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Attualità | 23 novembre 2022, 07:57

Josetta Saffirio, già vitivinicoltrice di Monforte d’Alba, presidente provinciale dei pensionati Cia

Eletta dall’assemblea dei delegati, commenta: “Con l’azienda ho realizzato il mio sogno di bambina. Adesso intendo occuparmi dei piccoli problemi locali di ogni giorno degli anziani cercando, passo dopo passo, di trovare delle soluzioni”

Josetta Saffirio e Igor Varrone

Josetta Saffirio e Igor Varrone

Josetta Saffirio di Monforte d’Alba è la nuova presidente provinciale dell’Associazione Nazionale Pensionati (Anp) di Cia-Agricoltori Italiani della “Granda”. L’ha eletta all’unanimità l’assemblea dei delegati svoltasi nella sede di Cuneo dell’organizzazione. Sostituisce Enzo Casavecchia di Alba, che non si è più ricandidato. Resterà in carica per quattro anni e farà anche parte del Consiglio direttivo e del Consiglio esecutivo di Cia Cuneo. A introdurre i lavori dell’incontro è stato il presidente provinciale di Cia, Igor Varrone. Ha detto: “Il movimento dei pensionati è molto importante per i temi sociali su cui si è impegnato. Ma lo è anche per il ruolo assunto a livello regionale e nazionale con la cuneese Anna Graglia che è stata presidente provinciale di Anp per otto anni e, adesso, è ai vertici piemontesi e nazionali dell’Associazione. Ringrazio Casavecchia che, grazie alle sue idee, ci ha aiutato a crescere. Continueremo le nostre battaglie, iniziate lo scorso anno, sull’aumento della pensione minima e dell’assegno di invalidità e di accompagnamento. Su questo fronte stiamo lavorando sia con la maggioranza che con l’opposizione al governo dell’Italia”.

Enzo Casavecchia ha sottolineato il ruolo importante svolto dai pensionati: persone che, se stanno bene, possono ancora essere attive e trasmettere ai giovani l’esperienza e le conoscenze maturate durante la loro vita di lavoro. Poi, ha aggiunto: “Mi preoccupano, però, alcuni aspetti sociali legati a chi è più avanti con gli anni come l’assistenza sanitaria. Dobbiamo trovare delle risposte in grado di diminuire le paure per il futuro di quanti sono anziani”.

Anna Graglia, vicepresidente nazionale e presidente regionale di Anp, ha affermato: “Per ottenere dei risultati dobbiamo farci conoscere e insistere nella soluzione dei problemi. Ricordo il tema più urgente di cui ci stiamo occupando: la pace. Il 30 novembre abbiamo organizzato un’iniziativa ad Assisi insieme ai Padri Francescani. Vi invito a partecipare. Anche perché nel 2021 l’Italia è stata, con 32 miliardi di dollari, all’11º posto a livello mondiale nella spesa per gli armamenti. E nel 2022, la cifra è ancora aumentata. Risorse che potrebbero essere destinate ad altri settori come la scuola, la ricerca e la cultura. Ma anche all’aumento delle pensioni, per evitare condizioni di grave povertà nel Paese. Poi, sempre sull’aspetto delle proposte, nei premi mesi del 2023 l’Anp partirà con un progetto di prevenzione ed educazione alla salute ”.

Infine ha affermato: “E’ importante il tema dell’invecchiamento attivo. Stiamo lavorando per creare degli sportelli anziani in alcune sedi Cia con dei volontari formati che diano risposte alle esigenze di chi è più avanti negli anni. Questo perché servono azioni concrete e non slogan da buttare al vento”.

La riunione è proseguita con un articolato dibattito durante il quale i presenti hanno espresso opinioni e avanzato suggerimenti sulle iniziative da portare avanti.

 

Chi è Josetta Saffirio

La straordinaria avventura di Josetta Saffirio, nata nel 1952, inizia nel 1975, a soli 23 anni, quando decide di occuparsi dei vigneti del padre, Ernesto, a Castelletto di Monforte d’Alba. Fu lui a trasmetterle l’amore per la terra, raccontato anche attraverso le storie degli gnomi che “popolavano i boschi e aiutavano i contadini”. E, infatti, le etichette dei vini Saffirio fin da subito si caratterizzano per le figure degli gnomi. Josetta, affiancata nel lavoro dal marito Roberto, enologo, comincia produrre Nebbiolo di alta qualità. A salire in passerella è soprattutto il Barolo che, a fine Anni Ottanta, viene insignito due volte con i Tre Bicchieri del Gambero Rosso. Nel 2008 diventa titolare dell’attività la figlia Sara, con l’obiettivo di applicare la sostenibilità ambientale. La certificazione biologica arriva nel 2017. Tutte le etichette prodotte, però, mantengono sempre il nome della mamma e il logo di sempre con gli gnomi. Josetta, vitivinicoltrice innovativa e coraggiosa in un mondo per quei tempi del suo inizio considerato prerogativa degli uomini, ha lasciato un segno indelebile nella storia di Langa e non solo.

Le chiediamo cosa significhi essere stata un’imprenditrice di successo fin da giovane. Risponde: “E’ il mio sogno di bambina che si è realizzato. Ho tradito le aspettative di famiglia che, dopo il Liceo Classico, si attendevano diventassi medico o avvocato. Invece, mi sono laureata in Agraria. Ho insegnato per venti anni alla Scuola Enologica di Alba ma, nel frattempo, ho costruito l’azienda con la stessa grandissima passione per la terra che aveva mio padre”.

Ci sono degli aspetti con i quali ha caratterizzato la sua attività? “Oltre alla passione, l’impegno e il piacere di accogliere le persone in azienda a cui raccontavo la storia di mio padre e degli gnomi delle etichette. Negli anni si è creato un piacevole clima famigliare con tutti”.

Quali sono ora gli impegni da presidente dei pensionati Cia di Cuneo? “Non intendo occuparmi dei massimi sistemi, ma ascoltare le esigenze delle persone e interessarmi dei piccoli problemi locali di ogni giorno cercando, passo dopo passo, di trovare delle soluzioni. Ad esempio sulla sanità, nella parte non medica, mi piacerebbe creare le condizioni per dare un supporto alle famiglie con i nostri volontari pensionati che possono mettere le loro competenze a disposizione degli altri. Lo sportello anziani è una buona proposta da sviluppare”.

Ma non solo. “Sulla questione dei pensionati che vedono un futuro buio per il loro destino, a me piace l’idea di realizzare negli stessi edifici o in edifici vicini la coabitazione tra persone e famiglie di età diverse che si danno reciprocamente un aiuto di fronte alle rispettive necessità. Attraverso lo scambio di lavori o anche solo l’ascolto nei momenti difficili. Come si faceva un tempo nelle borgate o nei quartieri cittadini. E’ l’unico modo per costruire un futuro bello e con un poco di luce”.  

  

comunicato stampa

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