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Agricoltura | 01 febbraio 2021, 10:20

L’enologia piemontese ai tempi del Covid: produzioni in crescita, mentre i consorzi invitano alla cautela

I principali attori della filiera a confronto su mercati e politiche di sostegno nell’incontro promosso dall’Osservatorio Permanente Prezzi dei Vini di Confindustria Cuneo

Vino bottiglie

Sei i dati parlano di una buona tenuta sul fronte della produzione, i timori riguardano uno scenario caratterizzato da possibili flessioni sul fronte del valore e della redditività per gli attori del territorio. Da qui la proposta alla Regione affinché promuova una cabina di regia col compito di coordinare le iniziative da adottare anche in merito alla razionalizzazione delle denominazioni esistenti.

Sono queste in sintesi le conclusioni operative cui è giunta nei giorni scorsi la tavola rotonda in videoconferenza sul tema “Vino e mercati. Posizionamento e politiche a sostegno”. Un incontro promosso dall’Osservatorio Permanente sui Prezzi dei Vini (Wpo-Wine Permanent Observer) di Confindustria Cuneo, al quale ha preso parte l’assessore regionale piemontese all’Agricoltura, Marco Protopapa.

Lo spunto per il dibattito, aperto alle aziende vitivinicole piemontesi, è venuto dai dati raccolti dall’Osservatorio riguardo alla vendemmia 2020. La struttura è quella nata in seno a Confindustria Cuneo dall’esigenza di disporre di informazioni aggiornate e puntuali sull’andamento della filiera, al fine di operare in modo più consapevole in un contesto sempre più dinamico e per adeguare con la massima prontezza le strategie produttive e di marketing alle richieste del mercato.

L’emergenza sanitaria globale ha reso ancor più impellenti queste esigenze e il risultato a cui ha portato la tavola rotonda, moderata dal giornalista Roberto Fiori, è senza dubbio soddisfacente per gli organizzatori.

Il benvenuto è stato dato da Mauro Gola, nella sua doppia veste di presidente sia di Confindustria Cuneo che della Camera di Commercio di Cuneo, il quale ha ricordato come la capacità di guidare l’innovazione sia il segno più incisivo del percorso compiuto in questi anni dai produttori vitivinicoli, autori di progetti vincenti che, investendo sulla qualità, hanno creato un valore riconosciuto in tutto il mondo godendo sempre dell’appoggio concreto della Cciaa: «Prove difficili non sono mai mancate e neanche il coraggio di affrontarle. Così è stato anche nell’anno in cui siamo stati tutti chiamati a fare i conti con una pandemia mondiale».

E ancora: «Nel momento in cui sono passato dal rappresentare un solo settore a rappresentare un ente pubblico, con all’interno tutti i settori economici, ho percepito con chiarezza come lo spirito di squadra e di filiera sia l’obiettivo da perseguire, perché solo così riusciremo a valorizzare le imprese che producono la materia prima, le aziende che la trasformano e quelle che la commercializzano, in un arricchimento vicendevole di valore capace di portare benessere a tutto il territorio».

Paolo Sartirano, presidente della Sezione Vini-Liquori-Distillerie di Confindustria Cuneo, ha descritto i compiti e il ruolo del Wpo al servizio delle aziende associate e ha sottolineato come dai dati raccolti emerga la buona salute di cui gode il comparto enologico piemontese «che si direbbe... “vaccinato”, perché fa emergere, in generale, segnali favorevoli malgrado l’epidemia e le conseguenze di quest’ultima su tutti i canali di consumo. Le “locomotive” costituite dalle grandi Docg sono state la spina dorsale di una tenuta forse inattesa». Detto ciò, la crescita del prodotto imbottigliato non si traduce automaticamente in aumento del venduto, e quindi è bene moderare gli entusiasmi".

"Ciò non toglie – ha proseguito Sartirano – che nel settore occorra lavorare con la massima sinergia per aumentare la ricaduta economica sul territorio, contando sul sostegno della Regione, favorendo la costituzione di una cabina di regia che si occupi di tutte le Doc, anche quelle “minori”. Le competenze ci sono, le aziende di trasformazione e quelle di produzione hanno affrontato il brutto momento avendo il coraggio di investire e ottenendo risultati positivi, trovando nuovi sbocchi oltre il settore della ristorazione, bloccato dall’emergenza sanitaria».

Per Sartirano è basilare prepararsi per gli anni a venire, adattandosi ai mutamenti che senza alcun dubbio ci saranno, come lo sviluppo dell’e-commerce, tenendo in particolare conto le esigenze del comparto in campo formativo riguardo ai manager e ai commerciali, per saper affrontare in modo adeguato le richieste sempre più specifiche e in costante forte evoluzione dei vari mercati.

Ernesto Abbona, presidente dell’Unione Italiana Vini, ha sottolineato come in un momento così difficile gli imprenditori, invece di chiedere sussidi, abbiano reagito sfruttando al meglio i nuovi canali e collocando i propri prodotti. Però, se si è riusciti a mantenere i volumi, la creazione di valore ne ha risentito, poiché è diminuita la remuneratività.
Abbona ha quindi presentato un raffronto fra il Piemonte vitivinicolo e il Veneto, segnalando come per la nostra regione, in cui vi è una concentrazione record di Docg e Doc (ben 59), possa essere un "vulnus" la presenza di molte denominazioni legate non a specifiche località, bensì a vitigni e a territori estesi (come “Langhe” e “Roero”), non sempre comprensibili nel resto della penisola e all’estero. La strategia dei produttori veneti è opposta.

Fatto sta che, mentre in Veneto la superficie vitata cresce (oggi è pari a 97.300 ettari), in Piemonte cala (46.400 ettari) e anche il raffronto fra rese e prezzi evidenzia come sia avvantaggiato il Veneto, dove peraltro si possono abbattere i costi anche ricorrendo alla meccanizzazione, possibilità assai più rara da noi, a causa della conformazione collinare.

Elena Angaramo, responsabile del Centro Studi di Confindustria Cuneo, ha dettagliato i dati raccolti dal Wpo: in sintesi, la produzione e l’imbottigliamento segnalati dai vari consorzi di tutela nel 2020 hanno avuto un andamento positivo e le giacenze in cantina sono regolari.

Matteo Ascheri, presidente del Consorzio Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, oltre che di Piemonte Land of Perfection, si è soffermato sul complessivo +0,7% fatto registrare in àmbito produttivo dalle denominazioni tutelate. Se questo è quasi sorprendente e se non si possono fare previsioni perché è in corso una “traversata del deserto”, il problema principale è quello del valore, cioè del prezzo di vendita e del posizionamento, per raggiungere il quale sono stati necessari molti anni di impegno sul fronte della qualità e su quello della promozione.
Con ogni evidenza non sarà semplice tornare a quello precedente l’epidemia. Una strada per farlo potrebbe essere non aumentare la produzione, bensì vendere meglio, basandosi sulle proprie specificità. Quindi, è l’appello di Ascheri, si lavori sulla riconoscibilità essendo scontata la qualità. Ci sono forse troppe denominazioni: occorre semplificare e lanciare messaggi più semplici. Le aziende piccole, familiari, sono un punto di forza, ma sono anche un possibile motivo di vulnerabilità: occorre lavorare per fare sistema ed essere presenti in modo coeso con un messaggio certo più semplificato, ma non slegato dalle peculiarità del territorio.

Francesco Monchiero, presidente del Consorzio di tutela del Roero, ha chiarito che la peculiarità della denominazione (in particolare per quanto riguarda l’Arneis, vino bianco), reduce da otto anni consecutivi di crescita, abbia fatto patire in modo particolare la chiusura del canale Horeca.
In questo panorama le Doc di ricaduta hanno performato bene e la conseguenza è stata la tenuta del valore delle uve per il Roero Arneis che, in part,e ha trovato uno sbocco sul mercato come Langhe Arneis. Però forse è una strategia a rischio, pensando al ricavo medio. L’annata 2020 ha performato bene in estate, dopo il lockdown, ma la nuova ondata di contagi ha creato i problemi più seri, con un drastico il calo dell’imbottigliamento a fine 2020, il che alimenta preoccupazioni per i mesi a venire.
Secondo Monchiero il mondo del vino piemontese è serio e dotato dei requisiti per restare una delle zone di produzione enologica più importanti del mondo, anche con il sostegno della Regione.

Filippo Mobrici, presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato ha spiegato che i dati numerici, soddisfacenti per il Monferrato, in realtà lo sono soprattutto dal punto di vista statistico. Si è fatto un frequente ricorso al passaggio da denominazioni di livello a quelle “inferiori” e i problemi nell’ultimo periodo sono aumentati, con alcuni casi divenuti critici, perché certe tipologie di vino non trovano collocazione commerciale.
Per Mobrici nel Monferrato i prezzi delle uve restano poco remunerativi. In questa situazione la viticoltura fino a quando può reggere? Servono accordi di filiera che sostengano chi coltiva i vigneti.
C’è stato, per quanto riguarda le denominazioni seguite dal Consorzio Barbera d’Asti, un significativo ricorso alla distillazione per ridurre le giacenze. L’appello di Mobrici è: ci si interroghi, anche con la Regione, su come produrre per vendere e non per distillare e per meglio remunerare i viticoltori, i quali presidiano il territorio. A questo scopo, buoni segnali arrivano dalla coltivazione sostenibile/biologica, che compie passi lenti, ma progressivi.

Roberto Ghio, presidente del Consorzio di tutela del Gavi, ha parlato dell’ottima performance della denominazione, la quale a dicembre ha fatto registrare un +8% dopo la flessione post lockdown registrata a maggio-giugno. Ciò non toglie che resti la preoccupazione per i mesi a venire. Se il canale della grande distribuzione organizzata ha dato la possibilità di un incremento superiore al netto calo registrato nella ristorazione, quando l’emergenza finirà, le vendite a scaffale resteranno a questi livelli visto che il consumatore potrebbe indirizzare altrove il proprio potere d’acquisto? E, di pari passo, l’Horeca tornerà a crescere velocemente?
Quanto alle denominazioni, se ve ne sono studiate “a tavolino” che non hanno attecchito, per Ghio occorre la massima cautela prima di pensare a cancellare quelle storiche e radicate, benché oggi in difficoltà, le quali probabilmente hanno solo bisogno di essere promosse in modo adeguato.

Davide Viglino, direttore di “Vignaioli Piemontesi”, ha evidenziato come il mondo dalla cooperazione faccia da “ammortizzatore” e nel 2020 abbia svolto un ruolo fondamentale.
Uno dei fattori che hanno consentito di conservare i volumi e un minimo di marginalità, ha spiegato Viglino, sono i prodotti rientranti in progetti di filiera. Una progettualità positiva e il costante confronto hanno permesso al Piemonte di affrontare un momento difficile meglio di altre aree vitivinicole. La nascente Consulta permanente proposta dalla Sezione Vini/Liquori-Distillerie di Confindustria Cuneo consentirà di accelerare sulle sfide epocali che si prospettano: cambio dei mercati, nuovi stili di consumi, nuove politiche per la sostenibilità ambientale da unire alla sostenibilità economica per chi produce le uve e poi le trasforma.

L’assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte, Marco Protopapa, si è detto subito disponibile a un confronto personale riguardo alle proposte emerse durante la tavola rotonda: «Il 2021 presenta incognite legate al perdurare della situazione emergenziale e lancia a tutto il comparto, istituzioni comprese, la necessaria sfida per recuperare il terreno perduto l’anno scorso. In sinergia con la filiera, la Regione monitora la situazione delle produzioni e delle giacenze al fine di non farsi trovare impreparati qualora si rendano necessari nuovi e ulteriori strumenti eccezionali per rispondere al perdurare dell’emergenza. Prosegue intanto il lavoro da parte degli uffici dell’Assessorato regionale per attuare ancora degli strumenti del Psr sull’insediamento giovani, bando stoccaggio 2020, per definire le graduatorie delle misure di aiuto dell’Ocm Vino, che saranno approvate a febbraio per tutte e tre le misure previste (ristrutturazione vigneti, investimenti e promozione). I tre bandi destinano complessivamente quasi 20 milioni di euro al comparto».

Files:
 Vino e mercati - 28 gennaio 2021 (491 kB)

Redazione

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