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Cronaca | 17 maggio 2022, 15:19

Ennesimo cane avvelenato a Cherasco: bonifica e indagini dei Carabinieri Forestali

A fare le spese del vile gesto un esemplare di Weimaraner (o Bracco di Weimar), che dopo la passeggiata con il suo padrone per le vie del centro di Cherasco ha iniziato ad avere malori

La collaborazione tra il Comune cheraschese, la Polizia Locale e i Carabinieri Forestali ha permesso di attivare l’unità cinofila antiveleno per la bonifica dell’area

La collaborazione tra il Comune cheraschese, la Polizia Locale e i Carabinieri Forestali ha permesso di attivare l’unità cinofila antiveleno per la bonifica dell’area

L’ultimo di una serie di deprecabili episodi (leggi anche qui) quello verificatosi a Cherasco nello scorso fine settimana, tra sabato 7 e domenica 8 maggio, quando nel concentrico della città delle Paci si è consumato l’ennesimo avvelenamento di un cane.

A fare le spese del vile gesto un esemplare di Weimaraner (o Bracco di Weimar), che dopo la passeggiata col suo padrone per le vie del centro ha iniziato ad avere malori. Le sue condizioni si sono rapidamente aggravate e l’animale è deceduto poco dopo.

Il proprietario ha subito segnalato l’accaduto alla Polizia Locale, che ha attivato le procedure previste. La collaborazione tra il Comune cheraschese, la Polizia Locale e i Carabinieri Forestali ha permesso di attivare l’unità cinofila antiveleno per la bonifica dell’area. Nella giornata di venerdì scorso, 13 maggio, l’unità cinofila dei Carabinieri Forestali ha provveduto a effettuare la bonifica del concentrico cittadino al fine di scongiurare la presenza di altre esche avvelenate.

Quest’ultimo episodio di avvelenamento ha suscitato un rilevante eco sui social soprattutto per la crudeltà di un gesto che cagiona anche atroci sofferenze fisiche.

Le esche avvelenate non sono selettive e possono essere ingerite da svariate specie animali e talvolta possono essere pericolose anche per l’uomo.
La detenzione e l’uso di esche e bocconi avvelenati sono vietati dalla normativa sulla Tutela della fauna Omeoterma (legge 157/1992) e da apposite ordinanze ministeriali (O.M. 13/06/2016 e O.M. 12/07/2019). Inoltre l’uso di tali esche può configurare le violazioni previste dal Codice Penale agli articoli 544 bis (uccisione di animali) e 544 ter (maltrattamento di animali).

Le stesse ordinanze ministeriali prevedono inoltre l’obbligo, in capo ai proprietari degli animali avvelenati e ai veterinari, di segnalare i casi di sospetti avvelenamenti alle autorità competenti (Servizio Veterinario Asl e Istituto Zooprofilattico).

Per contrastare questo fenomeno, che purtroppo è ancora molto diffuso, è essenziale la cooperazione da parte di tutti i soggetti coinvolti: i proprietari degli animali coinvolti devono prontamente avvisare il medico veterinario (anche in caso di decesso dell’animale) e gli organi preposti. Il veterinario deve inoltrare la segnalazione di avvelenamento. Queste informazioni sono essenziali per conoscere meglio il fenomeno e contrastarlo efficacemente.

I militari della Stazione Carabinieri Forestale di Bra sono a disposizione di chi avesse informazioni utili o volesse chiarimenti sull’argomento. Le indagini sono tuttora in corso.

Redazione

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