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Politica | 14 maggio 2021, 07:30

Alba, Cirio chiede (e ottiene) una cabina di regìa per la maggioranza di centrodestra

Il presidente della Regione, che resta il dominus assoluto della politica locale, sembra più preoccupato delle tensioni che si registrano sotto le Torri che non delle imminenti elezioni amministrative di Torino. Liliana Allena sua emissaria in municipio “per dare manforte al sindaco Carlo Bo”

Cirio, Allena, Bo e Boeri

Cirio, Allena, Bo e Boeri

Più che le amministrative di Torino che incombono, ad Alberto Cirio sembra interessare la “sua” Alba, dove il centrodestra, uscito vincitore dalle urne nel 2019, continua ad essere segnato da fibrillazioni di varia natura.

Tensioni che vedono il sindaco di Forza Italia Carlo Bo, eletto al primo turno,  doversi destreggiare (con crescente fatica) tra le molteplici anime della coalizione, dove gli elementi di differenziazione politica si accavallano ad elementi che con la politica hanno invece poco a che spartire.

In questi due anni i gruppi consiliari di maggioranza si sono scomposti con fuoriuscite, abbandoni e nuove ricollocazioni, caso unico nella storia politico-amministrativa della capitale delle Langhe.

Alcuni – è il caso della Lega – hanno perso per strada due consigliere su tre, Maria L’Episcopo e Ylenia Cane, passate a “Noi per Alba”. Altri – è il caso di Azione liberale – che non si erano presentati alla consultazione elettorale sono ora presenti, nella fattispecie con il consigliere Sebastiano Cavalli (eletto in “Fratelli d’Italia - Alba 2019”).

La maggioranza ha subìto vari scossoni negli ultimi mesi – non ultimo il recente cambio al vertice di “Apro” col passaggio di consegne tra il forzista Gionni Marengo e il leghista Paolo Zoccola (una scelta per ristorare la Lega dopo la scissione di qualche mese fa) - pur senza che la minoranza di centrosinistra si sia finora mostrata particolarmente aggressiva.

Cirio evidentemente qualche preoccupazione sulla tenuta della maggioranza ce l’ha se lunedì ha voluto essere presente alla riunione di maggioranza.

Da un lato vuole rinserrare le fila con i suoi in municipio, in particolare col presidente del Consiglio comunale Domenico Boeri e Nadia Gomba (eletti in “Per Alba Cirio” e poi transitati ad “Alba liberale”), dall’altra azzardando qualche tentativo di seduzione all’indirizzo di “Noi per Alba”, in particolare nei confronti delle ultime due arrivate, le ex leghiste L’Episcopo e Cane.

Cirio – per supportare Bo – ha chiesto e ottenuto una cabina di regìa di maggioranza, nella quale ha voluto che entrasse a farne parte Liliana Allena, attuale presidente dell’Ente Fiera, la donna che il presidente della Regione e leader indiscusso del centrodestra albese, vedrebbe bene, in prospettiva, a guidare il centrodestra.

Un percorso che, se le fibrillazioni si placano e il sindaco riesce a governarle senza ulteriori scosse, si porrà fra tre anni, alla scadenza naturale della consiliatura.

Nel caso in cui invece – per le più disparate ragioni – Bo dovesse gettare la spugna anzitempo, Cirio avrebbe già pronta la sua “Dama di ferro” da mandare in campo.

Per questo ha voluto che fosse al fianco di Bo “per sorreggerlo e dargli manforte”.

GpT

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