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Attualità | 31 gennaio 2022, 10:07

Tangenziale albese a pagamento? Il caso finisce in Parlamento

Mino Taricco interroga il ministro Giovannini: "L'ennesima beffa per un territorio già penalizzato da ritardi e continue revisioni degli accordi sottoscritti determinerebbe un rischio di sottoutilizzo dell’autostrada ed effetti gravissimi per la rete stradale locale"

L'ingresso in tangenziale di località Baraccone a Castagnito (archivio)

L'ingresso in tangenziale di località Baraccone a Castagnito (archivio)

Il senatore Mino Taricco, insieme ai colleghi Pinotti, Laus, Fedeli, D’Alfonso, Boldrini, Rojc, Porta, Giacobbe e Stefano, ha presentato a Palazzo Madama un'interrogazione rivolta al ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili Enrico Giovannini con l'intento di "fare chiarezza sulle continue rimesse in discussione degli accordi già sottoscritti riguardanti l’autostrada A33 (Asti-Cuneo). L’inglobamento della tangenziale albese nel percorso autostradale – spiega il senatore – e l’introduzione di un sistema automatizzato per l’esazione dei pedaggi non devono rendere la tangenziale a pagamento".

Attraverso l'appello presentato a Palazzo Madama il senatore Taricco sollecita il ministro Giovannini a "una valutazione attuale dello stato dell’arte dei lavori, considerando che la previsione di inglobare l’intera tangenziale nel percorso dell’autostrada, oltre alla previsione di pagamento del pedaggio rischierebbe di creare un appesantimento del traffico locale, già finora pesantemente pregiudicato dai ritardi nella realizzazione dell’opera stessa".

Continua il senatore Taricco: “Risulterebbe che il posizionamento del portale di esazione free flow verrebbe collocato prima dell’uscita Alba est, rendendo di fatto a pagamento una parte della tangenziale preesistente e privando quindi dell’uso gratuito di tutta la tangenziale albese come previsto dagli accordi, con il rischio di spostare sulla viabilità ordinaria ulteriore traffico e soprattutto danneggiando ulteriormente un territorio che fin dagli anni ’70 ha utilizzato quella viabilità e che attende da vent’anni un miglioramento dei collegamenti.

Inoltre, l’eventuale istituzione del pedaggio nel tratto Castagnito-Cherasco, oltre all’ennesima beffa per un territorio già pesantemente penalizzato da ritardi e continue rimesse in discussione degli accordi sottoscritti, determinerebbe un rischio di sottoutilizzo dell’autostrada con conseguenti effetti gravissimi, in termini di ulteriore congestione, della rete stradale ordinaria locale, venendo meno ad uno degli obiettivi fondamentali della realizzazione dell’opera inteso come rafforzamento del sistema infrastrutturale del territorio

Ed ancora, a partire dal 2020, anno di apertura del nuovo ospedale Michele e Pietro Ferrero a Verduno, risulterebbe indispensabile garantire a tutti i cittadini di Alba, Bra, Langhe e Roero, un accesso veloce, sicuro e gratuito al nosocomio".

C. S.

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