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Attualità | 22 marzo 2021, 14:52

Alba, trecento in piazza per dire "no" alla didattica a distanza

La Consulta comunale delle Famiglie boccia l’iniziativa di ieri in piazza San Paolo. Gli organizzatori difendono le ragioni di una protesta "pacifica, costruttiva e rispettosa delle distanze"

Alba, trecento in piazza per dire "no" alla didattica a distanza

E’ andata in archivio con una partecipazione forse superiore alle attese della vigilia la manifestazione che nel pomeriggio di ieri ha portato anche ad Alba la protesta della famiglie aderenti a "Scuola in Presenza", movimento che chiede il superamento della didattica a distanza e l’adozione di accorgimenti che consentano di coniugare le misure di contenimento del contagio col bisogno di apprendimento e di socialità di bambini e ragazzi, e insieme con le necessità di famiglie sempre più in difficoltà nel conciliare l’assistenza ai figli con le esigenze del lavoro.

Tra le 250 e le 300, secondo gli organizzatori, le persone che per un paio d’ore hanno preso parte alla colorata iniziativa di piazza promossa da un gruppo di genitori tra i quali figurano Elisa Paruzzo, docente alla scuola materna "Maria Ausiliatrice" della Moretta, oltreché mamma di due bambini, insieme a Cinzia Cortese ed Enrica Cravanzola, quest’ultima docente al Liceo Artistico "Gallizio".

In piazza, sotto gli occhi delle forze dell’ordine, "non solo mamme – ci spiega Elisa Paruzzo –, ma interi gruppi familiari coi loro bambini, tra i quali diversi bimbi disabili, insieme anche a numerosi nonni". Tante persone che hanno voluto prendere parte a una manifestazione pacifica e tranquilla, tenuta nel rispetto delle norme sul distanziamento, ma che ha permesso ai più piccoli un momento di serenità e leggerezza, abituati come ormai sono a vedersi attraverso un monitor".

"Abbiamo voluto dare un segnale di positività e soprattutto lanciare proposte concrete, utili a superare questa situazione"
, prosegue Elisa Paruzzo. Tra queste la richiesta di riaprire da subito le scuole dei più piccoli, dagli asili alle medie, insieme anche ad altri luoghi comunali o pubblici, compresi quelli all’aperto, che ampliando gli spazi a disposizione dei docenti, consentano di formare gruppi-classe dalle dimensioni ridotte. E insieme l’organizzazione di iniziative che, da qui all’estate, consentano di recuperare quanto sinora perduto non soltanto in termini didattici, ma anche sociali e relazionali.

Nessun riscontro sinora è arrivato ai promotori dalle istituzioni, se non un intervento della Consulta comunale delle Famiglie, che ha manifestato la propria contrarietà alla manifestazione, in ragione della preoccupante situazione dei contagi nella capitale delle Langhe, ormai vicinissima alla soglia dei 500 residenti attualmente "positivi", come al rispetto delle limitazioni imposte dalla zona rossa,

Mentre ricorda come il Comune avesse acconsentito alla manifestazione ("Fortunatamente siamo ancora in un Paese democratico", annota Paruzzo), suggerendo però di spostarla nei più ampi spazi di piazza San Paolo, rispetto alla più angusta piazza del Duomo, la rappresentante del gruppo albese di "Scuola in Presenza" liquida con una battuta le polemiche che ne hanno seguito lo svolgimento sulla piazza dei social: "Abbiamo voluto organizzare un momento di proposta, che si è svolto con la massima attenzione alle condizioni di sicurezza. Non neghiamo le emergenze e non ci interessano le polemiche. Ci interessano le proposte che riguardano il presente e il futuro dei nostri figli". 

Ezio Massucco

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