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Attualità | 15 gennaio 2021, 12:53

Fondi alle Asl, Alba-Bra Cenerentola: "Nel 2020 penalizzati per 20 milioni di euro"

L’ex sindaco Marello denuncia l’aggravarsi degli squilibri nelle risorse assegnate dalla Regione tramite il criterio della spesa storica: una differenza rispetto alla media piemontese salita a 116 euro a persona, con punte di 355 euro se si guarda in cima alla classifica

L'ospedale "Michele e Pietro Ferrero" di Verduno

L'ospedale "Michele e Pietro Ferrero" di Verduno

La pandemia non ha risolto, anzi sembra aver acuito, la problematica degli squilibri nelle risorse che la Regione assegna alle proprie Asl per ogni assistito.
Un tema antico, negli anni sollevato da più parti e che ora si scopre mai risolto, solo in parte giustificabile col diverso fabbisogno da assicurare a realtà ospedaliere che, per dimensioni e livelli di specializzazione, rappresentano punti di riferimento per l'intero territorio piemontese.

Ad aggiornare i conteggi sulle disparità con le quali le aziende sanitarie piemontesi si vedono premiate o penalizzate dall’annuale riparto del Fondo Sanitario Regionale è l’ex sindaco albese Maurizio Marello, dal 2019 consigliere regionale nella fila del Pd, che ha sottoscritto un ordine del giorno col quale il collega di partito e vicepresidente della Commissione Sanità Domenico Rossi chiede di superare il criterio della "spesa storica" nell’applicazione del riparto.

Le Asl maggiormente penalizzate da tali disequilibrio, fa sapere Marello, risultano essere la Cn2 di Alba e Bra e la Asl Novara: la prima con un valore di spesa pro capite inferiore di circa 116 euro nel 2020 rispetto alla media regionale, la seconda inferiore di 150 euro annui.

Se è un dato che tale disuguaglianza sia rimasta pressoché invariata da diverso tempo, compresi gli anni 2019 e 2020, dai dati illustrati da Rossi e Marello si evince anche che "alcune tra le aziende sanitarie che ricevono meno finanziamenti (oltre alle già citate Asl Cn2 e No, si annoverano nel computo anche l’Asl To3, la To4 e la To5) sono anche quelle che riportano meno perdite nei bilanci".

Marello spiega quindi che «prendendo ad esempio i dati relativi agli ultimi anni per l’Asl Cn2 non si possono non notare iniquità, in continuo crescendo, nella ripartizione: nel 2017 la quota pro capite era di 1.496,90 euro con un delta dalla media di 91,19 euro (pari a -15.649.798,14 euro); nel 2018 la quota era di 1.516,54 euro, con un delta dalla media di 97,72 euro (pari a -16.444.385,39 euro); nel 2019 la quota era di 1.540,45 euro, con un delta dalla media di 96,76 euro (pari a -16.564.322,31 euro) mentre nel 2020 era pari a 1.554,98 euro con un delta, come già accennato di 116,77 euro (equivalente a 19.998.162,61 euro. Ciò significa che nel 2020 la quota pro capite ricevuta dall’Asl Alba-Bra da parte della Regione è stata pari a 1.554 euro contro i 1.899 di Vercelli, i 1.774 di Biella e i 1.759 del Vco».

Differenze anche superiori al 20% che portano il consigliere a sostenere come «tale situazione di iniquità determina, per i cittadini piemontesi, servizi di minore o maggiore qualità e quantità in base al territorio di residenza rendendo il sistema sanitario inefficiente senza meccanismi di riequilibrio».

L’ordine del giorno impegna perciò la Giunta regionale a commissionare l’elaborazione di un sistema di criteri volto a ottenere un migliore equilibrio tra ripartizione del Fondo sanitario regionale e bisogni di salute territoriale; ad anticipare azioni di riequilibrio, impiegando parte dei risparmi che dovessero verificarsi grazie alle azioni di efficientamento e alla progressiva riduzione delle realtà debitorie, nei confronti delle aziende sanitarie che in questi anni hanno ricevuto meno risorse; a programmare un progressivo riequilibrio della ripartizione del Fondo Sanitario Regionale in base al sistema di criteri elaborato.

«Di fatto il criterio prevalente usato per la distribuzione delle risorse è quello della spesa storica e questo determina che, da un lato si facciano parti diseguali senza fornire una motivazione oggettiva, e dall’altro con i fondi di riequilibrio si aggiungano risorse a quelle aziende che hanno più debiti. Finisce che chi è virtuoso come Novara prende di meno all’inizio e nulla dal fondo di riequilibrio», aggiunge il consigliere Rossi.

«Su questa questione mi auguro vi sia convergenza trasversale e credo che anche i sindaci dei territori più penalizzati dovrebbero far giungere la propria voce al presidente Cirio e all’assessore Icardi» – conclude Rossi – Da parte mia, in quanto vicepresidente della Commissione Sanità, chiederò al presidente della Commissione, Alessandro Stecco, di dedicare alcune sedute, anche con uno specifico gruppo di lavoro, a questo tema».

E. M.

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