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Cronaca | 22 giugno 2021, 18:53

Torna in aula il medico albese accusato di abusi sulle pazienti

Iniziato a Torino e subito rinviato il processo d’appello nei confronti del dottor Marco Vito Surdo. Due anni fa la condanna in primo grado, seguita alle denunce presentate da quattro donne

Immagine d'archivio

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Apertosi con l’udienza tenuta venerdì 18 giugno in Tribunale a Torino, è stato rinviato al prossimo 5 novembre il processo d’appello che vede imputato il dottor Marco Vito Surdo, il medico albese che nel marzo 2019 venne condannato a 6 anni e 4 mesi di reclusione con l’accusa di avere abusato di quattro sue pazienti, in un caso dopo avere sottoposto a ipnosi la sua vittima.

Il medico – che si è sempre proclamato innocente parlando di malintesi – era stato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari il 16 febbraio 2017, disposti al seguito di circa due anni di indagini che la Procura astigiana avviò dopo la denuncia di una prima paziente, con l’intenzione di accertare quando effettivamente accaduto in diversi distinti episodi verificatisi in un periodo compreso tra il 2012 e il 2016.

Due anni dopo arrivò la sentenza di primo grado, con la quale il giudice del Tribunale di Asti Giorgio Morando ritenne fondata l’accusa di violenza sessuale nei confronti del medico.  

Il processo di primo grado – che aveva visto tre delle vittime costituirsi parti civili – si era così chiuso con la condanna dell’uomo con la pena accessoria dell’interdizione perpetua da qualsiasi ufficio attinente alla tutela, curatela e amministrazione di sostegno, la sua sospensione per tre anni dall’esercizio della professione medica, l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e quella legale per un tempo corrispondente alla pena, oltre al risarcimento del danno, patrimoniale e non, accusato dalle parti civili, secondo una quantificazione rimessa alla sede civile.

Proprio la possibile definizione del risarcimento alle parti civili sarebbe alla base del rinvio ora deciso dal dottor Fabrizio Pasi, già giudice in forze al Tribunale di Alba, che ora presiede il collegio della Corte d’Appello di Torino davanti al quale l’uomo, ora assistito dall’avvocato del foro di Asti Aldo Mirate, si è presentato venerdì.

In aula erano presenti anche i legali delle vittime: A. B., rappresentata dal legale torinese Stefano Tizzani, E. M., dall’avvocatessa albese Paola Coppa e S. F., patrocinata dalla collega, anche lei albese, Silvia Calzolaro, che commenta: “Si tratta di una vicenda molto grave, ancor più considerato il delicato ruolo ricoperto dall’imputato e il rapporto di fiducia con il quale si è soliti affidarsi al proprio medico in un momento di fragilità".

Redazione

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