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Agricoltura | 31 agosto 2021, 10:52

Quotazioni tra i 360 e i 400 euro al quintale per le Nocciole Piemonte Igp

Alla 162ª Fiera di Castagnole delle Lanze prime valutazioni su un’annata minata da siccità e maltempo. In Piemonte si stima un calo di produzione vicino al 70% rispetto allo scorso anno

Il vicepresidente regionale Carosso alla manifestazione castagnolese

Il vicepresidente regionale Carosso alla manifestazione castagnolese

A fronte di un’annata estremamente negativa per tutto il comparto, la quotazione di partenza della Nocciola Piemonte Igp, ufficializzata come ormai tradizione nel corso della 162ª Fiera della Nocciola di Castagnole delle Lanze, regala una leggera boccata d’ossigeno ai corilicoltori del Basso Piemonte: è stata infatti fissata tra i 360 e i 400 euro al quintale.

L’indicazione, arrivata durante un incontro al quale erano presenti anche il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e il suo vice Fabio Carosso, è quella arrivata da una commissione composta da esponenti della parte agricola, sgusciatori e rappresentanti delle istituzioni.

La manifestazione non ha invece visto l’ufficializzazione di una quotazione per "punto resa", valutazione che si ottiene calcolando la quantità del prodotto integro e sano su un campione da sgusciare, escludendo i frutti avariati e "cimiciati". Un valore che secondo le prime indicazioni potrebbe essere compreso tra gli 8,5 e 9 euro per grado.

POCHE LUCI E TANTE OMBRE

E’ la metafora utilizzata dai tecnici intervenuti alla manifestazione castagnolese per definire l’annata corilicola 2021. Il dato allarmante è rappresentato dal vertiginoso calo della produzione, causato soprattutto delle condizioni atmosferiche nefaste che in alcune zone hanno compromesso irreversibilmente intere produzioni.

Secondo i tecnici della Confagricoltura astigiana, “in Piemonte siamo intorno al 70% in meno, stiamo parlando di 5/7 quintali all’ettaro mentre lo scorso anno si viaggiava intorno ai 20”. I principali protagonisti di questa disfatta sono da attribuirsi in primis alle gelate del 7 e 8 aprile e alla violenta grandinata che si è verificata nei primi giorni del mese di luglio. L’unico aspetto positivo è rappresentato fortunatamente da un esigua presenza di cimice asiatica sui noccioleti che sono stati oggetto di trattamenti".

“Asti Agricoltura, insieme alla Fondazione Agrion – ha affermato Enrico Masenga, tecnico specialistico di Asti Agricoltura - ha realizzato un progetto di monitoraggio che, abbinato a una serie di mirati e tempestivi trattamenti, ha avuto come risultato il contenimento di questo pericoloso parassita”.

Uno dei problemi maggiori di questa annata è anche la siccità: i numerosi e repentini episodi temporaleschi del mese di luglio non hanno infatti permesso un soddisfacente assorbimento di acqua da parte del suolo. “Bisognerebbe iniziare a valutare un sistema di irrigazione per compensare questi periodi molto siccitosi”, affermano dalla sede astigiana di Confagricoltura.


I PRIMI COMMENTI

“Siamo moderatamente soddisfatti del prezzo di partenza emesso - ha dichiarato Cristina Bello, presidente della Sezione Corilicola di Asti Agricoltura - augurandoci che rimanga invariato (sperando anche in qualche leggero aumento) fino alla fine della raccolta. Il nostro auspicio, inoltre, è che una quotazione di questo tipo possa rinnovarsi anche negli anni successivi quando la produzione si spera possa ritornare agli standard abituali”.

“E’ necessaria una maggiore tutela della Nocciola Piemonte
– afferma il direttore della stessa organizzazione Mariagrazia Baravalle -, la cui rinomata qualità (conosciuta e apprezzata in tutto il mondo) è il risultato del grande impegno e sacrificio dei nostri produttori che con il loro lavoro hanno contribuito a plasmare un territorio riconosciuto Patrimonio Unesco”.

Il direttore Baravalle fa appello alle istituzioni anche in merito alle condizioni atmosferiche: “Invochiamo un maggiore sostegno economico per sopperire a queste pesanti calamità naturali che hanno messo in ginocchio i corilicoltori. La redditività di un’azienda non può essere compromessa dai cambiamenti climatici. E’ necessario garantire un supporto concreto in caso di difficoltà per incentivare anche le aziende a continuare a produrre in un territorio che altrimenti rischierebbe lo spopolamento”.

Redazione

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