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Alba | 04 luglio 2020, 16:04

Celebrazioni religiose in emergenza Covid 19: a un mese dalla riapertura dei luoghi di culto

Il vescovo di Alba, monsignor Marco Brunetti: "Dobbiamo ringraziare, oltre i parroci, tutti i nostri parrocchiani e i volontari che con il loro aiuto e la loro collaborazione, stanno supportando le Parrocchie nel controllo del rispetto di queste norme"

Il vescovo di Alba, monsignor Marco Brunetti (Foto Barbara Guazzone)

Il vescovo di Alba, monsignor Marco Brunetti (Foto Barbara Guazzone)

Si allarga la maglia delle restrizioni per l’emergenza Coronavirus e marginalmente anche la normativa per i luoghi di culto. La ripresa e la situazione attuale, nelle parole di monsignor Marco Brunetti, vescovo di Alba.  

Dallo scorso 18 maggio sono state riaperte ai fedeli le celebrazioni religiose, ovviamente nel rispetto delle normative anti Covid, che prevedono una serie di restrizioni. Presenze contingentate in base alla dimensione dell’edificio, mascherina per tutti, igienizzazione delle mani all’ingresso, distanziamento interpersonale di almeno un metro all’interno e di un metro e mezzo negli spostamenti dei fedeli, cori e cantorie vietati e al massimo la presenza di un organista.

Una novità c’è per i celebranti dallo scorso 23 giugno, decade l’obbligo dei guanti per il sacerdote al momento della distribuzione della Comunione ai fedeli. Lo precisa una nota del ministero dell’Interno in risposta ai due quesiti posti lo scorso 17 giugno dalla segreteria generale della Cei che al riguardo chiedeva deroghe a quanto stabilito in precedenza. Nello specifico, si legge nella nota, “sulla base degli attuali indici epidemiologici”, il Comitato tecnico scientifico (Cts), “in riferimento alla possibilità di derogare all’obbligo dell’uso dei guanti dell’officiante al momento della distribuzione della Comunione”, raccomanda che chi distribuisce la Comunione “proceda a una scrupolosa detersione delle proprie mani con soluzioni idroalcoliche” e che le ostie siano “depositate nelle mani dei fedeli evitando qualsiasi contatto tra le mani dell’officiante e quelle dei fedeli medesimi. In caso di contatto dovrà essere ripetuta la procedura di detersione delle mani dell’officiante rima di riprendere la distribuzione della Comunione”.

Allo stesso tempo rimane l’obbligo per i celebranti, della riduzione in termini di presenze e dell’utilizzo dei guanti e della mascherina per l’atto eucaristico.

In tutta la nostra Diocesi – spiega monsignor Brunettisi continuano a rispettare con rigore e attenzione le normative di sicurezza, come previsto dal protocollo CEI per la ripresa delle funzioni religiose. Dobbiamo ringraziare, oltre i parroci, tutti i nostri parrocchiani e i volontari che con il loro aiuto e la loro collaborazione, stanno supportando le Parrocchie nel controllo del rispetto di queste norme. A questo proposito vorrei ringraziare le diverse Associazioni, le Misericordie, Proteggere Insieme, la Protezione Civile, gli Alpini e i volontari del Gruppo di Cuneo del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta, per l’assistenza che stanno fornendo nelle quattro parrocchie del Comune di La Morra”. 

Sicuramente prezioso il supporto di tutti i volontari, a cui è affidata l’igienizzazione delle mani dei fedeli all’ingresso della Chiesa, il loro contingentamento e controllo all’interno del rispetto della distanza interpersonale, l’igienizzazione dei banchi prima e dopo le funzioni.

Verso la metà di marzo – racconta il vescovo Brunetti – nel pieno del periodo di pandemia, ho consegnato a tutti la preghiera di supplica e di affidamento a Maria, che ho scritto per la circostanza, affinché venisse detta ogni giorno personalmente o in famiglia. Una preghiera mariana straordinaria, per rafforzarci nel nostro cammino quaresimale, per liberarci da ogni male e confermarci nella fede, per sostenerci nella speranza e aiutarci a vivere nella carità. Dal 28 giugno ho iniziato personalmente il pellegrinaggio nei santuari della Madonna della Moretta, della Madonna del Buon Consiglio, della Madonna del Todocco e della Madonna del Popolo, per ricordare quanti si sono impegnati come operatori sanitari e volontari negli ospedali e sul territorio. Pregare per i malati contagiati dal Covid19. Ricordare i defunti che non hanno potuto avere un funerale partecipato, ma solo una preghiera al cimitero”.

Una presenza, quella di monsignor Brunetti, partecipata e che fa sentire la vicinanza della Diocesi alla popolazione, ma che nel ringraziare vuole anche ricordare che “il periodo di attenzione non è ancora finito”.

Iniziano intanto a riprendere, timidamente, anche le celebrazioni dei matrimoni, sempre nel rispetto delle normative e in attesa che, come per altro genere di “eventi”, le maglie delle restrizioni si possano allargare per cercare di tornare con attenzione alla normalità. Ma anche per quanto riguarda i matrimoni, dal 23 giugno, c’è un piccolo “allentamento”, il Cts osserva che “non potendo certamente essere considerati estranei tra loro, i coniugi possano evitare di indossare le mascherine” durante la celebrazione.

E. M.

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