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Cronaca | 25 gennaio 2022, 14:28

Viadotto Fossano: a cinque anni dal crollo via al dibattimento con dodici imputati

Prima udienza ieri in Tribunale a Cuneo. Parti civili il Ministero delle Infrastrutture, la Provincia di Cuneo e l’Anas, che figura anche tra i quattro soggetti responsabili civili

Il viadotto crollato nell'aprile 2017

Il viadotto crollato nell'aprile 2017

Il 18 aprile 2017, quasi cinque anni fa, il crollo del ponte della tangenziale di Fossano. Il collasso del viadotto portò la Procura di Cuneo a iscrivere nel fascicolo degli indagati alcuni soggetti, per ‘concorso in disastro colposo’ e 'omesso controllo'. Sono 12 gli imputati che verranno giudicati al dibattimento. Due invece hanno optato per un rito alternativo che si celebrerà a febbraio.

La Procura aprì tre fascicoli, che successivamente riunì in un unico procedimento. Il primo si snoda su un impianto accusatorio di disastro colposo che vede imputati sei responsabili delle aziende appaltatrici. Il secondo riguarda sei dipendenti Anas sotto accusa per omesso controllo. L’ultimo si riferisce ai lavori eseguiti sulla circonvallazione nel 2006.

Ieri, lunedì 24 gennaio, si è celebrata la prima udienza dell’istruttoria dibattimentale. Sono state quattro le costituzioni di responsabilità civile: la Grassetto Spa, rappresentata dall’avvocato Gianaria del foro di Torino; la Pel.Car assistita dall’avvocato Razzino; l’Anas, rappresentata dall’avvocato Calosso. A costituirsi responsabile civile anche la Infrastrutture Srl, succeditrice di una società fallita, assistita dall’avvocato Avesani, che ha sollevato una questione preliminare. Il difensore ha infatti richiesto l’esclusione della società da lui rappresentata per un problema di notifiche. Il giudice Alice Di Maio scioglierà la riserva sulla questione avanzata il 7 marzo.

Parti civili nel procedimento, il Ministero delle Infrastrutture e la Provincia di Cuneo: a depositare la loro rispettiva costituzione i legali Nicola Parri e Monica Binello. Richiedenti del risarcimento contro i costruttori e i successivi appaltatori anche l’Anas, che è anche responsabile civile.

CharB.

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