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Bra | 15 giugno 2022, 07:32

Una via ciclabile e una passerella sul Tanaro per ridare vita al ponte albertino di Pollenzo (FOTO)

Ecco il progetto green pronto (insomma, quasi) a sbocciare. Intanto è iniziata la bonifica, grazie ai volontari

Nelle foto i volontari braidesi intenti nelle opere di bonifica, presso il pilone del vecchio ponte albertino, a Pollenzo

Nelle foto i volontari braidesi intenti nelle opere di bonifica, presso il pilone del vecchio ponte albertino, a Pollenzo

Quante volte abbiamo visto quei due archi di Pollenzo messi lì, sulle due sponde del Tanaro?

In realtà forse non conosciamo la loro storia. Quando sono stati realizzati? Da chi? E perché?

Partiamo dall’inizio. Questa struttura fu fatta costruire dal re Carlo Alberto nell’800 in ragione di un’ampia trasformazione dei possedimenti pollentini, sede della Direzione generale della famiglia Savoia e dell’azienda agricola detta Agenzia. Nei primi anni del nuovo millennio, l’Agenzia è stata finemente ristrutturata e attualmente ospita la Banca del Vino e l’Università di Scienze Gastronomiche.

Il ponte era in legno e percorribile anche da carri e mezzi a motore, legato da grandi cordoni ai due piloni in muratura, come si può ancora vedere nelle cartoline d’epoca esposte sulle bancarelle dei mercatini. Fu fatto saltare in aria dai partigiani come atto di resistenza, per tagliare la strada ai nazifascisti durante la Seconda Guerra Mondiale.

Oggi rimangono solamente le due arcate di testa, che versano in stato di totale abbandono ed è facile notarlo percorrendo la Strada Provinciale 7, che collega Pollenzo con Alba.

Le sventure non si limitano a quello. L’erba (intesa come quella infestante) è cresciuta e, poco a poco, la vegetazione ha ripreso possesso del luogo, diventato una giungla che neanche Lara Croft.

Lo sanno bene i volontari braidesi che, su iniziativa del presidente del Comitato di frazione di Pollenzo, Claudio Rosso, hanno lavorato alla pulizia e alla rimozione di infestanti presso il pilone braidese del ponte, in modo da evitare danni alla struttura.

L’obiettivo è quello di trasformare la pseudo-giungla di Jurassic Park in un’opera niente male. “Grazie alla Provincia (che aveva predisposto l’accesso), al Comune di Bra che ha provveduto alla rimozione del materiale prodotto e ai volontari che ci hanno messo tanto olio di gomito!” ha scritto su Facebook Bruna Sibille al termine dell’operazione, che ha visto anche lei protagonista di questo upgrade ecologico e culturale.

Ma ora mettiamo via gli amarcord e passiamo alle buone notizie. Al Comune di Bra qualcuno ha capito il valore dell’opera e la necessità di preservarla a tutti i costi, insieme all’habitat circostante. E così sono stati richiesti aiuti e contributi. Ci vorranno 9,5 milioni di euro per ridare nuova vita al ponte.

Fermi tutti, avete detto 9,5 milioni? Proprio così. Le risorse potrebbero arrivare dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) o da fondi strutturali europei. Intanto, un primo passo verso la ricostruzione del ponte è stato fatto con la Compagnia di San Paolo pronta ad erogare 80mila euro per coprire i costi di progettazione dell’intervento.

Grande attenzione al green. Infatti, il documento esecutivo presentato dallo Studio di Architettura Balbi & Rinaudo di Alessandria con l’ingegnere Paolo Napoli, prevede una ricostruzione sostenibile del ponte. Non uno qualsiasi, sia chiaro, ma sotto forma di passerella metallica sospesa sull’acqua. Poi altro che Gardaland, qui l’avventura è assicurata.

Questo è, dita incrociate, lo studio innovativo che comprenderebbe anche la realizzazione di un itinerario ciclo-pedonale dal Roero alle Langhe e quello che serve per una fuga totale dalla quotidianità. Una bella pedalata e via a prendere l’aperitivo in via Maestra, ad Alba. Tutto bellissimo, ma prima di poterci mettere in sella dovrà passare qualche tempo.

Per questa combo ponte e ciclo-via dobbiamo ringraziare l’Amministrazione comunale di Bra, alla guida della sinergia che comprende Verduno, La Morra, Santa Vittoria, con il coinvolgimento della provincia di Cuneo, UniSG, Atl Langhe Monferrato Roero, unione dei Comuni di Langhe e Roero, Terre dei Savoia, Slow Food, Fiab (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta) e la Fondazione Ospedale Alba-Bra onlus.

Sarà un modo per valorizzare la zona anche dal punto di vista turistico, tutelando nello stesso tempo l’ecosistema, hanno spiegato gli organi interessati.

Ora non resta che passare dalla teoria alla pratica.

Silvia Gullino

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