La colorata stagione autunnale piemontese accende il territorio di profumi e sapori che parlano di genuina tradizione, la Fiera di San Carlo svoltasi a Corneliano d’Alba lo scorso fine settima ne è l’esempio.
La Fiera, manifestazione storica istituita nel 1784 come festa contadina, nel contesto odierno intende dar risalto non solo all’agricoltura e all’artigianato, ma anche agli aspetti enogastronomici e culturali tipici del territorio roerino, con una spiccata attenzione all’arte ed alla cultura.
Il cibo per il nostro territorio è un ottimo biglietto da visita, lo sa bene la città di Alba che con questa edizione della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba ha raggiunto numeri di presenze turistiche da record, che hanno per un certo verso snaturato la qualità della manifestazione. Tema che in questi ultimi tempi, ha acceso un’animata discussione sulla ricezione turistica
“La politica delle amministrazioni comunali in favore della ricettività turistica, non deve snaturare le caratteristiche dei paesi e della loro gente, non siamo un luna park, ma siamo una realtà solida e forte”, commentano uomini del territorio che da sempre si adoperano per il bene delle nostre zone.
Il pubblico deve essere guidato alla scoperta del territorio, con elementi che carpiscano la sua attenzione e soddisfino l'arricchimento culturale, attraverso mostre di pittura ed incontri letterari, che gli permettano di conoscere gli artisti che vivono e raccontano il territorio in prima persona.
Siamo alla chiave di volta, dove il turista non si accontenta più di un piatto prelibato ed un buon bicchiere di vino, ma chiede anche emozioni culturali ed artistiche. Per questa edizione della Fiera di San Carlo, l’amministrazione comunale di Corneliano e la Pro Loco, interpretando le nuove logiche di ricettività, ha affiancato al tradizionale programma alcuni eventi culturali che parlano del territorio (e non solo).
Il programma della fiera si è aperto all'insegna della letteratura, venerdì 4 novembre, con la presentazione del libro ‘Una boccata d’ossigeno’, che racconta la missione umanitaria del cornelianese Bruno Frea nel cuore del Kenya.
Il calendario culturale si è ampliato il giorno successivo con una mostra di pittura a cura di Marisa Balbo e Lorenzo Portinaro, che con il loro ciclo pittorico ‘Ritorno alle origini’ di opere evocative dei tempi trascorsi, hanno illustrato il mondo contadino scomparso, oltre a permettere la visita della splendida chiesa della SS. Trinità.
Lo stesso giorno, il celebre ambasciatore del Caffè Letterario di Bra, lo scrittore albese Mauro Rivetti, le cui origini sono legate al territorio di Corneliano, essendo la sua famiglia paterna del comune di Piobesi, ha raccontato il suo libro ‘Colline rosso sangue’ in chiave inedita, focalizzando l’attenzione del pubblico sulla Fiera di San Carlo, sugli eventi agresti ad essa collegati.
Ha fatto pure un cenno al monumento storico presente nel ridente comune Roerino, ovvero la torre decagonale del 1200, parte dello scomparso castello, edificata nel luogo dove la famiglia di Cornelia, nel 73 a.C., amava trascorrere la villeggiatura estiva.
La presentazione è stata introdotta dal sindaco Alessandra Balbo, che ha posto l’attenzione sul bisogno di cultura e dialogo tra la gente, invitando i presenti a partecipare all’inaugurazione della fiera di San Carlo con la Messa ed a visitare l’esposizione dei prodotti d’eccellenza nella storica piazza Cottolengo.
L'incontro, moderato dalla professoressa Francesca Gerbi, ha permesso a Rivetti, grazie ai volontari della biblioteca civica, di raccontare la sua passione per la scrittura noir, ma soprattutto come la costruzione della trama del giallo sia l'alibi per raccontare il territorio e la sua gente.
Come sottolineato dalla Gerbi, leggere un libro di Mauro è come fare una passeggiata nel centro di Alba oppure osservare un tramonto in Langa, o perdersi nei boschi del Roero, affascinati dalle indagini di un giallo, dove gli indizi sono nascosti tra le belle descrizioni dei luoghi, che possiamo leggere e vivere.
Parole che hanno suscitato consenso tra il pubblico, che ha partecipato in modo attivo agli eventi, confermando il pensiero degli organizzatori sul valore di proporre personaggi ben radicati sul territorio, come Mauro Rivetti, per arricchire con stile le manifestazioni. Silvia Gullino, curatrice del Caffè Letterario di Bra, sarà fierissima di lui.














