“Draghi è la miglior sintesi politica che il Paese potesse attendersi in questo momento”.
Così Enrico Costa, referente di Azione a livello piemontese e braccio destro di Carlo Calenda a livello nazionale, si esprime a proposito del Presidente del Consiglio incaricato, che sta ultimando in queste ore la sua squadra di governo.
Costa smentisce con decisione le voci, che pure sono circolate in questi giorni al suo riguardo, che lo indicavano come possibile componente dell’esecutivo (fosse anche solo come sottosegretario). “Non solo assolutamente interessato – dice – perché impegnato nell’organizzazione nazionale di Azione”. Per questo spiega di preferire concentrarsi su riflessioni politiche piuttosto che sul gossip.
“Con Draghi inizia una fase nuova e non si potrà pensare di tornare indietro al bipolarismo – considera Costa – : dobbiamo realisticamente constatare che in 25 anni il bipolarismo non è mai maturato e la tentazione di sgambettare l’avversario ha sempre avuto il sopravvento”.
Il deputato monregalese che in questi anni ne ha viste tante e da varie angolazioni riflette, ad esempio, sul fatto che la collaborazione offerta a Draghi dai due partiti del centrodestra, Forza Italia e Lega, avviene per “costrizione” e non per “reale convinzione”. Entrambi avrebbero preferito le elezioni anticipate.
L’esponente di Azione pensa che quanto sta avvenendo oggi in ambito nazionale non potrà non avere ripercussioni anche a livello locale.
“Nel centrodestra – osserva - si è verificata una divisione profonda che non sarà senza conseguenze. I Fratelli d’Italia nel corso del tempo si erano aperti ad un elettorato moderato, ma con la scelta di chiamarsi fuori rispetto all’appello del Capo dello Stato rischiano di perderlo. Può pure darsi – rileva - che la Meloni possa recuperare consensi più estremi, ma oggettivamente si è molto radicalizzata verso destra. FdI, che fino a qualche settimana fa era al centro della scena tra FI e Lega, rischia di cambiare pelle. Sono convinto che Guido Crosetto sarebbe stata una figura appropriata nel governo Draghi e un interlocutore prezioso per il nostro territorio”.
Ma Costa, mentre ogni settimana nasce un gruppo di Azione nelle varie aree del Cuneese, ha le attenzioni già proiettate alle amministrative.
Nel 2022 si voterà a Cuneo, Mondovì e Savigliano e il suo nuovo partito – lascia intendere - non si limiterà ad un ruolo di comparsata. “Le elezioni - ricorda con un occhio rivolto alla politica nazionale e l’altro a quella locale – si vincono al centro”.
Un avviso ai naviganti di destra e sinistra, che, specie nella città capoluogo di provincia, hanno già iniziato le prime manovre in vista dell’appuntamento elettorale del prossimo anno.













