Ha compiuto 20 anni Ecosistema Scuola, l'indagine di Legambiente sulla qualità dell'edilizia scolastica e dei servizi presenti sul territorio nazionale.
Ieri (mercoledì 10 marzo), i dati dell'ultima edizione dello studio sono stati illustrati in una diretta Facebook, nella quale è stato chiesto al neo ministro dell'istruzione Bianchi di rendere le scuole protagoniste della transizione ecologica, ora che la crisi pandemica ha portato all'attenzione di tutti le tematiche legate all'edilizia scolastica.
Dati che hanno dimostrato come negli ultimi sette anni si siano conclusi meno di metà dei progetti finanziati per l'edilizia scolastica, che il 29% degli edifici italiani abbia bisogno di interventi urgenti e che una scuola su due non possa vantare impianti per lo sport. E, infine, che dal 2014 al 2020 su 6.547 progetti previsti, 4.601 siano stati finanziati e solo 2.121 poi portati a termine.
“La consapevolezza dell’importanza di investire in giovani, istruzione ed educazione è ormai condivisa da tutti; stanno arrivando risorse, ma prima di tutto serve un nuovo piano di governance per superare le emergenze e i divari - dichiara Vanessa Pallucchi, vice presidente di Legambiente - . I 6,8 miliardi previsti per l’edilizia scolastica nell’ultima stesura del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza vanno letti in un’ottica di priorità di interventi, con la forte attenzione all’individuazione degli ostacoli da rimuovere perché le risorse disponibili diventino miglioramenti effettivi delle nostre scuole e non si perdano nelle inefficienze di percorso. L’edilizia scolastica e i servizi che girano intorno all’ecosistema scuola devono essere ripensati e rilanciati in una dimensione di sostenibilità ambientale e sociale: sono le gambe su cui poggerà la possibilità di successo ed efficacia della transizione ecologica, che ha fra i suoi obiettivi principali il superamento della povertà educativa”.
- LA SITUAZIONE PIEMONTESE
Nella nostra regione sono stati indagati 488 edifici scolastici, dei quali nessuno collocato in zona sismica 1 o 2 ma di cui il 90,6% è risultato sprovvisto della verifica di vulnerabilità sismica.
Lo 0,4% degli edifici scolastici piemontesi risulta essere stato costruito sulla base di criteri di bioedilizia - ma il 35% di essi ha vissuto interventi del genere negli ultimi cinque anni - ; l'8% utilizza fonti di energia rinnovabile e il 15,6% è dotato di certificazione energetica. Riguardo alle certificazioni i nostri istituti dimostrano un trend migliore di quello nazionale: il 98,3% ha potuto produrre quella di superamento delle barriere architettoniche, il 62,9% quella di collaudo statico e il 73,8% il certificato di agibilità. Solo il 39,2% ha presentato, invece, quello di prevenzione incendi.
Il 56% degli edifici scolastici piemontesi necessita di interventi di manutenzione straordinaria, ma il 60% di essi ne ha vissuti negli ultimi cinque anni, per una spesa media di 15.680 euro per ogni singolo edificio. Per la manutenzione ordinaria sono stati stanziati 6.862 euro per singolo edificio ma spesi più di 8.080 euro.
233.816 euro di finanziamenti sono arrivati dalla Regione, ma solo lo 0,9% degli edifici ne ha beneficiato.
Il 96,6% degli edifici presenta aree verdi e giardini, il 60,4% stalli di sosta per auto e l'87,9% attraversamenti pedonali; i servizi di pre e post scuola sono attiviti nel 66,7% di essi, progetti educativi di varia natura nel 62,5% e nel 66,7% iniziative dedicate agli under14. Ma solo il 2% degli edifici piemontesi offre pedibus o comunque percorsi casa-scuola sicuri: il 7,4% ha piste ciclabili a disposizione e il 2,6% è posto in isole pedonali, mentre il 4,5% in ZTL e il 5,2% in "zone 30".
Solo il 17,3% degli edifici scolastici offre il servizio mensa. Il 91,5% di questi serve prodotti biologici, l'85,7% prodotti a km 0 e tutti quanti prevedono menù alternativi per rispondere a motivazioni culturali e religiose. Il 71,4% delle realtà indagate prevede il recupero degli alimenti non somministrati.
Il 14,4% degli edifici, infine, presenta amianto e il 75% di essi è stato monitorato per la presenza di radon, sempre assente.
“Il mondo scolastico piemontese si è mostrato virtuoso per quanto riguarda l’attenzione al rischio ambientale, ai servizi extrascolastici e alle buone pratiche di sostenibilità. Scelte strategiche per contrastare la dispersione scolastica e la povertà educativa, soprattutto nelle periferie, per rendere le scuole protagoniste di una transizione ecologica - dichiara Federica Sisti, membro della commissione di Legambiente Scuola e Formazione - Gli istituti hanno investito molto sulla scelta di prodotti di qualità e la riduzione degli sprechi alimentari nelle mense, sui servizi di pre e post scuola, sulla presenza di aree verdi e limitatori del traffico in prossimità e all’interno degli istituti. Tuttavia dobbiamo mantenere alta la guardia e richiedere alle istituzioni maggiori e migliori investimenti sulla manutenzione straordinaria e la messa in sicurezza degli edifici scolastici, così come sull’efficientamento energetico. Nonostante i numerosi interventi svolti negli ultimi cinque anni, sono ancora troppe e molto al di sopra della media nazionale le scuole che necessitano di tali interventi”.














