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Roero | 05 ottobre 2021, 10:48

Alle Clarisse di Bra la grande festa per San Francesco nella solennità del 4 ottobre

Don Sebastiano Bergerone: “Abbiamo bisogno di sentirci fratelli e sorelle della natura, specialmente ora che è gravemente malata”

Alle Clarisse di Bra la grande festa per San Francesco nella solennità del 4 ottobre

Momento di grande partecipazione e di profonda spiritualità, di vero e sentito entusiasmo, alla lode: “Altissimo onnipotente e buon Signore”.

Presso il Monastero delle Sorelle Clarisse di Bra, nel tardo pomeriggio di lunedì 4 ottobre, don Sebastiano Bergerone ha presieduto la solenne celebrazione eucaristica in occasione della memoria liturgica di San Francesco d’Assisi.

Ai fedeli presenti, il sacerdote salesiano ha parlato di come il serafico Francesco abbia suscitato vocazioni laiche alla vita evangelica attraverso la creazione del Terz’ordine, tanto da ispirare persino don Bosco quando pensò ai cooperatori salesiani.

Quindi, ha posto un accento sulla mansuetudine e soprattutto sull’umiltà del poverello di Assisi: “A frate Masseo che gli chiedeva perché tutto il mondo lo seguisse, seppur non fosse bello, nobile, acculturato, né di grande scienza, Francesco rispose: ‘Dio non ha trovato nessuna creatura sulla Terra più vile, né più insufficiente, né più grande peccatore di me. Dio ha eletto me per confondere la nobiltà, la grandezza, la fortezza, la bellezza, la sapienza del mondo, perché nessuna persona si possa gloriare al cospetto di Dio’”.

Aggiungendo: “Francesco, seguendo l’ispirazione dall’alto, è riuscito a formare una famiglia che ancora adesso è fervente nella popolazione cristiana. Ci sono ancora tanti argomenti, soprattutto uno, di cui tutti parlano, specialmente papa Francesco. Dobbiamo pregare e guardare alla creazione come la guardava lui, perché ‘la creazione porta significazione’, diceva a proposito del Creatore. Abbiamo bisogno di rinsavire e sentirci fratelli e sorelle di ogni elemento della natura, specialmente ora che è gravemente malata”.

Nella sua omelia, don Sebastiano ha inquadrato, con taglio estremamente chiaro e semplice, questa immensa figura di Santo che risplende ancora oggi, grazie a testimoni credibili del Vangelo. Come le sorelle Clarisse che spendono la loro vita in preghiera e nel servizio orante per il ‘prossimo’.

Chi entra nel silenzio del Monastero di Santa Chiara è colpito dalla dolcezza decisa di queste Suore, dal garbo elegante delle loro maniere, dalla cordialità sincera del loro comunicare. Sono queste le caratteristiche, oggi più che mai preziose, che hanno reso grande Francesco, riflesse in queste donne consacrate della Chiesa. 

Silvia Gullino

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