Alta partecipazione anche nel cuneese allo sciopero indetto per oggi, giovedì 5 novembre. Sono i dati dichiarati dalle segreterie regionali di Fim, Fiom e Uilm su alcune aziende del cuneese che hanno preso parte all'iniziativa sindacale nazionale dei metalmeccanici organizzata a livello nazionale. In alcune realtà lo sciopero è stato di 8 ore, anziché le 4 previste in tutto lo stivale.
A Cuneo è in corso da questo pomeriggio un presidio nei pressi della sede provinciale di Confindustria Cuneo per la manifestazione #SCIOPEROXILCONTRATTO organizzata per "Difendere l'occupazione e rilanciare l'industria metalmeccanica. Aumentare il salario, migliorare welfare, diritti e tutele. Tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori, stabilizzare l'occupazione e ottenre la clausola sociale. Migliorare e riconoscere le competenze professionali e contrattare lo smartworking conciliando i tempi di vita e di lavoro."
Un presidio (ristretto) che arriva all'indomani dalla comunicazione del Dpcm del 3 novembre che prevede tra le restrizioni una stretta alle iniziative "di piazza".
“Quello che importa oggi non è riempire le piazze quanto svuotare le aziende. - ha dichiarato Davide Mollo segretario Fiom Cgil Cuneo - la data è simbolica perché è un anno esatto da quando presentavamo le nostre rivendicazioni sui contratti nazionali. ma non c’è stata risposta adeguata dagli industriali. Il tentativo di riprenderci il contratto nazionale è andato al cuore dei lavoratori perché oggi abbiamo ricevuto dalle fabbriche grandi adesioni. Un numero che non ci aspettavamo."
"Il luogo scelto è simbolico - continua Mollo - in Italia 2 milioni di metalmeccanici sono senza contratto per motivi politici interni alle industrie. Attraverso il contratto va potenziata la figura del lavoratore, altrimenti da questa crisi non si uscirà. Oggi era necessario attrarre l’attenzione anche su altro rispetto al Covid, perché oggi non si parla d’altro ma l’Italia va avanti."
"Questa protesta - ha aggiunto Sergio De Salve segretario Fim provinciale - cade in un periodo tutt’altro che semplice, ma rinnovare il contratto vuol dire dotarci di uno strumento utile e che ci tuteli anche in un momento di precarietà. Non avere uno strumento siglato vuol dire rimanere in una situazione di incertezza, non ci permette di affrontare la gravità del periodo. Uno sblocco della trattativa è utile e positivo per tutto il comparto."
"Le risposte - continua De Salve - sono state inefficienti: siamo tra i metalmeccanici europei meno pagati: ci devono alzare gli stipendi. La nostra unica soluzione è lo sciopero e in un periodo di difficoltà come questo abbiamo avuto una grande adesione".
"Uno sciopero non facile vista l'emergenza sanitaria in atto - ha poi spiegato Bruno Gosmar segretario provinciale della Uilm - tuttavia siamo molto soddisfatti perché una componente notevole di operai ha aderito allo sciopero. Auspico che questa protesta induca Federmeccanica a cambiare posizione e a riprendere il confronto con il sindacato a livello nazionale per chiudere in tempi rapidi un’intesa necessaria per i lavoratori ma anche per le aziende."
"Sarà una ripresa difficile - conclude Gosmar - ma sarà possibile. E più forte se ci sarà un atteggiamento diverso da parte degli industriali nei confronti dei lavoratori. Abbiamo bisogno di soluzioni ai problemi."































