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Attualità | 23 aprile 2021, 17:07

Cibo "buono e giusto" in tavola a Verduno: al via nuovo progetto della Fondazione Nuovo Ospedale

La onlus prima classificata a bando promosso dalla Regione. Ora lavorerà insieme ad Asl, Università del Gusto e Condotta Slow Food Alba Langhe e Roero per assicurare ai pazienti del nosocomio una ristorazione d’eccellenza, sostenibile e a filiera corta

Cibo "buono e giusto" in tavola a Verduno: al via nuovo progetto della Fondazione Nuovo Ospedale

Per una mensa migliore in ospedale, prende il via il progetto “Cibo e Salute in ospedale: innovazione, qualità e territorio” grazie al contributo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in collaborazione con la Direzione Sanità e Welfare della Regione Piemonte.

Noto per la sua vocazione enogastronomica d’eccellenza, il territorio di Alba, Bra, Langhe e Roero lancia una nuova sfida portando “Cibo Buono e Sano” in ambito ospedaliero. "Buono da mangiare, buono perché di qualità e buono poiché impatta positivamente sulla spesa sanitaria", è il presupposto adottato dalla Fondazione Nuovo Ospedale Alba-Bra Onlus, che si è posizionata al primo posto della graduatoria del bando “Sostegno a progetti di rilevanza locale promossi da soggetti del terzo settore” promosso della Regione Piemonte, ottenendo il massimo del contributo ammissibile, pari a 100mila euro.

Due le finalità del progetto, che da una parte punta a realizzare presso il nuovo ospedale “Michele e Pietro Ferrero” di Verduno una ristorazione di eccellenza, sostenibile e legata all'economia territoriale, fruibile dai pazienti, dai dipendenti e da altri utenti. Dall’altra punta a mettere in piedi iniziative che promuovano la nutrizione come strumento di prevenzione e sicurezza alimentare, con particolare riferimento all’ambito territoriale dell’Asl Cn2.

Una sfida voluta fortemente dalla Fondazione Nuovo Ospedale, per incrementare anche sotto questo aspetto il livello di eccellenza cui si punta a portare il nuovo plesso langarolo. Nasce così una collaborazione tra la stessa onlus, capofila del progetto, l’Asl Cn2, l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e la Condotta Slow Food Alba Langhe e Roero.

Presenti al tavolo di lavoro il presidente della Fondazione Bruno Ceretto, col consigliere di amministrazione Sandra Vezza, il direttore Luciano Scalise e la responsabile Progettazione Anna Rovera; poi il direttore generale dell'Asl Cn2 Massimo Veglio, insieme al responsabile sanitario Mario Traina, a quello amministrativo Gianfranco Cassissa e alla responsabile della Dietologia e Nutrizione Clinica Cloe Dalla Costa; e ancora il vicepresidente dell'Università di Scienze Gastronomiche Silvio Barbero e il presidente della Condotta Slow Food Alba Langhe e Roero Fulvio Prandi.

Un primo passo per avviare l’iter di crescita dell’ospedale quale centro di eccellenza e riferimento nel panorama della nutrizione clinica, auspicandosi nel futuro un possibile riconoscimento del nosocomio tra gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (Irccs), come indicato dall’assessore alla Sanità Luigi Genesio Icardi nella cerimonia di intitolazione dell’Ospedale a Michele e Pietro Ferrero.

“In ospedale il pasto rappresenta per il paziente un elemento centrale del percorso di cura. Coerentemente alla mission della Fondazione Nuovo Ospedale di favorire una struttura che abbia un elevato standard di confort, il miglioramento della qualità del cibo contribuirebbe a dare maggior benessere ai pazienti, ai loro familiari e al personale dipendente. L’idea di un pasto buono e di qualità, infatti, contribuirebbe a portare un po’ di atmosfera di casa in ospedale. Con questo intento abbiamo presentato il progetto in Regione e ci avviamo a creare il tavolo di lavoro che se ne occuperà per i prossimi 12 mesi”, dichiara Bruno Ceretto, presidente della Fondazione Nuovo Ospedale Alba-Bra Onlus.

“Grazie all’iniziativa della Fondazione Nuovo Ospedale Alba-Bra Onlus e alla partnership con l’Università di Scienze Gastronomiche abbiamo ottenuto un importante finanziamento da parte della Regione per realizzare questo progetto che riteniamo centrale nel disegno complessivo dello sviluppo dell’Ospedale Michele e Pietro Ferrero di Verduno, presidio che vuole essere attivo nella cura e nella prevenzione, anche attraverso la promozione dei corretti stili di vita”
, dichiara Massimo Veglio, direttore generale Asl Cn2.

“L'Università contribuirà attivamente al progetto con l'obiettivo non solo di dare maggiore dignità al pasto ma anche e soprattutto sviluppare una attività di formazione per tutti gli operatori sanitari e di informare ed educare i pazienti attraverso un approccio scientifico multidisciplinare, ovvero attraverso l'interazione tra scienze nutrizionali, cultura gastronomica e rapporto con le realtà produttive del territorio. Il cibo in ospedale deve diventare uno degli elementi centrali di una politica della salute in un’ottica preventiva, di cura e di benessere”, dichiara Silvio Barbero, vicepresidente Università di Scienze Gastronomiche.

“Se è vero che il cibo deve essere "buono, pulito e giusto per tutti", a maggior ragione lo è per chi si trova in condizioni fisiche e psicologiche delicate. Non dimentichiamo che per il degente, il momento del pasto rappresenta un momento di piacevole distrazione, ma con un cibo di qualità diventerà motivo di gioia e di piacere; senza dimenticare che, come sostengono i nutrizionisti, il cibo buono è parte della cura. Per questi motivi la Condotta Slow Food Alba Langhe e Roero, fin da subito, ha aderito con entusiasmo al progetto "Cibo e salute", dichiara Fulvio Prandi, Presidente della Condotta Slow Food Alba Langhe e Roero.

Redazione

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