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Attualità | 31 marzo 2021, 19:00

Al Piemonte 10 miliardi di fondi Ue: le richieste di Langhe e Roero per pianificare la ripartenza

Da un "palavino" a parcheggi per turisti nei borghi Unesco, passando per il terzo ponte albese e una rete di castelli sull’esempio della Loira: da sindaci e associazioni di categoria le proposte del territorio per investire le risorse in arrivo a Torino grazie Recovery Fund e misure strutturali

Al Piemonte 10 miliardi di fondi Ue: le richieste di Langhe e Roero  per pianificare la ripartenza

Tra i 7 e gli 8 miliardi dal "Recovery Fund", altri 2,7 miliardi (900 milioni in più che nella passata programmazione) dai fondi strutturali europei Fse e Fesr per le annualità 2021-2027 e altre risorse tra le pieghe dei fondi di coesione per opere pubbliche immediatamente "cantierabili".

E’ il fiume di risorse con le quali il Piemonte può giocarsi la carta della ripresa dopo lo tsunami della pandemia secondo quando il governatore Alberto Cirio ha spiegato nel corso dell'ultima tappa di "Piemonte Cuore d’Europa", "roadshow" che nelle scorse settimane Piazza Castello ha portato in tutti i capoluoghi di provincia piemontesi, prima di fare tappa ad Alba per un’ultima seduta andata in scena nel pomeriggio di oggi (mercoledì 31 ottobre) dalla sede dell’Associazione Commercianti Albesi, con collegamenti in videoconferenza con sindaci e rappresentanti delle principali categorie e organizzazioni economiche del territorio.

L’intenzione, quella di raccogliere proposte e suggerimenti da inserire nel piano che il presidente della Giunta regionale sottoporrà giovedì prossimo all’attenzione del premier Draghi, in vista della scadenza di consegna del Recovery Plan (entro aprile) e dell’erogazione (entro giugno) del primo terzo dei fondi che l’Italia attende dal grande piano di finanziamento messo in campo da Bruxelles.

Un’occasione unica insomma, con la quale il Piemonte punta a trasformarsi in una regione più "intelligente, verde, connessa, sociale, vicina ai cittadini", secondo gli "highlights" che informano una pianificazione che, parole di Cirio e del vicepresidente Fabio Carosso, vuole tenere in debito conto le indicazioni provenienti dal territorio.

PRIMA I VACCINI

"Ma prima devono venire i vaccini", è stata la premessa con la quale il governatore ha voluto anticipare le cifre dei tre fronti di programmazione, ricordando che ripartirà prima chi avrà messo in sicurezza la propria popolazione e che al proposito ieri ha incontrato il commissario straordinario generale Figliuolo anche per avere assicurazioni sulle forniture in arrivo ai nostri centri vaccinali, impegnati a raggiungere l’obiettivo delle 20mila dosi somministrate entro fine marzo e proiettati verso le 30mila di metà aprile e le 40mila di maggio. "Bisogna che le forniture continuino con questi ritmi", ha avvisato, spiegando intanto che 800 medici di famiglia su 1.600 hanno accettato di dare il proprio contributo nelle vaccinazioni, che il 75% degli over 80 ha ormai ricevuto la prima dose, così come i due terzi degli aderenti tra il personale della scuola ("Entro il 15 aprile arriveremo al 100%"), scuola che il 7 aprile tornerà a tenere lezioni in presenza sino alla prima media.

SINDACI E CATEGORIE

Prima e dopo il governatore – preceduti dal vicepresidente Carosso e dal direttore del coordinamento Politiche e Fondi Europei Paola Casagrande – gli interventi con le proposte in arrivo dal territorio per bocca di numerosi amministratori – il vicesindaco Carlotta Boffa per Alba (indisposto il sindaco Bo), i primi cittadini di Bra, Gianni Fogliato, di Santo Stefano Belbo Laura Capra e di Dogliani Ugo Arnulfo, oltre ai presidenti dell’Unione Colline di Langa e del Barolo Roberto Passone, dell’Unione Montana Alta Langa Roberto Bodrito e dell’Associazione Sindaci del Roero Silvio Artusio Comba. Oppure arrivate dai rappresentanti di diverse associazioni di categoria: il padrone di casa, presidente Aca Giuliano Viglione, intervenuto anche nelle vesti di coordinatore dei 73 comuni riuniti insieme ad associazioni e aziende nel Tavolo delle Autonomie. Quelli dell’Ente Turismo Luigi Barbero, del Consorzio Turistico Langhe Monferrato Roero Ferruccio Ribezzo e del Consorzio Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe Dogliani Matteo Ascheri. Quindi la direttrice di Confindustria Cuneo Giuliana Cirio e l’imprenditore vinicolo Bruno Ceretto.

DAL TERZO PONTE AL TRAFORO

Nelle loro disanime, moderati dal giornalista Roberto Fiori, hanno prevedibilmente richiamato temi quali quello delle infrastrutture viarie, a partire dalle opere di completamento dell’autostrada Asti-Cuneo - la variante di Pollenzo, ricordata dal braidese Fogliato (che intanto ha portato a casa da Cirio l’impegno a trasformare l'ex ospedale "Santo Spirito" nella futura casa della salute, così come avverrà ad Alba) –, mentre lo stesso governatore ha ventilato la possibilità che tra le pieghe dei fondi di coesione si possano trovare i milioni mancanti a finanziare il terzo ponte di Alba. Ma anche opere tornate a farsi avanti tra i desiderata dell’Alta Langa, come il traforo necessario a collegare Cortemilia all’Albese ("Ma dovranno essere progetti realizzabili subito", ha avvisato qui il governatore).

UN "PALAVINO" PER I PRODUTTORI

"La rete viaria delle nostre colline è in condizioni disastrose", ha sottolineato Matteo Ascheri, richiamando il progetto messo in campo da Consorzio Barolo Barbaresco e Coldiretti per "decongestionarle dal traffico pesante collegato al nostro settore, anche per agevolare un turismo per noi sempre più importante", prima di evocare l’esigenza che il mondo dei produttori di Langhe e Roero possa avere "una casa", nella quale organizzare grandi eventi di promozione: "Il territorio è ricco di piccole strutture, ma sarebbe importante avere ad Alba un’infrastruttura che possa ospitare eventi di promozione con tutti i produttori. Noi le cose le facciamo, ma aiuti in queste direzioni sono ben accetti".

PARCHEGGI NEI NOSTRI BORGHI

Proposta sposata da Ferruccio Ribezzo, rappresentante di un consorzio turistico che guarda con favore alla possibilità di "destagionalizzare" i flussi dei visitatori guardando anche al turismo congressuale. Ma intanto serve anche "migliorare la viabilità dei nostri borghi realizzando parcheggi e aree destinati a pullman per i tanti turisti che torneranno ad affollarli non appena sarà possibile ripartire", promuovere l’arrivo a Caselle di voli low cost, realizzare percorsi ciclabili, visto che, come sottolineato dal presidente Atl Luigi Barbero "il turismo outdoor sarà una delle carte con le quali le colline Unesco potranno ripartire con diversi punti di vantaggi su numerose altre mete turistiche, a partire dalle città d’arte".

CASTELLI DA VALORIZZARE

"Per i turisti che arrivano sulle colline di Langhe, Roero e Monferrato serve anche pensare a soluzioni di mobilità alternativa", ha spiegato ancora Barbero, prima che il tema del turismo come risorsa del futuro per questo territorio fosse affrontato nell’appassionata disanima fatta da Bruno Ceretto.
Il produttore e presidente della Fondazione Nuovo Ospedale ha portato l’esempio delle tante, riuscite operazioni di promozione realizzate dalla sua famiglia a partire dagli Anni Novanta con iniziative quali il Premio "Langhe Ceretto", la Cappella del Barolo, le mostre di grandi artisti nel coro della Maddalena ad Alba, in ultimo con la Casa dell’Artista e il progetto che porterà alla riqualificazione del "Torion" di Vezza d’Alba.
"Se io oggi fossi un sindaco prenderei i due alloggi più belli del paese e ne farei residenze nelle quali offrire ospitalità ai più grandi artisti internazionali, come fatto da noi con artisti del calibro di Herzog, Clemente e Kiefer. Prenderei la vigna del Castello Cavour per farne 5mila bottiglie di grande Barolo dedicate al grande statista da inviare ogni anno a capi di Stato, premi Nobel e premi Oscar, da utilizzare nei pranzi della Regione e del Quirinale. Poi proprio i castelli: oggi non sono valorizzati. Dobbiamo prenderne dieci, da Grinzane a Serralunga passando per Magliano, Govone, Frinco e Vignale, farne una rete guardando all’esempio della Loira, dedicando a ognuno un tema. Grinzane potrebbe ospitare essere un centro europeo del pensiero liberale, evocando la figura di Cavour. Poi sì, posteggi adeguati ad Alba e in tutti i comuni. E la formazione: con Enrico Crippa abbiamo in casa uno dei venti migliori chef al mondo: non è possibile che, su 29 cuochi che lavorano con lui, in tutti questi anni solamente due siano arrivati dall’Albese".

PAROLA D’ORDINE DIGITALIZZAZIONE

"Infrastrutture e connettività digitale sono le parole d’ordine per aiutare le nostre imprese a recuperare competitività, perché altrimenti le nostre aziende corrono con una gamba sola mentre le altre galoppano", ha detto la direttrice di Confindustria Giuliana Cirio, evocando anche i termini di una transizione "green" come percorso obbligato per l’economia di domani.

E di digitalizzazione ha parlato anche il presidente dell’Associazione Commercianti Albesi Giuliano Viglione: "Dobbiamo iniziare a pensare al dopo pandemia, imparare a vedere quali sono stati i gap tra commercio tradizionale e forme di vendita più evolute. Il cammino della ripresa passerà da misure come una riduzione del peso fiscale, l’introduzione di una 'web tax' che ripristini parità di condizioni sul mercato, la digitalizzazione come via all’innovazione. Lo stiamo dicendo da tempo: il commercio tradizionale ha dimostrato di sapersi adeguare alle esigenze dei consumatori al pari dei competitor. La necessità è quella di dedicare cospicue risorse ad un cammino che lo porti a evolversi".

Ezio Massucco

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