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Cronaca | 13 agosto 2021, 15:39

Addio a Gino Strada, il fondatore di Emergency se ne va a 73 anni

La figlia Cecilia: "Non ero con lui, ma ero a salvare vite. È quello che mi hanno insegnato mio padre e mia madre"

Addio a Gino Strada, il fondatore di Emergency se ne va a 73 anni

Un altro lutto importante per l’Italia. Gino Strada è morto questa mattina, venerdì 13 agosto. Il chirurgo fondatore di Emergency se na va all'improvviso all’età di 73 anni, da tempo tuttavia soffriva di problemi cardiaci. 

Nato a Sesto San Giovanni il 21 aprile 1948, Luigi Strada si è laureato in Medicina e Chirurgia all'Università di Milano nel 1978. Specializzato in Chirurgia d'Urgenza e Chirurgia Cardiopolmonare, verso la fine degli anni Ottanta si indirizza verso la chirurgia traumatologica e la cura delle vittime di guerra. 

Tra il 1989-1994 è impegnato con il Comitato internazionale della Croce Rossa in zone di guerra che vanno dal Pakistan alla Bosnia ed Erzegovina. 

In quegli anni fonda, insieme alla moglie Teresa Sarti (venuta a mancare nel 2009) e a un gruppo di colleghi, l’associazione umanitaria internazionale “Emergency”, impegnata nella riabilitazione delle vittime della guerra e delle mine antiuomo che conta anche una sezione a Cuneo. Associazione che ha fornito assistenza gratuita a circa milioni di pazienti e che nel 2006 è diventata partner delle Nazioni Unite - Dipartimento della Pubblica Informazione. 

Autore di due libri che hanno ottenuto un certo successo di pubblico "Pappagalli verdi: cronache di un chirurgo di guerr"a e "Buskashì. Viaggio dentro la guerra". 

Tantissimi i messaggi di cordoglio, il primo quello della figlia, Cecilia Strada: “Il mio papà non c'è più - scrive la filantropa in un messaggio sui social -.Non posso rispondere ai vostri tanti messaggi che vedo arrivare, perché sono in mezzo al mare e abbiamo appena fatto un salvataggio. Non ero con lui, ma di tutti i posti dove avrei potuto essere...beh, ero qui con la ResQ - People saving people a salvare vite. È quello che mi hanno insegnato mio padre e mia madre. Vi abbraccio tutti, forte, vi sono vicina, e ci sentiamo quando possiamo”. 

“Non riusciamo a pensare di stare senza di lui - scrivono da Emergency - la sua sola presenza bastava a farci sentire tutti più forti e meno soli, anche se era lontano. Tra i suoi ultimi pensieri, c’è stato l’Afghanistan, ieri. È morto felice. Ti vogliamo bene Gino”. 

"Ha sostenuto i malati, i poveri, le vittime di guerra, le donne, i bambini, gli ultimi, quegli ultimi a cui pochi sanno veramente guardare negli occhi - lo ricordano dal Coordinamento Nazionale Docenti della Disciplina Diritti Umani -. La voce di Gino era davvero la voce dei Diritti Umani". 

 

Chiara Gallo

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