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Provincia | 06 ottobre 2020, 11:18

Dopo il Covid i danni dell'alluvione, l'albergatore di Limone: "In molti si chiedono se ha senso riaprire per la stagione invernale"

Beppe Carlevaris, titolare dell’hotel Gran Palais Excelsior di Limone Piemonte, dal 2015 presidente di Conitours, il consorzio di imprenditori turistici, presente da 30 anni sul territorio dell'Atl del Cuneese: "Necessario potenziare la linea ferroviaria"

Dopo il Covid i danni dell'alluvione, l'albergatore di Limone: "In molti si chiedono se ha senso riaprire per la stagione invernale"

C’è da affrontare in primis l’emergenza. Ma già si pensa ai risvolti economici che l’esondazione del 2 ottobre avrà sull’economia di Limone Piemonte. La località turistica per eccellenza, luogo vacanziero per francesi, liguri, monegaschi e non solo ha subìto i danni infrastrutturali peggiori dalla recente esondazione del Vermenagna.

Quanto ne risentirà il turismo invernale legato alla Riserva Bianca? E’ quello che molti che operano nel settore del turismo sul territorio si chiedono. All’indomani dall’esondazione il sindaco limonese Massimo Riberi aveva dichiarato a Targatocn.it: “Faremo tutto quanto è possibile e ancora di più. Cercherò di essere attivo il più possibile per l’apertura della stagione, ma al momento non posso garantire niente.”

E la stessa incertezza oggi aleggia anche su chi in questo territorio opera. Come Beppe Carlevaris, titolare dell’hotel Gran Palais Excelsior di Limone Piemonte, dal 2015 presidente di Conitours, il consorzio di imprenditori turistici, presente da 30 anni sul territorio dell'Atl del Cuneese.  

E proprio il consorzio che presiede quest’anno ha gestito l’accesso all’Alta via del Sale, l’antica strada bianca, simbolo del rilancio turistico del cuneese che collega le Alpi al mare e che ha visto negli ultimi anni un incremento dato dall’utilizzo dell’e-bike che la rende percorribile da tutti.

Un’offerta che ha “salvato” in parte il comparto turistico di questo territorio che ha dovuto chiudere in anticipo la stagione invernale a causa dell’emergenza Covid. E che ora si trova a fare i conti con danni infrastrutturali enormi. Inaspettati.

“Abbiamo avuto qualche danno – racconta al nostro giornale Carlevaris - Sul retro dove abbiamo l’ingesso dei garage l’esondazione ci ha portato via mezza strada di accesso e il porticato. Domani cominceremo lo smontaggio per la messa in sicurezza . La struttura era chiusa da fine settembre a causa della fine della stagione. Ci stavamo preparando a quella invernale. Molti miei colleghi di hotel, ristoranti e esercizi commerciali si stanno facendo tutti la stessa domanda: vale la pena rischiare un’apertura? Già la stagione partiva con molte incognite sul turismo francese visti gli aumenti repentini dei casi Covid Oltralpe. A questo si unisce il grande danno alla viabilità che non si risolverà in tempi brevi. Non possiamo pensare che i francesi per venire a Limone facciano 250 km e 3 ore e mezza di macchina.”

“Quello che potrebbe in parte salvare l’economia locale, ma anche i territori francesi che ora sono isolati è il rafforzamento della tratta ferroviaria – continua Carlveraris – Le autorità transalpine del Paca hanno stanziato 10 milioni per l’emergenza. Serviranno anche per ristabilire la ferrovia, al momento l’unica via percorribile per collegare Limone alla Francia e alla Liguria. Bisognerebbe mettere due treni che si alternano e arrivare ad almeno 10 tratte al giorno. A questo va parallelamente organizzato un sistema di navette.”

"I danni ci sono stati -
conclude il presidente di Conitours - ma dobbiamo cercare di ripartire con ottimismo."

Daniele Caponnetto

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