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Solidarietà | 27 gennaio 2020, 19:40

Nella sfida ai fornelli tra Lions Club Bra Host e Leo Club ha vinto la solidarietà (FOTO)

Grande successo della gara culinaria dello scorso sabato 18 gennaio, finalizzata a dotare la scuola della frazione San Michele di attrezzature per la ricreazione dei ragazzi

Nella sfida ai fornelli tra Lions Club Bra Host e Leo Club ha vinto la solidarietà (FOTO)

Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. Ed è così che è andata in scena la 6ª edizione di “Masterchef”, l’appassionante gara di abilità ai fornelli, che ha visto protagonisti i soci del Lions Club Bra Host, presieduto da Massimo Dipietro e gli agguerriti giovani del Leo Club, guidati da Cristina Costamagna.

L’evento si è svolto sabato 18 gennaio nella sede del comitato di quartiere San Michele, storica location di questa “gustosa” disfida in cucina. Forse parenti di Alessandro Borghese o forse cugini di Davide Oldani, i provetti cuochi hanno dato il via alle danze di buon mattino, ricercando gli ingredienti al supermercato, per proseguire nel pomeriggio dietro il bancone con il team dei Lions, coordinato dalla socia Monia Rullo e quello dei Leo, agli ordini di Bianca Rolfo, impegnati a trasformare una patatina in un concetto gourmet.

Ce n’era un po’ per tutti, anche per un gruppo di liceali aderenti al progetto alternanza scuola lavoro, promosso dai Leo braidesi, che si sono messi all’opera, allestendo i tavoli, insieme a solerti soci Lions.

Per giungere preparati alla prova di fronte ai giudici, i concorrenti si sono sporcati le mani sbucciando patate, frullando fagiolini, pulendo i broccoli, sfilacciando petti di pollo, impastando la crema di gorgo e formaggio. Le due brigate (senior e junior) si sono date battaglia, preparando ciascuna due antipasti (uno freddo e uno caldo), un secondo con contorno ed il dolce, giusto per rendere impossibile l’inizio di una dieta. Accuratamente impiattati, hanno lasciato i commensali a bocca aperta, anzi piena, un tris di tipicità, esaltato dalla salsiccia di Bra; insalatina di pollo; gateau di verdure; lasagnetta di pane carasau con mozzarella e prosciutto; rolata di bovino con contorno di patate e semolino; parmigiana di melanzane; semifreddo e rotolo dolce, ripieno di nutella.

Così i due presidenti: “Ogni Club ha creato una propria squadra di cuochi che si sono dati un gran daffare a cucinare, alzando sempre più l’asticella delle preparazioni. Anche le adesioni alla cena sono state davvero tante: i commensali erano, infatti, 110. Seduti ai tavoli, c’erano anche il Governatore del distretto Lions 108Ia3 Erminio Ribet con consorte ed il Past Governatore Gian Costa, con la signora. Ognuno di essi, dopo aver degustato i vari piatti, ha espresso un giudizio meritorio”, aggiungendo: “Certamente l’aspetto più importante della serata, allietata da musiche e canti di Roberto Molino – che ha ricevuto gli elogi anche dal primo cittadino di Bra, Gianni Fogliato, che ha ringraziato il Club per la sinergia con il territorio, che dura ormai da anni - è rappresentato dalla vittoria della solidarietà e dell’amicizia”.

Per la cronaca, al termine dello spoglio delle schede, la vittoria dell’edizione 2020 è andata ancora una volta ai giovani cuochi del Leo Club. E lì una pacca sulla spalla, di quelle assestate per bene alla stregua dello chef Cannavacciuolo, non gliel’ha tolta nessuno.

Ma non è finita: nell’ultima parte della serata, a sorpresa, molti soci della Confraternita della Salsiccia, presieduta dal gran maestro Giacomo Berrino, ha accolto nel sodalizio, come soci onorari, il signor Michele Bracciotti e lo stesso Governatore Lions del Piemonte e Liguria, distretto Lions 108Ia3, Erminio Ribet, al quale è stato donato il primo esemplare di un piatto artistico, creato da un socio.

Applausi anche per i nuovi soci ordinari: Marina Tibaldi, Monia Rullo, Luciano Marengo, Daniela Pescini, Marco Ferrarese e Gianguido Silvio Saracino.

Una festa perfettamente riuscita non solo in termini di gusto, ma anche di cuore. La vera notizia è che il grande lavoro dei soci dei due Club è stato finalizzato alla realizzazione di un service particolare: dotare la scuola della frazione che ospita la manifestazione da anni, di attrezzature per la ricreazione dei ragazzi. E, dopo tutto questo successo, l’arrivederci non può che essere alla prossima edizione. Tu vuoi che io muoro?

Silvia Gullino

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