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Attualità | 10 novembre 2021, 19:26

Asti-Cuneo, Cirio spegne le speranze degli ambientalisti: "Avanti con questo tracciato"

L’impegno del governatore sulla gratuità degli accessi all’ospedale di Verduno ma nessuna promessa su quella del tratto in tangenziale durante le tre ore di acceso confronto sul completamento dell’A33. Le opere complementari? "Valuteremo insieme in un'ottica di sostenibilità"

Al Pala Alba Capitale il confronto sul completamento Asti-Cuneo

Al Pala Alba Capitale il confronto sul completamento Asti-Cuneo

Avanti col tracciato approvato: una sua modifica non è più all’ordine del giorno. E’ questa la principale nota – insieme alla rinnovato impegno del governatore Cirio sulla gratuità dell’accesso all’ospedale di Verduno – uscita da "Una serata per l’autostrada Asti Cuneo".

Tenutosi nella serata di ieri, martedì, l’incontro pubblico organizzato dal Tavolo di Supporto all’opera ha riunito nello spazio del Pala Alba Capitale di piazza San Paolo una platea composta da un centinaio di persone, equamente distribuite tra sindaci e amministratori del territorio, rappresentanti della società concessionaria, esponenti delle categorie produttive (i padroni di casa di Confindustria gli autotrasportatori di Astra e Confartigianato, i commercianti dell’albese Aca), e militanti della quindicina di associazioni ambientaliste riunite nell’Osservatorio per la Tutela del Paesaggio di Langhe e Roero, il sodalizio che da tempo si batte per la modifica di un progetto la cui messa in opera negli odierni termini rappresenterebbe a suo dire una "grave ferita" inferta al territorio delle colline Unesco.

Soprattutto di questo si è parlato lungo le oltre tre ore di un confronto a tratti anche acceso, aperto dagli interventi del sindaco albese Carlo Bo ("Ero un ragazzo quando si è iniziato a parlare di autostrada, adesso ho i capelli bianchi…") e proseguito con quelli dell’assessore regionale ai Trasporti Marco Gabusi e del consigliere provinciale Massimo Antoniotti, prima di passare alle disamine tenute dai vertici della Asti Cuneo Spa, presente sul palco con l’amministratore delegato Bernardo Magrì e col direttore e responsabile del progetto, ingegner Natalino Valter Re.  

Se gli amministratori e i diversi sindaci che a seguire avrebbero preso la parola (tra gli altri il braidese Gianni Fogliato, il cortemiliese Roberto Bodrito, il cheraschese Carlo Davico, il primo cittadino di Verduno Marta Giovannini e quello di Roddi Roberto Davico) hanno messo l’accento sulla prioritaria importanza di ultimare l’opera ("perché noi ci confrontiamo coi cittadini ed è questo che loro ci chiedono", avrebbe ribadito a tarda serata Carlo Bo), i referenti della controllata del Gruppo Gavio hanno ribadito il loro ruolo di "mero esecutore dell’opera per conto dello Stato", ribadendo come non rientrasse nei loro interessi un completamento ridotto nei costi (350 milioni) rispetto al tracciato in galleria col quale sino a pochi anni fa si pensava di colmare parte dei 9,8 km ancora necessari per dare finalmente continuità alla famosa e discussa Z rovesciata che caratterizza l’intero percorso dell’A33.
 

CHIEDETE AL MINISTERO

Ripercorsa la storia recente del progetto, ricordato il recente accordo basato sul sistema del "cross financing" – come benedetto dalla ex ministra Paola Demicheli – e rimarcato come "nessun precedente progetto sia mai arrivato a una simile grado di approvazione", l’ad Magrì ha quindi rinviato la palla di ogni possibile modifica al tracciato – ma anche di ogni valutazione sulla richiesta di gratuità del percorso lungo la tangenziale di Alba, avanzata durante la serata dall’Associazione dei Sindaci del Roero col suo presidente Silvio Artusio Comba – nel terreno delle competenze di quello che sino a poco tempo fa era il Mit (Ministero Infrastrutture e Trasporti) e che oggi si chiama Mims (Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili). Dicastero che a sua volta ha preso parte al dibattito col suo direttore generale Felice Morisco. Intervenuto in video-collegamento, l’alto dirigente pubblico ha rimarcato come "in questo ventennio si sono valutate tutte le ipotesi progettuali" e che quella recepita costituisce quella "più rispondente" all’insieme dei vincoli tecnici e finanziari presenti in campo. "Sulle opere complementari – ha aggiunto, rispondendo in particolare al sindaco Bo – si valuterà insieme, sempre in un’ottica di sostenibilità".

UN SOLO VIADOTTO

Magrì e Re sono passati quindi all’illustrazione del progetto, con particolare attenzione a quel troncone, il cosiddetto "A", chiamato a collegare il moncone di Verduno alla parte da qualche mese in cantiere al confine tra Roddi e Verduno. Aiutandosi con presentazioni e slide hanno quindi voluto rispondere alla principale obiezione avanzata dall’Osservatorio, l’impatto ambientale minacciato da un tratto che, ha spiegato Re sul punto, "in realtà non prevede due viadotti, ma uno soltanto, denominato 'Verduno’, con una campata di 400 metri", di questa lunghezza "anche per ragioni idrauliche, viste che siamo in una zona potenzialmente esondabile".

Il dirigente ha parlato quindi di "un’autostrada a norma e anche tecnologica, già oggi servita da una linea in media tensione a servizio della parte infrastrutturale sia dal punto di vista dati che dell’energia, pronta anche per gli sviluppi futuri", facendo poi scorrere le immagini di foto-inserimenti volti a illustrare con vedute riprese anche dall’alto come l’impatto ambientale dell’opera potrebbe venire mitigato tramite soprattutto la posa di alberi e verde in alcuni tratti.

TROVIAMO I SOLDI PER IL TUNNEL

Argomenti che non hanno convinto i rappresentanti delle diverse associazioni che hanno poi preso la parola: da Italia Nostra (con Angelo Mallamaci per la sezione di Bra e Adriana My per quella regionale) a Canale Ecologia (Gino Scarsi), passando per la Consulta Ecologica di Savigliano (Guido Chiesa) e il gruppo "Tre Sì" (Incoronata Gallo), per arrivare allo stesso Osservatorio, che ha illustrato la propria posizione tramite un lungo intervento di Cesare Cuniberto e con l’architetto Silvio Veglio.

"Nessuno vuol buttare a mare niente, ma voi – ha detto Cuniberto rivolto agli amministratori in sala – avete voi fatto un progetto che nel 2016 costava 500 milioni (…), che secondo il direttore Morisco è poi arrivato a costare un miliardo e che ora ne costa 350. Questa è la lotteria dei numeri. Il concessionario fa il suo mestiere e se può lucrare lucra, ma i politici hanno il dovere di guardare il meglio. Andiamo insieme a trovare i tre ministeri e valutiamo il problema dei costi, allora. Ma facciamolo sapendo che da Delrio a oggi è cambiato il paradigma. Ci sono i soldi, in tutta Europa arrivano i soldi. E intanto è aumentata la sensibilità delle aziende. Dopo i fatti del ponte Morandi abbiamo le autostrade piene di cantieri. Questo perché nessuno faceva il lavoro prima, evidentemente. Andiamo e vediamo se troviamo i milioni per il tunnel, allora. Dopodiché vogliamo la gratuità da Castagnito a Cherasco: in cinque anni, visto che la concessione scade nel 2031, sono un pugno di milioni. E’ questa la prima opera complementare. Questa cosa del 'free flow' per l’ospedale non ci basta (…). Gli abbiamo già regalato la tangenziale… nel 2012 Alba ha ceduto la sua tangenziale a patto che l’autostrada in quel tratto fosse gratuita. Alba si risparmi piuttosto i 50 milioni del terzo ponte, le opere accessorie importanti sono altre, a partire da quelle di Bra…".

"LA POLITICA HA DECISO"

Richieste che qualche minuto più tardi sarebbero state in buona sostanza liquidate dalle parole con le quali il presidente regionale Cirio ha chiuso la serie degli interventi e calato il sipario sulla serata.
"In Val di Susa ci chiedono di passare fuori terra e qui ci chiedete la galleria – ha prima scherzato il governatore –. Io con pazienza ascolto tutti, ma poi bisogna decidere. Io vi invito a fare tutti insieme uno sforzo di buona fede, perché i sindaci non sono cementificatori, qui non ci sono amministratori prezzolati, piegati agli interessi delle lobby, non ci sono da una parte i buoni e dall’altra i cattivi. Io non voglio passare per quello che non finisce l’autostrada. Avete detto bene, noi dobbiamo decidere perché 'saremo giudicati', ed io sono stato votato ed eletto per decidere, pur ascoltando tutti. Io non dico che le vostre argomentazioni non siano fondate, ma dobbiamo metterle sul piatto della bilancia. E se il direttore generale del Ministero dice che questa è l’unica soluzione tecnicamente percorribile, è così. Oggi siamo a un passo dal traguardo, ripartire è impossibile, non ce la possiamo fare, non possiamo rimettere tutto in gioco. Costerebbe 400 milioni di euro in più, peraltro, e quei fondi non ci sono per le opere infrastrutturali di tutto il Piemonte. Oggi è possibile realizzare interventi di mitigazione ambientale molto efficaci, ma dobbiamo avere fiducia gli uni negli altri. Allora vi dico che in conferenza dei servizi noi difenderemo la bontà di questo progetto. Poi non verrà meno la mia disponibilità al dialogo, ma solo ed esclusivamente all’interno di questo recinto. Oggi i politici decidono che finiranno l’Asti-Cuneo".

Ezio Massucco

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