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Attualità | 28 luglio 2022, 19:55

Il partito di Emma Bonino si radica nel Cuneese con +Europa Provincia Granda

Nuova formazione provinciale con Flavio Martino nelle vesti del coordinatore, Alice Depetro presidente e Alessia Lubèe tesoriera

Si è costituito nei giorni scorsi il gruppo +Europa Provincia Granda, articolazione territoriale del partito di Emma Bonino. L’assemblea costituente ha eletto Flavio Martino coordinatore, Alessia Lubèe tesoriera e Alice Depetro presidente.

“Dopo mesi di lavoro – dichiarano i tre in una nota – avevamo da tempo deciso di costituire un gruppo di +Europa anche in provincia di Cuneo. Veniamo da un percorso di intensa presenza nell’attività politica locale, anche con raccolte firme per referendum e iniziative insieme ad altre realtà a noi affini per i diritti civili. Oggi più che mai riteniamo fondamentale esserci, insieme ad Azione, per contrastare sovranismi e populismi che mettono a rischio l’integrità europea e le nostre libertà. In un periodo storico in cui in politica la demagogia la fa da padrona, a scapito delle future generazioni, dell’ambiente e della stabilità, noi volgiamo impegnarci in prima persona insieme alle forze liberali, europeiste, atlantiste e riformatrici che sappiano schierarsi con nettezza in favore dell’Ucraina. Un vero e proprio fronte Repubblicano, che raggruppa tutte quelle forze che si riconoscono nell’agenda Draghi”.

“Alle prossime elezioni
– concludono i tre - abbiamo la precisa priorità di non consegnare l'Italia dalle mani di Draghi a quelle di Salvini, Meloni e Berlusconi, il trio Putin-Orban-Le Pen italiano. Per questo vogliamo costruire un’alternativa. Non esistono soluzioni semplici ai problemi complessi”.

All’assemblea costituente è intervenuto anche il presidente di +Europa Riccardo Magi (parlamentare di +Europa/Azione): “Movimento 5 Stelle e centrodestra hanno fatto fuori uno dei migliori governi degli ultimi decenni, che ha saputo fronteggiare gravissime crisi come una pandemia e una guerra in Europa. Tanta spregiudicatezza rivela il tipo di classe dirigente, che in nome del consenso ha messo a rischio la stabilità del nostro Paese e la possibilità di incardinare riforme che attendevamo da tempo. Per affrontare le enormi crisi del nostro tempo serve competenza, servono risposte, serve +Europa”.

C. S.

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