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Eventi | 14 ottobre 2022, 18:33

"Canto le armi e l’uomo": alla Fondazione Ferrero di Alba inaugurata la mostra per i 100 anni di Beppe Fenoglio [FOTO]

Il progetto espositivo, a cura di Luca Bufano con allestimento di Danilo Manassero, sarà visitabile fino all'8 gennaio: otto le sezioni, per un percorso multimediale e multisensoriale accessibile a ogni tipologia di pubblico

Stamattina la presentazione dell'esposizione visitabile sino a gennaio 2023

Stamattina la presentazione dell'esposizione visitabile sino a gennaio 2023

"Canto le armi e l’uomo. 100 anni con Beppe Fenoglio": è stata presentata nella mattinata di oggi, venerdì 14 ottobre, presso la Fondazione Ferrero di Alba, la mostra - a cura di Luca Bufano, tra i principali studiosi dell’opera fenogliana - inserita nel novero delle iniziative previste dal programma “Beppe Fenoglio 22” in occasione del centenario della nascita dell’autore. 

Introdotta dal saluto del segretario generale della Fondazione Ferrero, Bartolomeo Salomone, con il ricordo di Augusto Martini e Arturo Buccolo, la presentazione - moderata dal giornalista, scrittore e divulgatore scientifico Piero Bianucci - ha visto salire sul palco la figlia dello scrittore, Margherita Fenoglio, con il curatore della mostra Luca Bufano, l'architetto Danilo Manassero (che della mostra ha curato l'allestimento), Edoardo Borra (Fondazione Ferrero) e Bianca Roagna, direttrice del Centro Studi Beppe Fenoglio.

Una mostra complessa, ma non complicata, con un percorso espositivo che si articola in otto sezioni tematiche e biografiche (1. Alba / Beppe 2. L’esordio / Ettore 3. Il paese / Agostino 4. Valdivilla / Jerry 5. Epos / Johnny 6. Romance / Milton 7. Anglofilia / Heathcliff 8. La fine e l’inizio / Charlie) in cui il racconto si struttura attraverso documenti autografi, immagini fotografiche e audiovisive, opere d’arte, manifesti e altri oggetti tra cui libri e cimeli. L’esposizione ha un carattere multimediale - per Bianucci, Fenoglio fu "scrittore di guerriglia, più che di guerra, e forse l'unico italiano nei cui scritti si sente l’odore della polvere da sparo", tanto che nella sezione Valdivilla l'immersione nella mostra si fa anche multisensoriale - che rende l’opera e la figura di Beppe Fenoglio accessibile a ogni tipologia di pubblico, dallo studioso più attento al lettore appassionato, sino al neofita dell’opera fenogliana, strizzando l'occhio in particolare ai giovani.

"Sono orfana di padre dall'età di due anni, ma la sua presenza è stata costante nella mia vita e ancora oggi continuo a parlare con lui, ad alta voce", afferma Margherita, commuovendosi poi al ricordo della mamma. Tra Fenoglio scrittore e Beppe nel privato, la mostra scorre, raccontata dal curatore Bufano (che si sofferma sulla "problematicità dei testi e dei cicli narrativi di Fenoglio, che presentano una grande complessità, per una vicenda tortuosa, senza eguali tra gli scrittori della sua generazione") e dall'allestitore Manassero ("Qui c’è un allestimento 'parlante'. C’è esattezza curatoriale. Questa mostra non può essere minimalista… fare una mostra su Fenoglio significa accettare la complessità").

Forte il richiamo all'epica, a partire dal titolo che rievoca il celebre verso tratto dal proemio dell'Eneide di Virgilio, "Canto le armi e l'uomo", "arma virumque cano", così come immancabile arriva, nella presentazione, il riferimento a Chiodi e Cocito - "maestri di antifascismo" -, ma anche alla professoressa Marchisio, "maestra di anglofilia", che nella vita e nella scrittura di Fenoglio ebbe un impatto decisivo.

I materiali della mostra provengono per gentile concessione dal Fondo Fenoglio di Alba (curato dalla figlia dello scrittore, Margherita Fenoglio), dalla collezione del Centro di documentazione “Beppe Fenoglio” della stessa Fondazione Ferrero, dal Centro studi “Beppe Fenoglio”, dall’archivio storico della casa editrice Einaudi presso l’Archivio di Stato di Torino, dall’archivio Gina Lagorio presso il Centro Apice – Università degli Studi di Milano, dall’Archivio e Centro studi “il Caffè” di Montecalvo in Foglia, dalla Biblioteca Labronica “F. d. Guerrazzi” di Livorno, dall’Archivio Gallizio di Torino, dall’Archivio Gabriele Basilico di Milano, dall’Archivio comunale di Alba, dall’Archivio storico del Liceo “Govone” di Alba, dall’Associazione culturale “ALEC – Gianfranco Alessandria” di Alba e da prestatori privati.

La mostra sarà visitabile da domani, sabato 15 ottobre, a domenica 8 gennaio 2023 presso la Fondazione Ferrero di Alba (Strada di Mezzo, 44), con ingresso gratuito. Orari: giovedì e venerdì 15 – 19, sabato, domenica e festivi 10 – 19; chiuso lunedì, martedì e mercoledì e i giorni 24, 25, 31 dicembre 2022 e 1° gennaio 2023. Per maggiori informazioni: www.fondazioneferrero.it.

Pietro Ramunno

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