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Attualità | 29 giugno 2021, 13:45

Isole ecologiche accessibili solo su prenotazione: misura che fa discutere

Mussotto guida la protesta degli utenti con una raccolta di firme già arrivata a mille sottoscrizioni. Il Comitato di quartiere: "Inutile rigidità, non favorirà certo la raccolta differenziata"

L'ingresso dell'ecocentro di corso Bra, uno dei 18 gestiti che la società Str gestisce per conto del Coabser

L'ingresso dell'ecocentro di corso Bra, uno dei 18 gestiti che la società Str gestisce per conto del Coabser

Sono oltre un migliaio le sottoscrizioni che il Comitato di quartiere del Mussotto ha raccolto per protestare contro una misura che sta facendo discutere non soltanto nella popolosa frazione albese.

Il problema riguarda la revisione delle modalità di accesso all'isola ecologica di corso Bra, presso il centro collaudi, dove dallo scorso 3 maggio gli utenti possono recarsi per conferire gli scarti differenziati nelle proprie abitazioni solamente dopo essersi prenotati attraverso il portale del Coabser VerdeGufo.it.

Una novità che a rigore riguarda tutti i 18 ecocentri facenti capo al consorzio che riunisce 55 comuni dell’Albese e Braidese per la raccolta e smaltimento rifiuti. Annunciata nella scorsa primavera dalla sua controllata Str, la nuova modalità di accesso era stata presentata come una misura finalizzata a evitare gli assembramenti, oltre che ragioni attinenti il miglioramento del servizio. Motivazioni che, mentre l’emergenza di allora pare in buona rientrata rientrata, sono alla base del malcontento espresso degli utenti del Mussotto e non solo.

"La prima ragione di contrarietà – spiega il presidente del Comitato, Giovanni Lano – è che nell’area di corso Bra non esiste alcun problema di code o assembramenti, che pure sarebbero facilmente aggirabili consentendo l’accesso all’area di un solo utente per volta, volendo. Di contro non tutte le persone, e specialmente quelle più anziani, hanno la disponibilità di un accesso a Internet utile a prenotarsi su una piattaforma che peraltro a volta risulta inaccessibile. Con la prenotazione poi non si tiene conto dei cambiamenti dell’ultima ora che possono intervenire negli impegni che ognuno di noi può avere nel portare a termine le proprie personali incombenze di casa nelle ore a disposizione per farlo".

"Ma soprattutto –
prosegue Lano –, ci era stato detto che la sperimentazione sarebbe durata solo qualche settimana. Invece è proseguita ben oltre quei termini,  provocando solo disagi e nessun beneficio. Chi non si adegua viene invitato a recarsi all’ecocentro in zona cimitero, oppure a tornarsene a casa coi propri rifiuti. Abbiamo scritto a Str, senza ricevere uno straccio di risposta. Ci siamo allora rivolti al Comune, ma sembra che anche questo faccia fatica a interloquire con l’ente, che da questo orecchio sembra non volerci sentire".

Da qui la petizione, che il quartiere intende consegnare al sindaco Carlo Bo, insieme a un appello: "Sentiamo continui inviti a sburocratizzare il Paese e a rendere la vita dei cittadini più semplice. Poi però nella pratica facciamo l’esatto contrario, come in questo caso. Abbiamo bisogno di incrementare la raccolta differenziata e la sensibilità ambientale dei cittadini, ma questo non è certo il modo migliore per farlo. Al contrario, temo che simili rigidità non facciano altro che incoraggiare gli abbandoni di rifiuti, un problema che nel nostro quartiere conosciamo bene, visto che non più tardi di qualche settimana fa il Comune ha dovuto spendere bei soldi per fare ripulire la zona di campagna che costeggia la strada del lago San Biagio, riempiendo cinque camion di rame, frigoriferi, lavatrici, vernici e ogni tipo di ingombrante si possa immaginare". 

Ezio Massucco

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