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Politica | 19 gennaio 2021, 14:15

Alba, dalla Lega è aut-aut sulle "transfughe": "Non le riconosceremo come gruppo di maggioranza"

Dal segretario cittadino Marco Marcarino netta presa di posizione dopo l’addio delle consigliere Maria L’Episcopo e Ylenia Cane: "Hanno approfittato dei nostri voti per entrare in municipio". La replica: "Continueremo ad appoggiare il sindaco Bo"

Nei riquadri Maria L'Episcopo e Ylenia Cane, le consigliere appena uscite dal gruppo Lega Salvini Premier

Nei riquadri Maria L'Episcopo e Ylenia Cane, le consigliere appena uscite dal gruppo Lega Salvini Premier

Nelle ore in cui Giuseppe Conte cerca anche al Senato i voti necessari a proseguire il proprio mandato senza il sostegno di Renzi, all'ombra delle torri albesi si ragiona sulle conseguenze della nuova fibrillazione vissuta nella maggioranza che dalle elezioni del maggio 2019 sostiene il sindaco Carlo Bo.

La notizia, anticipata sabato dal nostro giornale, è quella che riguarda l’addio che le consigliere Maria L’Episcopo e Ylenia Cane hanno appena dato alla compagine della Lega Salvini Premier: formazione che nell’assemblea comunale era entrata come la più numerosa – insieme al Partito Democratico –, forte di oltre 2.300 voti di lista, e che ora si vede costretta a dover fare conto su tre residui rappresentanti: la capogruppo Elena Alessandria, Lorenzo Barbero e Italo Magliano.

Le due fuoriuscite hanno reso nota l’intenzione di voler arricchire il già variegato panorama delle forze che compongono la maggioranza di centrodestra con una formazione denominata "Noi per Alba", ma sulla possibilità che la neonata compagine possa essere ammessa al tavolo della coalizione si registra ora il veto espresso dal segretario del Carroccio cittadino – nonché assessore con deleghe a Sicurezza, Polizia Municipale, Ambiente e Commercio – Marco Marcarino.

"Come Lega non abbiamo perso due esponenti – va giù duro l’assessore –, semplicemente perché le due consigliere non facevano già più parte del nostro partito. Presero la tessera per la prima volta nel 2019, alla vigilia delle candidature per la campagna elettorale amministrativa, e già nel 2020 non vollero rinnovarla. Oggi risulta evidente come quello fosse un modo per approfittare del Carroccio, visto che coi soli loro voti non sarebbero mai entrate in Consiglio".

"Dopodiché – rincara –, la nostra linea è chiara: non possiamo accettare che qualcuno usi la Lega per i propri fini personali. Per questo non riconosceremo il neonato gruppo tra le componenti titolate a far parte della stessa maggioranza che noi appoggiamo fedelmente fin dalle elezioni del 2019, quando essa vide la luce anche grazie al nostro decisivo apporto, primo partito della coalizione per voti di lista".

Un aut-aut in piena regola, nel presupposto che il centrodestra cittadino possa proseguire la propria avventura al governo della città coi soli voti di 13 consiglieri, contro gli 11 della minoranza di Uniti per Alba, mandando così in soffitta lo schema 15 a 9 uscito dalle urne.

Una pregiudiziale sulla quale Marcarino – ringraziato l’assessore Emanuele Bolla per "la lealtà dimostrata con la presa di distanze già manifestata nelle scorse settimane" – spiega di aver già incassato un primo informale sostegno "da parte di diversi gruppi e singoli consiglieri della coalizione". "'Noi per Alba' – conclude – può liberamente riconoscere il sindaco, ma noi non riconosceremo loro come gruppo di maggioranza".

Una nuova grana da affrontare, insomma, per il sindaco Bo, alla cui mediazione si affida tra le righe la stessa ultima arrivata tra le forze di centrodestra in Consiglio. "Da parte nostra – dichiara al nostro giornale Maria L’Episcopo, che di "Noi per Alba" è capogruppo – continueremo a sostenere in modo convinto il sindaco e la maggioranza che lo esprime. Il primo cittadino rimane il nostro punto di riferimento e a lui risponderemo".

Ezio Massucco

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