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Eventi | 14 luglio 2022, 17:32

Dannazione e bellezza in scena ad Alba con il “Decamerock” di Massimo Cotto

Per il secondo appuntamento del Teatro all’Arena ci si addentra in atmosfere cupe e ammalianti

Dannazione e bellezza in scena ad Alba con il “Decamerock” di Massimo Cotto

Mercoledì 13 luglio il Decamerock di Massimo Cotto e Mauro Ermanno Giovanardi, con Chiara Buratti e Francesco Santalucia, ha fatto tappa all’Arena “Guido Sacerdote” di Alba. Si tratta del secondo appuntamento della rassegna "Teatro all’Arena" a cura del Teatro Sociale “G. Busca”, successivo a quello dedicato al grande maestro Ezio Bosso, con il film documentario di Giorgio Verdelli “Le cose che restano”.

Massimo Cotto, giornalista e voce di Virgin Radio, è il Virgilio dello spettacolo, la guida che accompagna il pubblico attraverso le storie, troppo spesso senza lieto fine, degli artisti che hanno lasciato un segno indelebile. Rock, in questo spettacolo, è l’elemento che racchiude il senso epico e al contempo tragico della vita: passando da Piero Ciampi a Niccolò Paganini, agli eroi sconfitti e alle muse abbandonate, al capitano Achab fino a Hemingway.

Accanto a lui, Mauro Ermanno Giovanardi, una voce inconfondibile che ipnotizza aggiungendo altre suggestioni e nuove atmosfere ai racconti.

Decamerock è un viaggio tra racconti, bugie e canzoni che spiazza con la ruvidezza tipica del rock e seduce con lo struggimento degli artisti maledetti.
Nella scena un fantasma, vestito di bianco, si aggira per il palco: “Guardate che belle le luci di quei lampioni! Non le vedete? Non posso credere che non riusciate a vederle!”. Chiara Buratti, dall’inferno in cui è rimasta incastrata Nico, dopo una morte che lei stessa definisce ridicola, ci mostra il suo mondo, ciò che vede, quel che ha vissuto e quello che ha sperato.
“La felicità non esiste, mi è stata strappata ogni volta che pensavo di averla raggiunta”: Nico si racconta al pubblico e durante lo spettacolo la sensazione che traspare è la sua percezione di non essere capita, neppure adesso dopo una vita passata a essere musa, ma mai donna realmente amata. Le sue storie si snodano tra relazioni burrascose, prima con Alain Delon, dal quale avrà il figlio Ari, poi con Andy Warhol che la inserisce nel suo entourage e la impone come chanteuse ai suoi protetti Velvet Underground, poi la musica in giro per il mondo con John Cale fino ad arrivare al grande, ma tossico, amore con Jim Morrison.
La vita, gli amori e anche la morte della sacerdotessa sepolcrale del rock, restano avvolti nel mistero, grazie alle sue infinite bugie o “verità parallele”, che fanno riflettere su quanto sia labile il confine tra chi siamo e chi raccontiamo di essere.

Sul palco un’altra luce rimane spenta, per far brillare tutto il resto: quella del pianista e compositore Francesco Santalucia, che accompagna le storie di tutti e che grazie al suo talento regala a ogni voce un filo invisibile che la collega alle altre, per diventare un canto solo, un racconto unico.

Gabriella Fazio

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