Torna a suonare la campanella. E da questa mattina tutti gli studenti delle scuole elementari e medie tornano in classe, anche in Granda e in Piemonte. Un rientro (seppur parziale) alla normalità, anche se per gli studenti di seconda e terza media si tratta già di un notevole passo avanti, visto che prima della pausa natalizia erano costretti alla dad.
Si tratta, secondo i dati comunicati a inizio anno dalle istituzioni scolastiche, di 63.416 alunni della scuola dell'infanzia, 167.534 della scuola primaria e 111.591 della secondaria di primo grado in tutto il Piemonte. Per Cuneo e provincia si tratta di 30.021 iscritti alla scuola d'infanzia, 86.257 per la primaria e 57.276 per la scuola media. Un totale di 173.554 ragazzi.
Ci vorrà invece ancora pazienza per i ragazzi (176.925 circa, in tutta la regione, 92.497 a Torino e provincia) che frequentano le scuole superiori: per loro il rientro in classe - andamento epidemiologico permettendo - è fissato per il 18 gennaio, recuperando così le lezioni in presenza e il contatto umano con insegnanti e compagni di classe. Ma per ora ancora dad al 100%.
Questo prevede l'ordinanza che il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha firmato nelle scorse ore, condivisa al termine di un incontro con le Prefetture, i Sindaci dei Comuni capoluogo, i Presidenti delle Province, i rappresentanti degli Enti locali (Anci, Anpci, Upi, Uncem e Ali-Legautonomie), sentiti anche i sindacati, l’Ufficio scolastico regionale e il Ministro della Salute.
"Il Piemonte è pronto a partire - ha detto Cirio -, ma l’attuale quadro epidemiologico ci impone prudenza, perché la curva del contagio in crescita in molti Paesi europei e in altre regioni italiane ci mette concretamente di fronte al rischio di una terza ondata che dobbiamo fare in modo di contenere.
Il Governo, inoltre, ha modificato i criteri per la definizione delle soglie di rischio, abbassando i valori per il passaggio di colore tra le diverse zone, per cui è fondamentale avere questa settimana di tempo in più per monitorare l’andamento epidemiologico.
Dobbiamo dare sicurezza e certezza alle famiglie e al mondo della scuola, perché non avrebbe senso aprire per poi richiudere dopo qualche giorno".














