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Politica | 26 ottobre 2020, 08:15

Da “Alba liberale” a “Voce libera”: partono le manovre per il dopo Forza Italia

Continuano gli scricchiolii nella maggioranza di centrodestra della capitale delle Langhe. L’adesione di alcuni consiglieri al movimento di Carfagna e Toti, tra cui il vicesindaco Boffa e il presidente del Consiglio comunale Boeri, è un messaggio al sindaco Bo ma anche al governatore Cirio

Da “Alba liberale” a “Voce libera”: partono le manovre per il dopo Forza Italia

Nuove scosse politiche (l’esatta entità la si capirà solo tra qualche tempo) ad Alba, città-feudo del governatore Alberto Cirio che qui ha il core-business del suo elettorato.

Il vicesindaco Carlotta Boffa e il presidente del Consiglio comunale, Domenico Boeri, insieme ai consiglieri comunali di “Alba Liberale” Nadia Gomba e Olinto Magara, si sono detti pronti ad aderire a “Voce Libera”, l'associazione politico-culturale fondata dalla vicepresidente forzista della Camera, Mara Carfagna.

L'annuncio è stato dato nel fine settimana, nel corso di un incontro con la parlamentare Daniela Ruffino, referente piemontese di “Voce Libera”.

I consiglieri albesi hanno proposto alla Ruffino di organizzare ad Alba, quando l'emergenza sanitaria lo permetterà, un convegno aperto alla partecipazione di quanti sono interessati alla costruzione del nuovo soggetto moderato del centrodestra, che ha i suoi leader nazionali in Mara Carfagna e nel governatore della Liguria Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria e leader di “Cambiamo!”.

Quello che si registra in questi giorni nella capitale delle Langhe fa seguito e amplifica quanto successo a maggio, con la nascita del gruppo consiliare “Alba liberale”.

Episodi che documentano, oltre ad un malessere nella maggioranza di centrodestra guidata dal sindaco Carlo Bo (Forza Italia), movimenti che vanno oltre la cinta daziaria.

Infatti, se si considera che Cirio non era informato dell’iniziativa quanto sta succedendo ha una certa qual rilevanza.

Parlare di atto politico di ostilità nei confronti del presidente della Regione sarebbe improprio.

Certo è che l’iniziativa assume il significato di un doppio messaggio indirizzato, da un lato, sul piano amministrativo, al sindaco, e dall’altro, sul fronte politico-partitico, al governatore.

L’indicazione per Bo è chiara: d’ora in poi, a maggior ragione dopo lo scivolone dell’ultimo Consiglio comunale, “Alba liberale- Voce libera” chiede  maggior considerazione rispetto a quella che sin qui le è stata accordata.

Per Cirio il messaggio al navigante suona più o meno in questi termini: se tu, caro presidente, pensi di accasarti da qualche parte senza tenerci in considerazione, sappi che anche noi ci terremo le mani libere.

Mentre Silvio Berlusconi accusa di tradimento il suo ex delfino Toti per aver negato la partecipazione nella giunta ligure a Forza Italia, da Alba – archiviata la Fiera del Tartufo – partono le grandi manovre per il dopo Forza Italia.

GpT

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