La pandemia da Covid 19 ha fatto impennare il mercato immobiliare ma in maniera selettiva: quello che i piemontesi - o chi vuole stabilirsi in maniera più o meno stabile nella nostra regione - cercano è una casa anche di dimensioni non grandi ma che sia dotato di uno spazio all’aperto come un ampio terrazzo o, meglio ancora un giardino.
“Con la necessità di stare in casa per rispettare il lockdown - spiega Fabrizio Muratore, titolare dell’agenzia Rinaldo Muratore con sede principale a Mondovì - abbiamo riscoperto il piacere di vivere la casa che, per questo deve essere accogliente e funzionale. Ed avere uno sfogo verso l’esterno è diventato indispensabile per il benessere fisico ma anche psichico. A cercare spazi all’aperto sono soprattutto le famiglie con bambini”.
Una riscoperta, quindi, delle case in campagna per quanto riguarda il Piemonte, o al mare per la Liguria.
“Scelta molto gettonata - prosegue l’esperto monregalese - anche le piccole realtà, i paesi un po’ defilati dai centri più grandi, caotici, trafficati e con pochi spazi verdi o comunque non usufruibili durante il lockdown. Inoltre con la possibilità data dalla tecnologia di poter lavorare dalla propria abitazione, non solo la casa acquista un ulteriore valore emozionale ma può essere collocata anche lontano dall’ufficio o dalla città”.
Le caratteristiche più richieste da chi cerca casa - ed è disponibile a vendere quella che ha o semplicemente attivare un affitto lungo - sono balconi e terrazzi, giardini ed orti e poi bei panorami di cui poter godere dalle finestre di una casa che si preferisce molto.
“Molto ricercati - precisa Fabrizio Muratore - sono i casali, i rustici, anche da ristrutturare. Apprezzati sono anche i centri storici cittadini, valorizzati anche grazie alle iniziative del governo con gli Ecobonus. Ed anche le banche si stanno adeguando, valutando sempre di più la possibilità dello sconto in fattura ed il recupero fiscale”.
“Non dimentichiamo poi - ricorda Muratore - che viene mantenuta l’agevolazione mutui al 100 per cento, grazie ai crediti cooperativi con fondo di garanzia statale sulla prima casa”.
La Granda, quindi, sembra essere l’ideale per accogliere le nuove richieste scaturite dall’emergenza sanitaria che ha portato ad una vera rivoluzione nelle esigenze abitative, che potrebbe trasformarsi in un ottimo volano di sviluppo anche per i piccoli centri e per le aree di montagna.
Il trend è comunque buono per i prossimi anni, almeno per ciò che riguarda le compravendite: ancora fermi invece i prezzi degli immobili, fortemente condizionati dall’incertezza economica post Covid.















