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Attualità | 22 aprile 2021, 18:34

"Opere di Mario Lattes" (Olschki) in libreria dal 3 maggio 2021

Scritti editi e inediti, per la prima volta insieme, a 20 anni dalla morte

"Opere di Mario Lattes" (Olschki) in libreria dal 3 maggio 2021

Tre volumi in cofanetto, per far conoscere il complesso degli scrittiediti e inediti di Mario Lattes (1923-2001), a vent’anni dalla morte, e considerare per la prima volta nella sua effettiva estensione e nel suo rilievo la presenza di Lattes nella scena letteraria del secondo Novecento. È l’insieme di Opere di Mario Lattes, pubblicato da Leo S. Olschki Editore, in libreria dal 3 maggio 2021, fortemente voluto da Caterina Bottari Lattes, che nel 2009 ha creato la Fondazione Bottari Lattes per portare avanti iniziative ispirate al lascito culturale dell’autore e promuovere presso il grande pubblico l’ampio patrimonio delle sue opere. Editorepittoreincisorescrittorecollezionista e animatore culturale, Lattes fu un intellettuale dai molteplici interessi e dalla personalità eclettica, testimone lucido e anticonformista del suo tempo, capace di misurarsi con l'arte, la letteratura, l'editoria e la promozione culturale.

Materiale di cartella stampa (biografie curatori, biografie lattes, foto):
https://fondazionebottarilattes.it/opere-di-mario-lattes-olschki/

Opere di Mario Lattesla cui edizione è diretta da Giovanni Barberi Squarotti e da Mariarosa Masoero, a vent’anni dalla morte dell’autore, raccoglie numerosi testi di Lattes che erano andati dispersi nel corso degli anni e un corpus importante di materiale inedito, riuniti grazie a un’attenta revisione portata avanti secondo criteri filologici, anche sulla base delle carte autografe conservate negli archivi personali (recentemente riordinati e tutelati dalla Soprintendenza), conservati presso la casa editrice Lattes e la Fondazione Bottari Lattes.

I tre volumi comprendono: 6 romanzi (La stanza dei giochi del 1959, l’inedito L’esaurimento nervoso scritto tra il 1964 e il 1965, Il borghese di ventura del 1975, L’incendio del Regio del 1976 candidato al Premio Strega 1977, L’amore è niente del 1982, Il Castello d’Acqua uscito postumo nel 2004 e ora pubblicato nell'ultima redazione messa a punto dall'autore), più di 60 racconti (tra cui la raccolta Le notti nere), le poesie2 opere teatrali, la tesi di laurea Il Ghetto di Varsavia e i tanti articoli, saggi recensioni scritti da Lattes per diverse testate italiane, fra le quali La Gazzetta del Popolo e la rivista da lui fondata, Questioni. Una produzione letteraria che spazia tra diversi generi letterari e si fonda su un autobiografismo sui generis, nel quale il grigiore e l’apatia della quotidianità si mescolano alle distorsioni del sogno, della memoria e del ricordo. A una minuziosa e accurata descrizione della realtà esteriore fanno da contraltare sogni e ricordi che proiettano la narrazione in un orizzonte simbolico e universale.

Ogni volume è accompagnato da immagini di riproduzioni di appuntimanoscrittidattiloscritti e lettere di Mario Lattes, in cui schizzi di disegni arricchiscono il contenuto, oltre che di opere pittoriche selezionate tra quelle che più hanno attinenza con i temi dei testi affrontati negli scritti.

Il progetto editoriale che ha portato alla realizzazione dei tre volumi è il frutto del lavoro di squadra di docenti e studiosi membri del Comitato scientifico per l’Edizione delle Opere di Mario LattesMariarosa Masoero, che, oltre alla direzione editoriale, ha curato la sezione PoesieGiovanni Barberi Squarotti, che, oltre alla direzione editoriale, ha curato la sezione RaccontiLoris Maria Marchetti, che ha curato l’introduzione e il commento al romanzo Il Castello d’Acqua; Gioele Cristofari, che ha curato il testo del romanzo Il Castello d’AcquaAlessandro Botta, che ha curato la sezione Scritti giornalistici, saggi e contributi criticiSimona Dinapoli, che ha curato la biografia e la bibliografia di Mario Lattes; Luca Federico, che ha curato l’introduzione, il testo e le note del romanzo La stanza dei giochiGiacomo Jori, che ha curato la pubblicazione della tesi Il ghetto di VarsaviaDamiano Moscatelli, che ha curato l’introduzione, il testo e le note del romanzo L’amore è niente; Stefano Penna, che ha curato l’introduzione, il testo e le note del romanzo Il borghese di venturaFulvio Pevere, che ha curato l’introduzione, il testo e le note al romanzo L’esaurimento nervosoMoreno Savoretti, che ha curato la sezione Opere teatrali e introduzione, testo e note del romanzo L’incendio del Regio.

Opere di Mario Lattes si inserisce tra le iniziative e i progetti che celebreranno nel 2023 i 100 anni dalla nascita di Lattes, la cui vita e la cui opera rappresentano un unicum nel panorama culturale del secondo Novecento non solo piemontese, e i 130 anni dalla nascita della casa editrice Lattes, fondata nel 1893 a Torino dal nonno di Mario Lattes. Come avvicinamento alle celebrazioni del centenario, la Fondazione Bottari Lattes ha intanto inaugurato un viaggio tra le opere pittoriche di Mario Lattes con la mostra “I mondi di Mario Lattes #1” allestita nella sede di Monforte d’Alba, esponendo per la prima volta alcuni dipinti recentemente acquisiti da collezionisti privati.

Dall’introduzione a Opere di Mario Lattes di Giovanni Barberi Squarotti:

«Attraverso le carte dell’archivio si è aperta la porta del laboratorio dello scrittore ed è stato possibile riportare alla luce una serie importante di inediti: alcuni racconti e alcuni scritti di carattere saggistico, un manipolo di poesie, i testi e gli abbozzi teatrali, ma soprattutto due romanzi, L’esaurimento nervoso (scritto nel 1964-65), che riempie la casella degli anni Sessanta, e Il Castello d’Acqua (quest’ultimo, in realtà, pubblicato postumo nel 2004, ma in una redazione intermedia, e ora restituito in quella che è sicuramente l’ultima stesura licenziata dall’autore). Il quadro è completo. E al suo interno si possono cogliere fasi, direttrici, linee di sviluppo, elementi di continuità e ripensamenti. È evidente, per esempio, che il rifiuto dell’Esaurimento nervoso da parte degli editori a cui fu offerto determina una riflessione sulle implicazioni e sulla funzione della dominante autobiografica e mette capo ai romanzi degli anni Settanta, Il borghese di ventura e L’incendio del Regio, nei quali al centro non è semplicemente la coscienza in sé e l’interiorità nella sua evidenza per quanto lacerata, ma il conflitto fra l’io e la storia o fra l’io e l’evoluzione della società e dei costumi. Qualcosa di simile avviene con Il Castello d’Acqua, concepito nei primi anni Ottanta e condannato dal rifiuto di Einaudi: la condanna provoca l’abbandono del piano più strettamente memorialistico – memoria personale o familiare che sia, già a fondamento del primo romanzo, La stanza dei giochi – e apre la strada all’architettura allegorica e metaletteraria dell’Amore è niente (1985).»

«Se dovessimo indicare un fenomeno che contraddistingue i processi compositivi di Lattes e che ricorre con frequenza statisticamente rilevante nelle sue opere, questo è la riscrittura di sé, la riassimilazione del già detto, il travaso da un testo all’altro o da un genere all’altro (specialmente dal racconto al romanzo e viceversa). L’impressione è che alla base ci sia un profondo sedimento di temi archetipici con una forte valenza simbolica e che su questa base la scrittura proceda nel suo percorso di ricerca anche come riformulazione e progressivo avvicinamento.»

comunicato stampa

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