/ Provincia

Provincia | 15 marzo 2022, 19:30

Scaffali vuoti al super: quando uno sciopero è piu forte della guerra

Tutti a caccia di farina e pasta ma - colpa dei trasporti a singhiozzo - sono latticini e verdura, gli alimenti che rischiano di non raggiungere la distribuzione. Fuso, presidente 3A: “Tra pandemia e complicazioni, dobbiamo convivere senza panico con una nuova normalità”

Al vertice della cooperativa di distribuzione, c'è il cuneese Marco Fuso

Al vertice della cooperativa di distribuzione, c'è il cuneese Marco Fuso

Più che la guerra in Ucraina è il caro bollette, il carissimo gasolio e gli scioperi degli autotrasportatori che deve allarmare per una possibile - ma per ora improbabile - carenza di prodotti. E a mancare - se mai mancheranno - non sarà la farina o la pasta - alimenti facilmente conservabili in dispensa - ma i prodotti deperibili a breve termine, come latte fresco, yogurt e formaggio.

Perché se la pandemia prima e i venti di guerra poi - sui quali soffia una speculazione senza precedenti - hanno fatto riscoprire le ricette della nonna per fare in casa pane, pizza e pasta, più difficile - anzi impossibile - sarà mettere in dispensa altri prodotti che si conservano pochi giorni e non sono molto adatti ad essere stipati in freezer che comunque, prima o poi si riempie del tutto.

La situazione cambia di ora in ora - sottolinea Marco Fuso, vice presidente Ascom Cuneo che ha la situazione “approvvigionamento negozi”, sotto controllo, essendo presidente della 3A, ossia la cooperativa astigiana che gestisce in esclusiva nel Nord Ovest i supermercati a insegna Despar.

Ciò nonostante non vedo emergenze a breve termine. Da almeno due anni, tra pandemia, crisi e conflitti - precisa il presidente Fuso - ci stiamo abituando ad una nuova normalità, data da complicazioni diverse, ma che devono essere affrontate e superate senza allarmismi”.

Pare ingiustificato l’aumento del prezzo della farina, ricavato dal grano ucraino per meno del 40 per cento, con la possibilità di importare grano da altri Paesi - per esempio dall’America - anche con Ogm, che in Italia non si può coltivare ma si può acquistare fuori dai confini nazionali. L’olio di girasole è l’unico prodotto del quale l’Ucraina ha il monopolio, che in questo momento non arriva sui nostri scaffali. E contando che è utilizzato in tutte le preparazioni alimentari, soprattutto da quando ha sostituito quasi ovunque il tanto vituperato olio di palma, è possibile che vi sia una carenza che durerà a lungo, visto che in questo momento i contadini ucraini non possono certo seminare né coltivare.

Ad allarmare però i negozianti è soprattutto l’approvvigionamento di materie prime facilmente deperibili, come il formaggio, gli yogurt, la verdura e la frutta.

L’80 per cento del trasporto in Italia è su gomma - spiegano con un certa preoccupazione -, lo sciopero degli autotrasportatori che si prevede nei prossimi giorni, manda in tilt la filiera già precaria per altre complicazioni del mercato”.

Sciopero dovuto all’aumento del carburante e che non solo non garantisce i negozi ma mette a rischio anche le aziende di trasformazione che non ricevendo la materia prima non possono trasformarla, né incartarla e tanto meno distribuirla. Una catena infinita che si abbatte sul fruitore finale, ossia su chi acquista i prodotti.

NaMur

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A FEBBRAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium