/ Economia

Economia | 12 luglio 2019, 07:00

Cos'è la parafarmacia ed è legale?

Quando si fa il nome di una parafarmacia si intende indicare un punto vendita preposto alla distribuzione di alcuni prodotti non soggetti ad alcuna prescrizione medica.

Cos'è la parafarmacia ed è legale?

Quando si fa il nome di una parafarmacia si intende indicare un punto vendita preposto alla distribuzione di alcuni prodotti non soggetti ad alcuna prescrizione medica.

Tra i tanti ci sono anche i cannabinoidi per uso medico, anche se l’effettivo ottenimento della sostanza è subordinato a una regolamentazione ben distinta e che induce a porre il quesito se queste strutture sono legali o meno. A tale proposito, cerchiamo di scoprire a fondo come può comportarsi una parafarmacia e quali sono i rimedi a base di cannabis.

Le regole sulla commercializzazione della cannabis

La National Pharmacy Association ha di recente avvertito che i farmacisti dovrebbero eseguire un'ampia gamma di controlli prima di fornire prodotti a base di cannabis. Questa è una forma di legislazione che interessa anche quelle italiane.

Premesso ciò, va altresì aggiunto che sebbene solo i medici specialisti possano prescrivere prodotti a base di cannabis, a quelli di base è stata fornita una guida per aiutare a informare i pazienti che stanno cercando una prescrizione o comunque necessitano della cannabis medica per curare alcune patologie. Questa cannabis può essere consumata in casa grazie a grinder per cannabis, acquistabili in moltissimi negozi.

I farmacisti che vendono o forniscono prodotti a base di cannabis per uso medico o prodotti contenenti cannabidiolo (CBD) devono tra l’altro verificare lo stato del prodotto o rischiano di non essere protetti dall'assicurazione di indennità, come ha del resto avvertito l’AIFA ossia l’ente regolatore italiano sui farmaci in associazione con L’EMA ovvero l’omologa istituzione europea.

Detto ciò è tuttavia importante sottolineare che prima di fornire qualsiasi prodotto contenente CBD, i farmacisti dovrebbero verificare se il prodotto è un medicinale registrato, un farmaco controllato, un alimento supplemento o un composto speciale e che non richiede una licenza.

Da qui si evince che la vendita diretta di cannabis medica ai soggetti interessati può avvenire solo in una parafarmacia che di conseguenza diventa legale in termini operativi seppur subordinati alle suddette verifiche preliminari del prodotto.

Risultati della ricerca

Nel corso degli anni, la ricerca ha prodotto risultati che suggeriscono che la cannabis può essere benefica nel trattamento di alcune condizioni mediche. L'anno scorso, ad esempio un'ampia revisione delle Accademie Nazionali di Scienze, Ingegneria e Medicina di ogni parte del globo ha valutato più di 10.000 studi scientifici sui benefici medici e gli effetti avversi della sostanza.

Un'area che il rapporto ha esaminato da vicino è stata l'uso della cannabis medica per trattare il dolore cronico. Quest’ultimo è una delle principali cause di disabilità e che colpisce milioni di adulti in svariate parti del mondo. La revisione ha tra l’altro rilevato che la cannabis o altri prodotti contenenti cannabinoidi con valori di THC inferiori rispetto a quelli presenti nella sostanza pura agisce sui recettori presenti nel cervello e sono quindi efficaci per alleviarne il dolore cronico.

Le autorizzazioni di una parafarmacia

Se la vendita o la fornitura di un particolare prodotto che rientra nella categoria delle parafarmacie viene fornito per un uso non autorizzato o se non sono state ottenute le autorizzazioni e l'autorità necessarie per vendere o fornire il prodotto, i termini di un farmacista ossia l'indennità sarà stata violata. 

Il mancato controllo significherà che, nel caso in cui venga presentata una rivendicazione di terzi contro la politica di responsabilità professionale del membro, o una richiesta da parte del membro di difesa o rappresentanza legale per rispondere a un'indagine normativa o penale, tale indennità, la difesa legale o la copertura delle spese potrebbero non essere fornite.

Le responsabilità di un medico di una parafarmacia

I medici che operano in nome e per conto di una parafarmacia (terrestre oppure online) per vendere il CBD e i suoi derivati dovrebbero accertare il livello di tetraidrocannabinolo ossia il suddetto THC che può avere effetti psicoattivi.

Informare il cliente se è presente nel prodotto, anche in tracce, eseguire controlli clinici per garantire non interagisca con altri medicinali o con le condizioni mediche del paziente, è un altro paletto che i medici di una parafarmacia non possono scavalcare con leggerezza, previo il ritiro della licenza.

Richy Garino

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium