Paese, un Paese che deve essere completamente ricostruito, per darci la possibilità di tornare a vivere una vita normale. L’Italia è molto importante per Irpin, per Bucha e per l’Ucraina e i modi di aiutare possono essere tanti, anche quelli più semplici. Si può aiutare anche una singola famiglia direttamente, con 100 euro si può far fronte già a metà del loro fabbisogno. Certo c’è anche bisogno di coperte, vestiti per l’inverno, piuttosto che power bank o generatori di corrente.

Si può sostenere in tanti modi diversi, ognuno nel modo che sente più consono. Si può contribuire alla ricostruzione anche facendo rete, sensibilizzando giornalisti, architetti, artisti, designer.

Chiedo solo di non abituarsi alla notizia che ci sia una guerra, non pensare che questo sia normale, anche questo è fare resistenza. Io penso che noi stiamo combattendo non solo per i modelli ucraini, ma credo che ci stiamo battendo anche per proteggere i confini e la libertà di tutti”.

Le donazioni per il progetto del comitato Razom andranno avanti e per chi volesse contribuire, si possono effettuare tramite bonifico bancario sul conto intestato a “Comitato Razom” – causale “Donazione” – IBAN:IT27R0853046961000000259733

 

Andrea Olimpi

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