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Attualità | 08 dicembre 2020, 12:05

Anche nella provincia della ministra Dadone incrociano le braccia i lavoratori pubblici: due presidi a Cuneo e Verduno

"Sicurezza, assunzioni e contratti". Su questi tre pilastri si basa la manifestazione indetta a livello nazionale da Cgil, Cisl e Uil per i lavoratori statali a seguito della mancata intesa con il ministero per la Pubblica Amministrazione e le parti sociali

Anche nella provincia della ministra Dadone incrociano le braccia i lavoratori pubblici: due presidi a Cuneo e Verduno

Il braccio di ferro tra i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil e la ministra per la Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone non ha portato in una intesa tra le parti.

Sarà indetta per domani, mercoledì 9 dicembre, anche nel cuneese - in concomitanza con la manifestazione nazionale - la mobilitazione dei lavoratori statali.

Le richieste sindacali si basano su tre richieste "Sicurezza, assunzioni e contratti".

"E' la sintesi di anni di richieste, male (o mai) evase dai governi di turno - scrivono le segreterie cuneesi di Fp Cgil, Cisl Fp, Uilfpl e Uilpa - tre proposte di rinnovamento per garantire ai cittadini servizi degni di essere chiamati tali, realmente utili e efficienti."

"Il nostro Paese è ultimo in Europa per percentuale di lavoratori occupati nel pubblico impiego, il 5,7% contro il 18,43%, dati OCSE in rapporto alla forza lavoro complessiva. - continua la nota selle segreterie provinciali - Dati che evidenziano il prezzo da pagare per i tagli decennali al settore, confermati purtroppo nella prima bozza di legge di bilancio 2021, tanti i pensionamenti ordinari e per quota 100, parliamo di 500.000 dipendenti in meno mai rimpiazzati da nuove assunzioni. E’ evidente a tutti che una pubblica amministrazione in cui scarseggiano le risorse umane significa in pratica liste d’attesa lunghe, uffici meno efficienti, code e burocrazia sempre più incompatibile con le esigenze e i bisogni reali dei cittadini utenti."

"Rinnovare la pubblica amministrazione
- proseguono i sindacati - significa investire in assunzioni e formazione del personale esistente, significa dare risposte a 195.000 precari che, già oggi , lavorano nel settore, troppi persino per la Commissione europea che ha già avviato una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia, significa rinnovare il contratto nazionale valorizzando le professionalità."

In provincia saranno organizzati due presidi in concomitanza dalle 10,30 alle 12 di domani. Uno si terrà a Cuneo davanti al Palazzo degli Uffici Finanziari in via San Giovanni Bosco. Mentre un altro si terrà a Verduno davanti all’entrata del nuovo Ospedale Ferrero, aperto di recente in funzione dell’emergenza sanitaria.

Daniele Caponnetto

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