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Bra | 05 febbraio 2021, 08:45

“Mangia cibo buono, pulito, giusto... e non sprecarlo”: il messaggio della Condotta Slow Food di Bra per l’8ª Giornata contro lo spreco alimentare

Ecco i consigli per non sprecare e riciclare il cibo. Un esempio? La buccia delle arance bio è un toccasana rilassante

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Mangia cibo buono, pulito, giusto... e non sprecarlo”.

Quanto cibo finisce nella spazzatura ogni anno? Troppo. Quello dello spreco alimentare è un fenomeno che si sta allargando a macchia d’olio, soprattutto nelle società ricche. Per puntare i riflettori su questo argomento, il 5 febbraio si celebra l’8ª Giornata di prevenzione dello spreco alimentare.

L’iniziativa, in Italia, è stata ideata e creata dal Ministero dell’Ambiente nel 2014, con l’obiettivo di ridurre sensibilmente lo sperpero di cibo buono, non scaduto che ogni anno raggiunge numeri da capogiro.

Non solo un problema di costi per il cittadino, ma anche di prospettive future per il pianeta, poiché per produrre cibo, vi è un consumo enorme di acqua, per cui insieme al cibo che gettiamo, se ne vanno nella spazzatura anche tanti metri cubi di questa preziosa risorsa. Serve, quindi, aumentare la consapevolezza verso una corretta gestione del cibo, del suo uso e della sua importanza.

La lotta allo spreco alimentare è un dovere quotidiano. Cibo troppo buono per essere buttato e autentico schiaffo morale alle generazioni che soffrono la fame. I numeri dello spreco sono impietosi: circa 1,3 miliardi di tonnellate di cibo, 1/3 di tutto il cibo prodotto nel mondo che potrebbe sfamare 3 miliardi e 200 milioni di persone pari a circa la metà della popolazione mondiale.

Ci dimentichiamo spesso che ogni anno in Europa buttiamo via 90 milioni di prodotti alimentari, circa 179 kg a persona. Anche l’Italia non è da meno, in quanto il cibo sprecato, dal momento in cui viene raccolto o prodotto fino al momento in cui sparecchiamo le nostre tavole, pesa 10 milioni di tonnellate, per un valore di 11 miliardi di euro, ovvero circa 450 euro a famiglia.

La questione va analizzata sotto diversi profili, perché lo spreco alimentare comporta anche lo spreco di risorse ambientali utilizzate per produrre i beni che poi vanno persi, nonché ricadute economiche, visto il costo che hanno per la collettività i prodotti sprecati, diventando rifiuti. Si tratta, quindi, di un problema non solo di carattere sociale ed etico, ma di largo raggio.

Basterebbe acquistare ciò che serve realmente, compilando precise liste della spesa che non cadono nelle sirene del marketing, consultando etichette e scadenze, utilizzando al meglio frigo, freezer e dispensa per gli alimenti, senza stiparli alla rinfusa.

Altri rimedi sostenibili sono rappresentati da piccoli e grandi accorgimenti come congelare il cibo e, soprattutto, un’educazione alimentare che certamente aiuterebbe a limitare il fenomeno. Proprio la Condotta Slow Food di Bra opera in via di sensibilizzazione su questo problema diffuso nella società del benessere, sottolineando come siano importanti le attività di informazione, formazione e conoscenza sul tema dello spreco alimentare.

Inoltre è promotrice dei principi del cibo buono, perché corrisponde ad una cultura; pulito, poiché non lascia una scia di sporco dietro di sé; giusto, ottenuto con un’equa distribuzione del valore di produzione.

Un approccio virtuoso all’argomento, arriva dai produttori del Mercato della Terra, che operano nell’ottica del rispetto della stagionalità, dei cicli naturali degli alimenti e si pongono come riferimento per tutto il settore agroalimentare, che necessita di una transizione verso produzioni meno intensive e filiere più efficienti.

Proseguire in questa azione potrà permettere di realizzare una rivoluzione culturale che faccia diventare i cittadini non consumatori acritici, ma consumatori consapevoli.

In quest’ultimo senso, occorre migliorare la qualità della vita attraverso corretti stili alimentari ed un consumo di cibo in misura equilibrata, favorendo la redistribuzione delle eccedenze a persone bisognose ed in difficoltà.

Perché la solidarietà, si sa, parte sempre di più anche dalla tavola. In un momento di crisi economica, anche “le buone ricette della nonna”, così come le ricette “anti-spreco” realizzate con gli avanzi possono rivelarsi una strategia efficace. Anzi, a volte le pietanze del riciclo possono essere le vere star in cucina. Un esempio? La buccia delle arance bio è un toccasana calmante e sedativo.

Se vi sono avanzate delle scorze di arancia dopo una spremuta, non buttatele, perché vi serviranno per realizzare tisane calmanti. Se in questo periodo delicato di emergenza sanitaria soffrite di insonnia, potrete sfruttare le proprietà della buccia di questo agrume. Lasciate bollire in acqua bollente le scorze ben pulite.

Prima di versarle in una tazza, mettete da parte le scorze che avranno già rilasciato tutte le proprietà benefiche e aggiungete miele a piacimento. Buon relax!

Silvia Gullino

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