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Roero | 28 dicembre 2022, 07:00

Ivano Chiavarino e la “Recuperarte”: quando gli scarti diventano opere d’arte

Nel suo laboratorio di Corneliano recupera oggetti dimenticati, donandogli nuova vita in forma artistica

Ivano Chiavarino e l’opera “L’aquilone” (2021), acrilici su battiscopa di recupero

Ivano Chiavarino e l’opera “L’aquilone” (2021), acrilici su battiscopa di recupero

Pezzi di compensato e vecchi armadi, arredi in disuso, cassette di legno, ma anche cartoni della pizza, battiscopa e persiane rotte: qualsiasi materiale di recupero, nelle mani di Ivano Chiavarino, si trasforma in un’opera d’arte.

Classe 1971, originario di Corneliano, è un pittore conosciuto per il filo innovativo e astratto delle sue composizioni. E fino a qui sembrerebbe tutto normale: quante tele d’arte contemporanea conosciamo? Ma è qui che l’artista ci stupisce, perché per farlo utilizza materiali che nessuno si aspetterebbe.

La grandezza di Ivano Chiavarino è proprio quella di ridare vita ad oggetti poveri. Oggetti di uso quotidiano ormai rovinati ed inutilizzati diventano così totem colorati e ispirati dai pensieri che, in continua e costante evoluzione, abitano la sua mente. Pensieri espressi tramite quegli oggetti che qualcun altro, invece, ha gettato via.

Un giorno, per puro caso, ho aperto la sua pagina Facebook dove pubblica le opere in corso di esecuzione e altre datate o già esposte in rassegne culturali. Le immagini sono peculiari, perché ci invitano a guardare il mondo in modo diverso ed a trovare stimoli creativi dove meno ce lo aspettiamo.

Tra le sue creazioni, ci sono specialità a pastello, acrilici su cartoncini che sono un’esplosione di colore oppure materiali edili riconvertiti con un tocco di pura genialità. La necessità di comunicare fin da piccolo tramite l’arte della pittura l’ha portato ad osare ancora di più, fino ad elaborare questa idea che dagli scarti possa nascere qualcosa di bello e di utile, avere una seconda vita.

Fulcro dell’opera, sono le pennellate di tutte le emozioni che fanno parte dello stato d’animo e, al tempo stesso, vi è la volontà di far emozionare anche colui che ammira l’opera, mostrando nell’imperfezione dei singoli elementi la loro intera bellezza in un unico grande significato.

Pur essendo autodidatta, Chiavarino è all’avanguardia di una corrente di espressione inedita, capace di fare scuola su un’arte fatta di riuso e assemblaggio che dipinge l’esistenza e ci ricorda quanto sia importante recuperare, “Recuperarte”, appunto.

Il suo credo è chiaro: nulla nella vita deve essere considerato banale. Perché spesso sono le idee più semplici a rivelarsi le più intriganti. Il fascino e la bravura di un’artista stanno proprio nel partire da ciò che i più danno per scontato, che tanti non vedono. Ne sono testimonianza le sue raccolte, intrise di un’energia in grado di donare alla tela una storia ed un messaggio sostenibili.

Davanti alla rassegna dei suoi capolavori, l’arte ancora una volta ci dimostra come, in fin dei conti, tutto può diventare un’opera di valore. Basta solo volerlo.

Silvia Gullino

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