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Attualità | 14 ottobre 2020, 12:02

Al ristorante come Cenerentola? Nei locali di Langhe e Roero si guarda alla misure del nuovo Dpcm

La chiusura a mezzanotte non sembra preoccupare più di tanto gli operatori, come il limite a 30 invitati per cerimonie in buona parte già rimandate al prossimo anno. Più pesanti le ripercussioni delle nuove limitazioni sugli ingressi dall’estero

Richiama la celebre favola una delle misure che il Dpcm varato ieri dal Governo ha messo in campo con l’obiettivo di contenere i crescenti numeri della seconda ondata della pandemia contro la quale il nostro Paese è in guerra dallo scorso febbraio.

Tra i settori economici che maggiormente pagano dazio all’emergenza sanitaria, il turismo e la ristorazione in particolare guardano con rinnovata preoccupazione alla nuova stretta giocoforza imposta ai ritrovi in famiglia e tra amici, insieme alla scuola considerati in questo momento una delle principali fonti di diffusione dell’infezione.

Delle due nuove limitazioni che più interessano un ambito sempre più centrale nell’economia delle colline Unesco, una è quella che contiene in un massimo di 30 persone i possibili invitati a banchetti e cerimonie, mentre l’altra impone la chiusura anticipata delle attività di ristorazione: a mezzanotte per quelle attrezzate col servizio al tavolo, alle ore 21 per tutte le altre.

"Sul primo fronte – spiega Ferruccio Ribezzo, ristoratore a Monforte d’Alba e presidente del Consorzio Turistico Langhe Monferrato Roero – posso dire che, per quanto i loro numeri negli anni si siano comunque mediamente ridotti, un banchetto con meno di 30 persone praticamente non esiste. Andiamo su queste dimensioni coi gruppi che in queste settimane ci arrivano richiamati dalla Fiera del Tartufo, ma sulle cerimonie si tratta di un limite improponibile. Poi va detto che, considerata la stagione ormai autunnale, questo tipo di clientela per molti è già stata completamente persa, almeno quest'anno. Tutte le prenotazioni che avevamo sono state rinviate da tempo al 2021. Nel nostro caso, su cinquanta banchetti che potevamo prevedere a inizio anno ne abbiamo fatti due. Prima a causa del lockdown; poi, dopo la riapertura, perché abbiamo preferito non correre rischi. Abbiamo un locale abbastanza grande, da 150 coperti, ma pensare di distanziarli in eventi di questo tipo per noi non era pensabile".  

Sulla chiusura a mezzanotte l’impressione è invece quella del pericolo scampato. Poteva andare peggio, insomma, visto che tra le indiscrezioni filtrate prima che il Dpcm venisse varato c’era stata anche l’ipotesi di una ben più problematica chiusura alle 22.  

"Sì, questa è una misura il cui impatto non dovrebbe essere così letale – commenta Ribezzo –, anche se alcune difficoltà in realtà le nasconde. La prima riguarda il fatto che sulle nostre colline, soprattutto nella serata del sabato, la gente arriva al ristorante facilmente dopo le 9, spesso alle 9.30-9.45, anche perché di mezzo c’è il tempo per raggiungerci e molto spesso, una volta giunti in auto, c’è anche il problema di trovare parcheggio, visto che questa è una carenza che caratterizza molti centri del nostro territorio. La distanza potrebbe quindi rappresentare un problema e bisognerà invitare i propri ospiti, al momento della prenotazione, a cambiare le tempistiche di arrivo, per evitare di dover offrire un servizio frettoloso. Invece salteranno tutti le feste in piedi, una modalità che negli anni ha preso sempre più piede e che, almeno per i 30 giorni di vigore del Dpcm, ci dovremo dimenticare".

Si prosegue tra mille ostacoli, quindi, confidando che, dopo un inizio d'anno da dimenticare e un’estate in ripresa, l’autunno consenta di salvare almeno parte dell’annata.

"Vedremo – conclude il presidente del Consorzio Turistico –. Si lavora con la Fiera, sperando che funzioni, e si lavora coi clienti di casa nostra, visto che la richiesta dei tamponi all’ingresso in Italia è stata recentemente allargata a una nuova serie di Paesi, riducendo ancora la schiera di quanti possono arrivare dall’estero. Da Francia, Olanda, Belgio e Inghilterra non è possibile entrare in Italia senza un tampone negativo retroattivo di 72 ore. Al momento rimangono gli svizzeri".

Ezio Massucco

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